31 Luglio LUGNASAD Festival del Raccolto

<888> Le azioni del Festival Esoterico di Lugnasad Il Raccolto, oltre alle importantissime virtù esoteriche, ha, come tutti gli strumenti dell’Arte Suprema, altrettante importantissime azioni pratiche. Tutte le seguenti azioni appartengono al Festival Esoterico di Lugnasad e sono tutte richiedibili durante l’esecuzione senza alcuna limitazione di numero L’abbondanza del raccolto economico.
Equilibrio e protezione del corpo
Incidenti ed incolumità fisica e mentale.
Propizia soluzioni in amore.
Protezione e fedeltà nella coppia.
Protezione dalle energie negative
Esorcismo e purificazione radicale.

Si esegue il 31 Luglio, massimo entro il 21 Agosto con la pienezza dei risultati

Il Raccolto Esoterico

1) L’abbondanza del raccolto economico.
Chi semina raccoglie, dice il proverbio. Questo Festival ha come scopo di aiutare a portare a compimento e a maturazione tutti gli sforzi compiuti durante l’anno. Progetti iniziati, aspettative, speranze e azioni compiute per migliorare la propria condizione finanziaria, trovano qui la loro possibilità di completamento e l’opportunità per la loro completa realizzazione. Chi più ha seminato, chi più ha dovuto lottare, chi più si è prodigato, spesso senza successo, avrà la possibilità di trovare il giusto premio per le proprie fatiche e per la propria buona volontà, con la realizzazione pratica ciò che desiderava.2) Equilibrio e protezione del corpoIl Festival Esoterico del Raccolto assicura la protezione massima degli equilibri bioenergetici per un anno intero, tutela dalla comparsa di malanni gravi nuovi (cioè che non siano già in atto), aiuta a sedare dolori e malesseri.3) Incidenti ed incolumità fisica e mentale.Massima protezione contro ogni tipo di incidente, sia di tipo automobilistico, sia dovuto a qualsiasi altra causa accidentale. Lo scopo del festival è di evitare ogni menomazione fisica o mentale, per 1 anno intero.4) Propizia soluzioni in amore.
A) Mediante la liberazione dalle negatività e operando una malia d’amore (legamento), il Festival di Lugnasad offre una nuova possibilità di ripresa ad un amore finito malamente o può propiziare il ritorno di un amore, purché la storia sia finita da non più di 6 mesi. Lo scopo del festival è di far riconciliare la coppia, di riaccendere i sentimenti e la passione, di smussare gli attriti e le cause che hanno portato all’allontanamento. Il Festival inoltre rimuove le negatività che abbiano provocato la fine della storia d’amore e opera un legamento d’amore tra i due.
B) Se chi esegue il Festival sente che la relazione in corso è solo un ostacolo, senza possibilità di rimedio, allora si può chiedere la rapida fine della relazione (separazione) e la liberazione da ogni vincolo e da ogni nostalgia. Ottimo anche per dimenticare o far dimenticare una vecchia relazione.5) Protezione e fedeltà nella coppia. Il Festival protegge la coppia in assoluto. Impedisce i tradimenti e assicura la fedeltà del partner, favorisce la salute, l’intesa, la felicità, l’armonia. Propizia l’allontanamento di amanti e rivali in amore. Lo scopo del festival è di consolidare la coppia, apportando felicità e benessere e impedendo sia l’infedeltà, sia gli attacchi occulti miranti a destabilizzare o a legare uno dei due ad un’altra persona.6) Protezione dalle energie negative Protezione da ogni tipo di azione negativa (comunemente dette: fatture, malocchio, maledizioni, invidie, ecc.).La protezione dura 1 anno intero e protegge sia in generale, sia in particolare da quei malefici miranti a provocare incidenti, malattie, danni economici, separazioni, infedeltà e tradimenti. AZIONI AUTOMATICHE(cioè non è necessario chiederle durante il Festival)A) Esorcismo e purificazione radicale. Liberazione da ogni negatività, purificazione ed esorcismo radicale. E’ questa un’azione importantissima che si rifletterà beneficamente in ogni settore della vita: a volte basta togliere le negatività per sbloccare situazioni in stallo, periodi lungamente sfortunati, stati di malessere più o meno precisati.
B) Il Raccolto Esoterico Penultima e fondamentale tappa dell’Anno Magico. Assorbire i poteri e le conoscenze del Frutto più prezioso dell’Albero dei Filosofi, la padronanza della Pietra, la definitiva vittoria sul Serpente. Quest’azione, per quanto sia soprattutto spirituale, darà grandi benefici a tutta la persona e dischiuderà nuove impensate possibilità e nuovi e più vasti orizzonti mentali.
Come ordinare i Festival del Calendario Celtico
I Festival Esoterici richiedono, per la loro esecuzione, solo un minimo di impegno e di tempo. Sono alla portata di tutti e non necessitano precedenti conoscenze esoteriche, in quanto essi stessi costituiscono una Scuola, ovvero un percorso spirituale ed iniziatico. Ciascun Festival va richiesto nel periodo immediatamente precedente alla data della sua celebrazione. Per chi desidera eseguire tutti gli otto Festival sono previste delle vantaggiose forme di abbonamento
Tutto il materiale necessario sarà contenuto nel pacco che riceverete, comprese chiare indicazioni su come operare. Ciascun Festival è di per sé un rituale completo e può essere eseguito anche indipendente-mente dallo svolgimento completo dell’Anno Magico.


NOTE ESOTERICHE
Stiamo giungendo al compimento di questo Anno Magico, quando cioè si devono raccogliere i frutti più preziosi del proprio operato. Nel corso di questi mesi abbiamo visto come la materia della nostra opera siamo in definitiva noi stessi. L’Anno Magico è un lavoro che ciascuno compie sulla propria persona, considerata non solo corpo, ma neppure solo spirito, bensì l’unione di entrambi.
Si parte dalle esigenze primarie…
La tranquillità sul piano materiale, come ci mostra la prima carta dei Tarocchi, di cui si è già parlato, è la premessa indispensabile per intraprendere un cammino iniziatico. Per questo i primi Festival dell’Anno Magico, hanno soprattutto scopi pratici, materiali, rispondenti a precise esigenze basilari di cui nessuno può fare a meno. Esigenze che nel mondo moderno vanno ben oltre la mera soddisfazione della fame e un luogo in cui abitare. Oltre a ciò, sin dai primi Festival, l’Anno Magico si preoccupa di proteggere l’equilibriopsicofisico di chi lo celebra, di mantenere il necessario stato di benessere, affinché le afflizioni, del corpo o dello spirito, non siano causa di sofferenza, la quale accentrerebbe su di sé ogni energia e ogni attenzione, avendo la precedenza su ogni altra cosa, compreso il cammino spirituale. In parole povere chi ha fame, in senso lato, e chi soffre deve prima risolvere quei problemi, poi potrà coltivare il proprio spirito ed elevarsi. La vittoria sul Serpente inizia anche dal non dover soffrire per contingenze materiali.
… per poi aspirare all’infinito
Come si è detto già nella sede sopra citata, secondo la Scienza Esoterica, lo scopo principale dell’uomo su questa terra è di raggiungere l’invulnerabilità, spirituale e materiale, e, quindi, di aspirare all’infinito. Dopo i primi due Festival (Samhain e Yula) detti anche fase di “nigredo” cioè sotto il dominio delle esigenze materiali, e in cui l’infinito non è che intravisto, inizia, con Imbolc, l’importante processo della purificazione. Con Imbolc inizia il lavoro su ciò che abbiamo chiamato “Inconscio lunare” e “Inconscio solare”. Non che nei due Festival precedenti non ci fosse stata un’azione esoterica a questo livello, anzi, in essi si è compiuto un importante e indispensabile lavoro preparatorio, che era però un lavoro nascosto, sotterraneo, come fa il seme che inizia a germogliare nel terreno. Se vi ricordate, l’Arte pone ad Halloween (Samhain) la discesa del “Mercurio”, cioè di quella Scintilla divina che innesca tutto il processo di trasformazione, con Imbolc, però, l’attenzione si sposta via via su livelli sempre più elevati. Inizia il vero e proprio lavoro su se stessi, perché solo migliorando ed elevando se stesso, l’uomo potrà saziare quella sete d’infinito, che porta nel suo cuore fin dalla notte dei tempi. Il Bagatto ben ci mostra le due vie, una è nella tesa del suo cappello, è l’infinito vero, quello trascendente e divino, l’altra è nelle monete che egli addita. Si tratta di una falsa via, chi la sceglie crede (o vuol credere) che nell’infinito accumulo di ricchezza l’uomo possa, alla fine, trovare una sorta di vita eterna. Nei mazzi più antichi di Tarocchi, il tavolo del Bagatto ha sempre solo tre gambe, o perché è proprio un tavolo a tre gambe, o perché una è nascosta o esce dal bordo della carta. Questo particolare – a torto trascurato per mancanza di conoscenza da autori più moderni – è indice di una situazione instabile, ben diversa, ad esempio, dal solido trono cubico su cui siede l’Imperatore. Le tre gambe che rappresentano le tre dimensioni dello spazio fisico, il regno della materia, sono incomplete senza la dimensione spirituale, la gamba nascosta, quella che non si può vedere con gli occhi materiali.
L’importante lavoro su sè stessi
Ecco dunque che con Imbolc inizia il vero viaggio alla ricerca di ciò che non può essere visto o toccato, ma che comunque è sentito come una fortissima esigenza. Parlando del Festival di Imbolc, abbiamo visto che il lavoro su sè stessi inizia con una profonda purificazione. Questa purificazione mira a rimuovere dal nostro Inconscio lunare, il quale conosce solo ciò che sperimentiamo, la componente dolorosa, capace di condizionare in modo negativo i nostri pensieri e, soprattutto, le nostre azioni. Gran parte del nostro agire non è consapevole, ma automatico, regolato da precisi schemi di comportamento, tanto che chi conosce bene un’altra persona, sa esattamente come questa reagirà e persino cosa dirà in una data situazione. Sicuramente è più difficile vedere i propri schemi, e ancora più difficile (se non impossibile) cercare di cambiarli. A dar loro forza e autorità è l’Inconscio lunare, ovvero la sede dei ricordi e del dolore associato ai ricordi. Tutta la vita dell’uomo è dedicata ad evitare il dolore, nelle sue varie forme, e, in parte, anche a cercare chiavi di comportamento per riuscire vittoriosi. Per ottenere ciò vengono messe in moto tante cose, dalla ragione agli schemi comportamentali. Si è detto che gli schemi comportamentali tendono sempre alla finalità voluta, inconsciamente, dalla persona che li mette in pratica. La finalità è sempre mirata ad evitare il dolore, così come esso è concepito, soggettivamente, dall’Inconscio lunare, in base all’esperienze dolorose proprie e a quelle dei propri idoli, cioè di quelle persone, di solito prossime, che vengono prese a modello. Questi ricordi dolorosi dettano così gran parte del nostro comportamento, organizzando schemi di difesa o, più apertamente, di attacco verso gli altri. Alla base di molti comportamenti perdenti c’è quasi sempre qualche grosso dolore inconscio che condiziona tutti i momenti della vita. La spoliazione da questo dolore è una vera rinascita spirituale, che induce a desiderare nuove esperienze e a cambiare il nostro atteggiamento nei confronti della vita e delle persone con cui ci rapportiamo. Questa purificazione apre lo spirito ad una maggiore sensibilità, la quale apporterà doti di veggenza, molto preziose soprattutto per chi usa la divinazione a livello professionale. L’Equinozio, che segue ad Imbolc, diventa pertanto un nuovo inizio, che coincide con l’inizio dello Zodiaco. Il desiderio di fare nuove esperienze e di tentare nuove vie si concretizza e si traduce in pratica. I nuovi cammini che si dimostreranno validi dovranno rinnovare i nostri schemi comportamentali. All’Equinozio l’accento si pone poi in particolare sulla vita affettiva, la quale è una premessa indispensabile per affrontare serenamente le nuove esperienze e il nuovo stile di vita. Continua il processo di purificazione e di rinnovamento, e continueranno a liberarsi le facoltà sottili: in particolare la divinazione mediante la radioestesia, i Tarocchi e i cristalli. Anche chi non s’interessa di arti divinatorie apprezzerà però la nuova carica di baldanza e di ottimismo di cui si sente portatore e che sarà in grado di trasmettere anche agli altri.
Verso un livello superiore di vita e di consapevolezza
Con l’Equinozio di Primavera si chiude la fase al Bianco e inizia la fase al Rosso. Ciò che a Samhain e a Yula era un semplice soccorrere alle necessità materiali più imminenti, con Beltane si trasforma nell’inizio della conquista di una posizione economico-sociale superiore. Inizia la seconda fase dell’Anno Magico, quella rivolta all’espansione e ai consolidamenti importanti. Le nuove vie, la liberazione dagli schemi sorretti dal dolore, consentono di cambiare notevolmente il proprio modo di agire e di riuscire dove prima tutto sembrava impossibile. Nasce una nuova consapevolezza che porta ad una visione più chiara dei propri schemi e si hanno le prime avvisaglie di tentativi di crearne razionalmente dei nuovi. Si rafforza da un lato la volontà, dall’altro la veggenza e la capacità di capire più a fondo la Scienza Esoterica. Si percepisce meglio il proprio e l’altrui inconscio, tanto da cominciare a classificare i vari tipi di individui. Infine eccoci al Festival del Giorno di San Giovanni, uno dei momenti più alti e toccanti di tutto il cammino esoterico, in cui l’aspirante iniziato consacra il suo primo strumento esoterico: il Pugnale dell’Arte. Questo strumento, impagabile per le infinite applicazioni pratiche, diventerà ancor più prezioso se usato con consapevolezza per migliorare se stessi e per superare in modo positivo i momenti di tensione, di sconforto o di vera crisi. Chiedendo aiuto al Pugnale in tali frangenti si opererà la definitiva rimozione dei residui dei vecchi schemi e del dolore ad essi associato, e si contribuirà fortemente alla formazione di nuovi. Midsummer’s Eve (Giovanni Battista)  è il giorno dei Frutti d’Argento, grande traguardo per chiunque abbia deciso di intraprendere qualunque cammino spirituale. L’Opera di perfezionamento prosegue in tutti i settori, perché ciò che veramente sta cambiando e si sta trasformando nell’Oro più raffinato è la materia della nostra opera, cioè noi stessi, che abbiamo imparato a conoscerci meglio e stiamo lavorando per migliorarci ed elevarci; stiamo coscientemente imparando a conoscere i nostri schemi, il modo in cui si formano e il modo per cambiarli.
Il Raccolto
All’Argento – dicevano gli antichi – deve necessariamente seguire l’Oro. Ed eccoci al Festival del Raccolto, dove tutto il lavoro compiuto si fa Pietra dei Filosofi, ossia si stabilizza, diventa nostro per sempre e continua a volgere verso una sempre maggiore perfezione. Questa è la Grande Opera, che ciascuno può svolgere a favore di se stesso. Parlando di Equinox abbiamo descritto le nuove vie che l’Io sperimenta come tanti Fiori che sbocciano sul proprio Albero della Vita. Di questi fiori qualcuno non darà frutto, qualcun altro darà Frutti d’Argento, ma qualcuno porterà fino al Frutto d’Oro. Cioè tra le nuove vie che l’Io sperimenta, sia sul piano materiale che psicologico o spirituale, qualcuna si rivelerà sbagliata e sarà abbandonata, qualcun altra sarà di media importanza, ma qualcuna si rivelerà fondamentale per dare un nuovo corso alla propria vita. Ed è proprio della maturazione dei Frutti d’Oro che si occupa il Raccolto. Nell’immobilità dei Giorni della Canicola, sotto il dominio del Leone, ovvero nel regno del Sole e di Pan (congiunzione dei due estremi), l’Iniziato assapora, con tranquillità, il premio del proprio operato, sapendo che da quel punto non si potrà tornare indietro, che il traguardo sarà raggiunto e consolidato nella Pietra, in modo da poter ambire a più prestigiosi risultati l’Anno seguente. Esiste tutta una tradizione esoterica e popolare a questo riguardo, che si ricollega al mistero delle Grandi Piramidi, ai riti stellari Osiriaci e alla Feste del Grano e a quanto altro, come potrete leggere dalla pag. 72 del Catalogo. Queste antiche tradizioni ci possono aiutare a comprendere la grande importanza di Lugnasad, le nozze del Sole con la Luna, ovvero l’Opera che si completa, l’Io che riacquista la sua interezza consapevole. L’Arte pone in questo Festival il prezioso Elixir al Rosso, che si farà Polvere di Proiezione, perché imparando a conoscere se stesso, ciascuno potrà trasformare in Oro ogni aspetto della propria vita. Di grande aiuto sarà, nei due mesi che separano il Raccolto dal Festival di Michael Superno, l’uso esoterico del Pugnale del Giorno di San Giovanni, usandolo cioè per superare i momenti di tensione, di disagio, i malesseri dell’anima che nascondono qualche antico dolore che ancora non è stato del tutto esorcizzato. Il Festival e l’uso frequente del Pugnale sarà fondamentale, congiunto all’impegno consapevole di chi lo ha eseguito, per consolidare i nuovi schemi e per non far riformare quelli vecchi, andando così in contro ad una regressione. Tra i doni del Festival del Raccolto, oltre a quanto leggerete, più in dettaglio, sopra, va ricordata la capacità di infondere una grande carica di energia vitale e un profondo senso di benessere psicofisico, che trova qui la sua massima protezione e consolidamento. La felicità e l’armonia nella vita sentimentale sono molto importanti per non avere ostacoli nella propria evoluzione personale. Per questo il Festival del Raccolto è insostituibile per riallacciare storie quasi finite, riaccendere i sentimenti e la passione e dare la massima protezione sulla coppia, oppure, qualora chi celebra lo voglia e lo chieda, porre fine a relazioni che causino regressione o che siano, soggettivamente, avvertire come tali. Il Festival del Raccolto, come ci ricorda il suo stesso nome, è, inoltre, il Festival dell’Abbondanza in campo economico, della pienezza, della posizione resa più solida e della serenità nel quotidiano. A tutti un buon Raccolto.

24 GIUGNO GIORNO DI S.GIOVANNI BATTISTA

IL PUGNALE SUPREMO DEL COMANDO

In questo Festival ciascuno consacra il proprio personale Pugnale dell’Arte


€144,00 più spese di spedizione corriere BRT consegna 24 H

Le Azioni del Festival del G. di S. Giovanni
Le seguenti otto azioni si richiedono, senza limite di numero, durante l’esecuzione del Festival.
1 Propiziare i guadagni
2 Protezione equilibrio
3 Protezione della casa
4 Protezione della famiglia
5 Protezione del lavoro
6 Allontanamento nemici
7 Protezione generale
8 Esorcismo e purificazione


1) Propiziare i guadagni
e l’incremento di tutte le attività commerciali
 come fatturato e clientela.
 E’ un portafortuna supremo per rivitalizzare attività in crisi, per aumentare il volume delle vendite e il numero dei clienti. Fin dai tempi più antichi al Solstizio d’Estate si festeggia e si propizia la Fortuna Maggiore.
2) Protezione generale dell’equilibrio.
Protezione generale dell’equilibrio e protezione dagli incidenti.
Chi esegue il Festival avrà protezione per un anno intero anche verso incidenti di qualsiasi tipo. Scongiurati o limitati i danni da transiti astrologici sfavorevoli o decisamente negativi. Si avrà inoltre protezione dell’equilibrio del corpo e dello spirito, azione che si realizzerà sia facendo evitare le occasioni di uscita dall’equilibrio, sia potenziando le difese naturali del corpo e della mente e mantenendole efficienti con una continua sorveglianza dei livelli bioenergetici. E’ l’azione principe del Rosso Elisir filosofale.
3) Protezione della casa.
Protezione della casa
(come edificio) da agenti meteorologici e da danni dolosi da vandalismi.
Anche qui l’azione sarà svolta a due livelli, innanzitutto prevenendo gli incidenti o i danni che possano derivare dalla sbadataggine o dall’incuria di chi vi abita; sia inoltre bloccando gli agenti dolosi, siano essi occulti, palesi o naturali prima che possano arrecare il danno.
4) Protezione della famiglia.
Protezione del nucleo familiare dalle invidie, diffamazioni, maldicenze.
 Blocca i nemici e gli invidiosi. Impedisce le azioni manifeste o occulte contro i componenti del nucleo familiare. Impedisce la diffusione di maldicenze e calunnie riguardanti uno o più familiari. Protegge la famiglia da ogni forma di negatività.
5) Protezione del lavoro.
Induce l’inizio di grandi cambiamenti, li protegge e li propizia. Questa azione è particolarmente preziosa per chi non è soddisfatto del proprio stato lavorativo ed economico. L’azione del Festival è rivolta soprattutto a propiziare quei cambiamenti necessari per incrementare il lavoro e i guadagni.
6) Allontanamento di nemici, rivali, persone e situazioni sgradite o indesiderate.
Allontana persone e fatti negativi o semplicemente pericolosi. Ci sono persone che sembrano perseguitare la nostra esistenza, siano essi rivali in amore, concorrenti, parenti insopportabili, vicini invadenti e invidiosi, viscidi colleghi di lavoro, eccetera eccetera. Ognuno ha qualche nome che non vorrebbe più sentir pronunciare e qualche faccia che non vorrebbe mai più incontrare. Ecco l’occasione buona per allontanarli dalla propria vita.
7) Protezione generale assoluta.
Protezione assoluta
 per un anno intero in 
tutti i settori. La protezione mette al riparo da ogni pericolo grave che possa danneggiare la persona in senso lato e i beni posseduti.
8) Esorcismo completo e purificazione.
Liberazione da ogni negatività.

Le Azioni del Pugnale del Comando

Il primo segno tangibile del traguardo spirituale raggiunto sarà la consacrazione personale del Pugnale Supremo del Comando o Pugnale dell’Arte, il quale, come vedremo, diventerà per ciascuno uno strumento preziosissimo sia per propiziare risultati di ordine materiale, sia per continuare il cammino spirituale.

In questa fase del cammino la maggiore capacità di intuire la soluzioni dei problemi è evidenziata dal domicilio della Luna in Cancro (vedi pag. 65 del nuovo Catalogo) che indica un inconscio più accessibile e purificato dal dolore (Elisir al bianco, Albero dai Frutti d’argento). L’iniziato è ormai entrato nel Giardino dei Filosofi, dove sorgono gli Alberi della Vita, che sono l’impalcatura psichica, conscia e inconscia, degli individui. In particolare può vedere meglio il proprio Albero, cioè capire meglio se stesso. Vede quali sono i comportamenti che di solito ha adottato in una certa circostanza ed ora può, ogni volta per ogni diverso problema, abbandonare gli schemi di comportamento perdenti e applicarne dei nuovi, che ha già in parte sperimentato a partire da Equinox e Beltane.

In questa delicata e importante fase di consolidamento si rende necessaria una maggiore costanza e una più solida forza di volontà, che non consenta più passi all’indietro. Per questo scopo è importantissimo il sostegno fornito dal Festival del G. di S. Giovanni. L’uso del Coltello permette la rapida applicazione della soluzione (o schema di comportamento) migliore e vincente. L’azione del coltello non si limiterà a dare il via, in tempi brevissimi, a quanto voluto, ma manterrà costantel’azione, rendendo forte la volontà, fino al raggiungimento di quanto auspicato.

Naturalmente l’azione del Coltello, quale Strumento Supremo di Comando, va oltre tutto questo, e procurerà anche le giuste premesse per la realizzazione dello scopo: fortuna, coincidenze, persone, eventi, ecc. Il tutto sotto la guida di Altissime Intelligenze.

L’Uso del Pugnale dell’Arte

Qui in basso troverete elencati i settori in cui è possibile fare richieste al Pugnale; questi settori sono praticamente illimitati per gli Iniziati, ossia per coloro che hanno già completato almeno un Anno Magico, e sono comunque molto estesi anche per i Neofiti, che consacreranno quest’Anno il loro primo Pugnale personale. Ogni qualvolta si vorrà chiedere aiuto, basterà impugnare il coltello (nel modo indicato dalle istruzioni allegate) e fare le opportune e dettagliate richieste.

Per ottenere importanti risultati a livello personale, l’uso del Coltello dovrebbe essere quotidiano. Anche quando non si abbia nessuna richiesta di ordine materiale, si può chiedere il miglioramento di uno stato d’animo o l’attenuazione di uno stato di tensione. Quando si usa il Coltello per superare questi malesseri o disagi psico-fisici, significa che si è già scelto di rimuovere i residui dei vecchi schemi e di costruirne dei nuovi. Il Pugnale dell’Arte è l’unico strumento (che rimane dopo aver eseguito un Festival) capace di concorrere, con grande efficacia, alla rimozione dei residui dei vecchi schemi dolorosi e alla formazione di nuovi

1) Propiziare i guadagni e le vincite.

Per guidare situazioni difficili in genere, favorire i guadagni e le vincite, agendo su persone e circostanze. In ogni momento di difficoltà e ogni qualvolta si presentino nuovi importanti problemi da affrontare si può impugnare il Coltello e chiedere l’immediato aiuto dell’Entità preposta. Si può sia chiedere un’azione precisa, secondo il nostro volere, o anche solo un suggerimento per risolvere rapidamente la situazione.

2) Respingere le negatività al mittente.

Respingere gli attacchi negativi (detti comunemente malocchi, invidie, maledizioni, ecc.), facendoli ricadere su chiunque li abbia scagliati (effetto boomerang) e procurando a costoro adeguate punizioni. Anche quando non si sappia con certezza chi possa aver scagliato la fattura, saranno le intelligenze preposte a individuarne l’artefice e a far ricadere il danno su chi lo ha mandato.

3) Suggerire, propiziare le nuove iniziative e le idee.

Soprattutto, ma non solo, in campo economico, successo e ricchezza. Tra le facoltà del pugnale vi è quella anche di aprire tutte le porte (non solo quelle solstiziali) ma anche quelle reali o simboliche che si infrappongono alla realizzazione nel lavoro, nell’amore e in ogni altro settore della vita. Sfruttare in pieno il Potere del Coltello del Giorno di San Giovanni Battista è un grande privilegio e un grande dono della Scienza Esoterica.

4) Combattere disturbi dolorosi e squilibri bioenergetici di vario grado, al fine di riguadagnare un sano equilibrio tra corpo e spirito, mediante le preziose virtù del Fiore D’Oro dei Filosofi. L’azione del Coltello ha grande potere riequilibrante, agendo là dove è adatto agire.

5) Prevalere su nemici, concorrenti e rivali di ogni tipo ed in ogni settore che intendano nuocere o che lo abbiano già fatto, sia a livello occulto che non e infliggere loro duri colpi di ritorno. Come vuole la Tradizione, se qualcuno ostacolerà ingiustamente la nostra strada, sia in modo manifesto che occulto, basterà brandire il Coltello e pronunciare il nome di quella persona e subito sarà neutralizzata e se necessario, severamente punita facendole subire quanto aveva progettato per noi. Si tratta di un’azione molto importante e che potrete sfruttare ogni qualvolta sarà necessario.

6) Richiedere l’aiuto dell’Entità in ogni nuova impresa, curando e propiziando le circostanza, le persone e lo svolgersi dei fatti. Quando si voglia realizzare un nuovo progetto, concretizzare una certa idea, di qualunque tipo essa sia, si può impugnare il Coltello e chiedere che l’Entità ci aiuti procurandoci tutto l’appoggio necessario per ottenere lo scopo prefissato. Circostanze, persone ed eventi saranno più favorevoli e inoltre l’Entità saprà ispirare la via migliore da seguire, le decisioni da prendere, le persone da contattare, in modo adatto e adeguato ad ogni situazione.

Azione riservata agli Iniziati e Gradi Superiori
Il Potere Esoterico aumenta ad ogni Anno Magico che si completa, così è per la “dignificazione”, ossia la possibilità di accedere alle azioni speciali degli strumenti esoterici. Per questi motivi gli Iniziati e Gradi Superiori potranno esprimere, servendosi del Potere del Pugnale, qualunque tipo di desiderio, senza nessun limite di numero e in qualunque settore: fortuna, gioco, amore, lavoro, equilibrio, benessere psicofisico, respingere fatture e maledizioni, situazioni particolari da risolvere, nemici da contrastare, rivali, ecc.
In altri termini tutti coloro che nello scorso Anno Magico hanno raggiunto almeno un Grado di Iniziato, potranno, servendosi del Pugnale dell’Arte, invocare direttamente Colui che presiede.
Già durante il Rito (che sarà leggermente diverso per gli Iniziati) ma soprattutto mediante il Coltello, gli Iniziati (e Gradi Superiori) potranno quindi invocare direttamente e chiedere qualunque cosa, ma più precisamente:

Ogni richiesta che sia realizzabile entro 7 giorni!
Si tratta, come già detto, di un privilegio immenso, poiché nessuna regola viene posta sul tipo di richiesta, solo che sia fattibile entro sette giorni. Ciò significa un grande potere e una grande fiducia negli Iniziati.

il pugnale di rame purissimo è compreso nel rituale

30 Aprile Festival di Beltane L’Abbondanza Economica

Beltane, Calendimaggio è la grande Festa che segna l’inizio dell’Estate Esoterica, è uno dei Festival più celebrati e conosciuti in ogni tempo e luogo, la sua tradizione non si è mai interrotta, per questo ancora oggi è fra i più generosi, i più ricchi e i più amati. Il suo scopo elettivo è quello di propiziare l’abbondanza e la fortuna economica superiore. La sua natura è duplice: materiale e spirituale; da un lato mira a far crescere una solida posizione finanziaria, dall’altro favorisce il cammino spirituale di chi lo celebra. Beltane è soprattutto la Festa dell’Abbondanza, che mira, come suo scopo elettivo, a creare le basi per una condizione socio-economica superiore, perché, come si è già più volte detto, l’arte non trascura né disprezza mai il lato materiale della vita rispetto a quello spirituale, in quanto il primo è premessa indispensabile all’altro, e viceversa.

I Festival Esoterici richiedono, per la loro esecuzione, solo un minimo di impegno e di tempo. Sono alla portata di tutti e non necessitano precedenti conoscenze esoteriche, in quanto essi stessi costituiscono una Scuola, ovvero un percorso spirituale ed iniziatico.

La grande Tradizione di Beltane-Calendimaggio è l’Abbondanza, la Ricchezza, la Fortuna in campo Economico. I modi attraverso cui il potere MOLTIPLICATORE di Beltane propizierà la realizzazione di traguardi e delle aspirazioni, saranno sicuramente diversi da caso a caso, ma la meta, lo scopo, resta identico per tutti: elevare la posizione socio-economica di chi esegue, favorire una solida fortuna finanziaria, aiutare nel conseguimento di una maggiore ricchezza, procurando le premesse necessarie e l’inizio è già nel periodo immediatamente seguite al Festival.

Tutto ciò, per quanto importante, non deve far dimenticare anche l’elevato valore spirituale di Beltane, mirante all’armonica fusione dei contrari e alla conquista spirituale del potere e della conoscenza del Grande Albero del Giardino dei Filosofi.

L’AZIONE FONDAMENTALE DI BELTANE:

Propiziare una Fortuna Economica Superiore, una vera Fortuna Finanziaria di cui il periodo successivo al Festival è la base e l’inizio.

Questa azione è quella FONDAMENTALE e dovrà essere la prima delle richieste da farsi durante l’esecuzione del Festival, per ogni persona sarà trovata la via migliore per propiziare la realizzazione di questo scopo, inoltre (consigliato ma non necessario) ciascuno potrà segnalare aspetti particolari della propria        situazione, prendendo spunto, senza limitazione di numero, dalle azioni propiziatorie riportate a esempio qui di seguito, oppure usando parole proprie e personalizzando al massimo le richieste.

* Propiziare guadagni e clienti. * Ridurre gli sprechi. * Aiuti di persone influenti o importanti. * Fortuna al gioco, lotto, scommesse, ecc. * Vittoria su concorrenti e rivali. * Fama, buon nome e successo personale. * Fortuna negli investimenti e speculazioni. * Rinnovamenti, aggiornamenti, nuove idee. * Cambiare, trovare lavoro. * Promozioni, premi, gratifiche. * Crediti e finanziamenti. * Distrugge tutte le negatività. * Massima protezione in campo economico

Il Talismano Supremo di Beltane

UN POTENTE SCUDO PROTETTORE IN RAME PURISSIMO Nel Festival di Calendimaggio (sia nella versione per tutti che in quella speciale per gli Iniziati e G.S.) è compreso un potente e Prestigioso Talismano in Rame PURISSIMO, inciso singolarmente, a punta di       diamante, secondo le regole dell’Arte. Questo Talismano è innanzi tutto uno Scudo Personale contro ogni negatività voluta o non voluta che interessi in modo particolare il settore economico, la fortuna, il patrimonio e aiuterà a conseguire più rapidamente i traguardi desiderati.

Attenzione: il Festival Esoterico di Beltane-Calendimaggio va eseguito il giorno 30 aprile, SOLO in caso di disguidi nella consegna o per motivi di forza maggiore, sarà possibile eseguirlo, con pienezza dei risultati , entro  massimo il mezzanotte del 10 maggio.

21 MARZO EQUINOX – IL FESTIVAL DELL’AMORE

Le azioni del Festival dell’Equinozio

Il Festival dell’Amore

Attenzione il Festival dell’Equinozio di Primavera va celebrato la sera del 21 Marzo, tuttavia, in caso di impossibilità o di Professionisti che debbano svolgere numerosi Rituali per i loro Clienti, potrà ancora essere eseguito, con pienezza dei risultati, entro massimo la mezzanotte del 2 Aprile.

Il Festival dell’Equinozio è uno dei più completi, le sue azioni propiziatorie riguardano un po’ tutti i settori della vita: amore, casa e famiglia, denaro e lavoro. L’esecuzione è cosa molto semplice e alla portata di tutti. Si possono scegliere fino 6 azioni tra le nove sottoelencate.

A) Legami d’Amore

1) Legame con persona nuova preferita.

Il Festival favorisce la trasformazione di una semplice conoscenza o amicizia in un rapporto ufficiale. Lo scopo è quello di propiziare l’inizio di una nuova storia d’amore con una persona prescelta da chi esegue. Questa, in termini più semplici, è la classica fascinazione d’amore per favorire le attenzioni di colui o colei che si desidera. È questa una delle azioni più ambite e desiderate da chi si accosta al mondo esoterico per realizzare un sogno d’amore.

2) Consolidamento di un rapporto esistente, impedire i tradimenti.

Oltre che con persone nuove, il Festival promuove il consolidamento e la protezione di un rapporto già esistente. Ottimo per impedire la fine di una amore, riaccendere desiderio e passione, impedire i tradimenti. Inoltre il festival è adatto anche per ufficializzare un legame esistente, in modo che sia accettato da tutti (parenti, amici, rivali, ex, genitori, ecc.) per porre fine ad un periodo di dubbi, di incertezze, di sotterfugi o di crisi. Potrà inoltre propiziare il raggiungimento di una condizione di fidanzamento ufficiale, di matrimonio, di convivenza riconosciuta, ecc., oppure semplicemente il mantenere viva e appassionata la storia d’amore.

3) Propiziare la fine ad una storia

Il Festival dell’Equinozio ha una azione molto completa, unica, in quanto, nel caso si voglia iniziare una nuova storia d’amore, e si desideri porre fine a quella vecchia o si voglia liberare la persona desiderata da una relazione che ha in corso, il Festival propizia la separazione in base alle richieste fatte.

Quindi può essere usato sia nelle separazioni in genere, sia nelle separazioni atte a liberare se stessi o il partner desiderato da vecchie relazioni in modo da poter iniziare un nuovo amore. Validissimo, come già detto prima, anche per allontanare amanti, rivali, persone sgradite.

4) Azione apotropaica sulla coppia

Libera da tutte le azioni negative eseguite da altre persone rivali o nemiche a danno della coppia. Respinge al mittente tutte le forme-pensiero negative (volgarmente dette fatture, invidie, malocchi, ecc.) generate a danno della coppia.

B) Casa e famiglia

5) Propizia la pace familiare.

Il Festival ha azione positiva sui periodi di crisi della famiglia, facilita l’appianamento di tensioni, incomprensioni, sospetti, asprezze di carattere, atteggiamenti ostili, rancori che coinvolgono la coppia e i familiari in senso lato, ossia compresi i parenti più o meno stretti con cui si conviva o con cui si abbiano frequenti occasioni d’incontro.

6) Protegge la casa e la famiglia.

Il Festival protegge la casa e i familiari dagli attacchi negativi anche di vecchia data. Protegge inoltre da rivali, tradimenti, maldicenze. Propizia l’allontanamento di persone sgradite o pericolose. Questa protezione dura un anno intero a partire dalla data di esecuzione del Festival.

C) Patrimonio, denaro, lavoro.

7) Patrimonio.

Protegge e fa va valere in ogni campo i propri diritti in modo che siano ufficialmente riconosciuti e non contestabili, riguardo diritti di proprietà, usufrutti, eredità, partecipazioni societarie, e quanto altro che, pur spettando di diritto a chi esegue il Festival, rischi di non venire riconosciuto in modo ufficiale e presti il fianco a truffe, sopraffazioni e raggiri.

8) Denaro.

Tutela il riconoscimento ufficiale di un debito da parte del debitore, che può essere un debito di denaro, ma anche un favore prestato, un diritto acquisito e così via.

9) Lavoro.

Protegge il posto di lavoro dai rischi di licenziamento. Questo Festival è molto utile anche per favorire il riconoscimento ufficiale di un lavoro, ossia per chi voglia uscire da una condizione di lavoro nero e desideri un riconoscimento ufficiale e legale del lavoro svolto.

AZIONI AUTOMATICHE.

Si tratta di azioni di purificazione e di liberazione dalle forze negative di qualunque tipo che riguardano chi esegue il Festival. La purificazione periodica operata dai Festival del Calendario Celtico è importantissima per l’evoluzione spirituale e per il cammino sulla strada della conoscenza iniziatica.

1) Esorcismo radicale e purificazione

2) Evoluzione spirituale

3) Apertura 3°Chakra

Note Esoteriche:

<888>Continuiamo il nostro corso teorico-pratico di Scienza Esoterica in cui ci siamo riproposti di andare oltre il simbolismo ermetico della Tradizione, molto difficile da comprendere, cercando invece di spiegare con parole più attuali i veri effetti apportati da ciascun Festival esoterico, ognuno dei quali è una tappa maturativa del nostro percorso di evoluzione spirituale.

Sappiamo che gli antichi davano grande importanza a questa data particolare dell’anno e abbiamo visto, in note precedenti, come imponenti costruzioni del passato, come ad esempio il Tempio Maya di Cuculcan (il Serpente Piumato), situato nello Yucatan settentrionale (Chichen Itza – Messico) o la stessa Sfinge dell’Altopiano di Giza, per citare i più famosi, non erano altro che indicatori astronomici del passaggio del Sole al meridiano celeste, in uno dei due punti cioè, in cui l’eclittica, ovvero il piano della rivoluzione della Terra attorno al Sole e l’equatore celeste, ossia il piano perpendicolare all’asse della Terra, s’incontrano.

Dal punto di vista astrologico, l’equinozio di Primavera rappresenta il Grado Zero dello Zodiaco, è cioè l’iniziodi un nuovo Anno Zodiacale. Ora sapendo che Imbolc (La Candelora) aveva come scopo elettivo quello della purificazione, e in particolare della rimozione del contenuto doloroso dell’inconscio lunare, in modo da poter variare i nostri schemi comportamentali (dell’inconscio solare), ci risulta più facile capire perché il Grado Zero del segno dell’Ariete, ossia l’Equinozio di Primavera, possa essere un nuovo inizio. Ci è infatti concesso ripartire alla ricerca di schemi nuovi, sperimentando nuove strade, in modo da selezionare nuove esperienze positive e renderle nostro patrimonio acquisito. Questo giustifica anche la composizione planetaria dello schema delle esaltazioni dell’Ariete, che vede l’assoluta dominanza di pianeti espansivi, aggressivi, maschili. Ma procediamo con ordine, in modo da esporre questi concetti, che furono il grande segreto degli ermetisti, nel modo più comprensibile per tutti.

La purificazione di Imbolc

Senza ripetere quanto già scritto nelle due precedenti note (che vi invito eventualmente a rileggere), Imbolc ha operato la spoliazione di gran parte della componente dolorosa dell’inconscio lunare, quella cioè legata alle nostre esperienze più negative, e senza cancellare il ricordo delle stesse, che in quella sede è indelebile, ha smussato gli spigoli più acuti, quelli cioè capaci di scatenare eccessivi schemi comportamentali di difesa, di chiusura o più apertamente di attacco verso gli altri, motivo molto spesso della nostra infelicità, del nostro isolamento, e dei nostri insuccessi. La liberazione da questo pesante fardello, abbiamo detto, comporta una vera rinascita spirituale, una profonda purificazione che si ripercuoterà beneficamente in tutti settori della vita e persino sul nostro benessere psicofisico.

Ancora abbiamo visto come la rimozione di questa parte dolorosa dell’inconscio sia indispensabile per risvegliare in noi una certa apertura per il sociale, purificando il nostro interesse verso gli altri, rendendo più facile l’armonizzarci con coloro che ci circondano. La sensibilità aumentata e la rimozione dei freni dolorosi, spinge a desiderare nuove esperienze, rinnova la voglia di vivere, e, dal lato esoterico, consente la libera espressione delle nostre doti di veggenza. Tutto questo, in sintesi, sfocia nella ricerca di un nuovo stile di vita, propizia cambiamenti positivi nel lavoro, nella professione e in amore. Il nuovo modo di pensare e di vedere le cose, come indica lo schema zodiacale, sfocerà presto in una espansione anche dal lato economico. 

Grado Zero dello Zodiaco

Il Sole taglia il punto di contatto tra Eclittica ed Equatore Celeste, inizia un nuovo ciclo zodiacale. Dopo la purificazione, dopo essersi spogliati del fardello inconscio del dolore, si è pronti, anzi si è desiderosi di affrontare nuove esperienze. Nella simbologia esoterica vediamo a questo punto dell’Anno Magico un Albero fiorito, non si tratta già dell’Albero Cosmico, ma del proprio Albero personale, che dopo la pausa di riflessione e di meditazione dell’inverno, purificato da Imbolc ora emette nuovi fiori. Questi nuovi fiori sono le nuove esperienze, le nuove idee, i nuovi cammini che si prospettano e che dovranno rinnovare i nostri schemi comportamentali. E come non tutti i fiori sfociano in un frutto, altrettanto solo le esperienze che avranno avuto seguito, che cioè saranno risultate positive, daranno frutto a Beltane (Calendimaggio) e diverranno schemi consolidati a Lugnasad (Il Raccolto). Questa gamma variopinta di nuove esperienze è ciò che i filosofi chiamavano Cauda pavonis (la coda del pavone) che deve traghettare l’individuo dal bianco, ossia dallo stato purificato di partenza, al rosso (Beltane, Calendimaggio) dove si sarà arricchito di nuove esperienze e di nuovi schemi di comportamento. Per fare questo lo Zodiaco mette a disposizione la triade planetaria domiciliata in Ariete: Marte, Sole, Plutone, cioè l’aggressività e l’audacia, necessaria per ogni nuova esperienza, la generosità solare, la forza interiore e l’espansività del Sole, nonché l’istrionismo e soprattutto la tenacia cieca di Plutone, che non si contenterà della superficie e non vorrà demordere fino al risultato ottenuto. La ricerca di nuove esperienze è un atto di volontà maschile, solare, ed è proprio la forza di volontà che ora comincia ad essere affinata e potenziata, cioè l’attenzione passa dal lato lunare al lato solare dell’individuo.

Il punto di partenza è l’amore

Già abbiamo accennato alla necessità che ha ciascuno di noi, per quanto essere insignificante, di essere una montagna almeno per un’altra persona. All’Equinozio siamo oltre il desiderio di pura materialità che ha contraddistinto Samhain (Halloween) e Yula (I Saturnali), ma siamo ancora alla ricerca di certezze. Il nuovo desiderio di fare esperienza deve poter essere condiviso con un’altra persona, e non è tanto importante che questa persona sia al corrente dei cambiamenti in corso, bensì ciò è importante per chi vive il cambiamento. Si parte dal settore sentimentale, perché è quello che infonde sicurezza e grinta per apportare cambiamenti a tutti gli altri settori. Solo quando ciascuno di noi sa di essere importante per almeno un’altra persona, solo allora può affrontare con successo tutto quanto gli prospetta la sorte.

Il Tetragramma

All’Equinozio la Tradizione parla della suddivisione del “Mercurio” in quattro parti, che corrispondono ai Quattro Elementi: Acqua, Aria, Terra, Fuoco. Ciò va visto come il fatto che il Festival dell’Equinozio, pur partendo dall’amore, interessa tutti i quattro settori principali della vita. Le nuove esperienze e il nuovo modo di vedere la vita arricchiranno e trasformeranno tutti gli aspetti dell’esistenza: Amore e Famiglia, Purificazione che continua come azione automatica e vaglia le nuove esperienze compiute, Lavoro e Denaro e infine l’Equilibrio, lo star bene, la coscienza di sé che riempie di consapevolezza. Ciascuno di questi settori sarà terreno per nuove esperienze, per crescere ed espandersi, sia dal lato materiale che spirituale.

Tanti nuovi fiori, dunque, sul proprio Albero personale, tanti progetti che iniziano all’insegna dell’ottimismo, della rinnovata energia, della rinnovata voglia di sperimentare nuovi percorsi. Come si è detto sopra non tutti questi progetti saranno facili da portare avanti ma l’Equinozio fornisce la grinta, la forza, la solarità e la necessaria tenacia per cimentarsi, il risultato sarà anche lo sviluppo di una volontà più ferma. Per qualcuno il passaggio può risultare impegnativo, già lo sapevano gli antichi che ponevano a rischio il cammino in questo punto, perché l’uomo fa sempre fatica ad accettare le cose nuove, ma chi segue l’Anno Magico ha dalla sua gli strumenti e l’azione preparatoria e propiziatoria dei Festival già eseguiti: l’Anno Magico è armonico, ogni tappa matura e perfeziona quelle precedenti e pone le premesse per un nuovo traguardo

Il lato esoterico

Con l’Equinozio si accentua l’aspetto esoterico dei Festival, inizia cioè ad allargarsi sempre di più quello spiraglio attraverso cui fa capolino l’infinito. La baldanza e l’ottimismo che sono tipici di ogni cosa che inizia, non rimarranno soltanto legati all’individuo che vive questo nuovo inizio, ma si trasmetteranno anche agli altri. Chi è felice con se stesso per un nuovo progetto che sta per cominciare tende a trasmettere questa felicità al prossimo, chiunque esso sia, dal conoscente, all’amico, al cliente fino alla persona incontrata per caso e per la prima volta. La generosità, la rinnovata apertura verso le altre persone, conseguenti alla demolizione degli schemi dolorosi che tendevano a isolare, a creare eccessive e dannose barriere e atteggiamenti difensivi, portano a stringere legami più profondi con gli altri e ad essere più disponibili, fino ad avere percezioni su fatti che li riguardano. L’individuo ne trae due aspetti principali:

  1. La propria intima soddisfazione.
  2. La nascita di quella forma di veggenza che vale per se stessi e per gli altri.

Si sviluppa cioè la percezione degli eventi che capiteranno a se stessi e agli altri. Nei confronti degli altri si colgono proprio gli eventi mentre per se stessi si colgono più delle suggestioni che inducono a prendere scelte precise e a scansarne altre. Nel caso di professionisti in campo esoterico, che usano normalmente le doti di veggenza per svolgere il loro lavoro, l’azione dell’Equinozio sarà particolarmente efficace per indurre vere e proprie visioni mediante la radioestesia, risulterà ance parecchio aumentatala capacità di consultazione della sfera di cristallo e, in senso generale, la divinazione mediante i Tarocchi<888>

2 FEBBRAIO-RITO DELLA CANDELORA-IMBOLC

<888> Il Rito Esoterico della Candelora opera una profonda azione di RINNOVAMENTO, PURIFICAZIONE E DISINTOSSICAZIONE agendo
IN PROFONDITA’ SU ORGANI E TESSUTI DEL CORPO. Migliora inoltre anche l’ASPETTO rendendolo più GIOVANILE, PIU’ FRESCO E RIPOSATO infondendo FORZA, VIGORE, EQUILIBRIO BIOENERGETICO, GIOIA DI VIVERE. L’azione di PURIFICAZIONE non si limita quindi a modificare le apparenze, ma opera nel profondo RINNOVANDO E DISINTOSSICANDO, cosicché l’aspetto giovanile è una diretta conseguenza di questa opera purificazione, ed è un ASPETTO NATURALMENTE GIOVANILE E CHE SPRIZZA UNA FORTE ENERGIA e questo lo rende superiore ad ogni trattamento estetico artificiale che mette solo vistose pezze senza agire nel profondo. Si tratta, insomma, di una VERA VENTATA DI GIOVINEZZA E RIEQUILIBRIO BIOENERGETICO, una COMPLETA DISINTOSSICAZIONE, che prepara il corpo, e con esso lo spirito al RISVEGLIO DELLA PRIMAVERA.

LE ALTRE IMPORTANTI AZIONI DEL RITO DELLA CANDELORA-IMBOLC

LEGAMI E RINNOVAMENTI IN AMORE
a) TROVARE L’ANIMA GEMELLA, INIZIARE UNA NUOVA
STORIA D’AMORE.

Il Rito fa trovare, se lo si desidera, ENTRO BREVE TEMPO UN NUOVO
GRANDE AMORE. La persona prescelta dal rito con cui nascerà il nuovo amore può essere ancora sconosciuta (nuova), un’amicizia o una conoscenza che diventi amore.
b) RINNOVARE E RINSALDARE UN LEGAME ESISTENTE.
Il Rito è in grado di dare nuova vita ad un amore presente, che si trascina a fatica e rischia di finire (o è già quasi finito). Riaccende e stringe IL LEGAME e LA FIAMMA DELLA PASSIONE, rinnova il rapporto come se fosse appena
iniziato.
c) LIBERARE DALLA GELOSIA, DAI SOSPETTI, DALLE
INCOMPRENSIONI, DALLE MALDICENZE.

La gelosia, specialmente se giustificata, è molto difficile da sradicare e può
rendere impossibile sia la vita di chi soffre, sia quella del partner continuamente spiato e sospettato. Il Rito è in grado di attenuare fino a far sparire la gelosia allontanando sospetti, incomprensioni e tacitando le malelingue.
d) LIBERARSI DA RIVALI CHE INSIDIANO LA COPPIA o che la
vorrebbero SEPARARE PER I PIU’ SVARIATI MOTIVI.

Agisce sia contro le fatture di separazione, sia allontanando le tentazioni, le
occasioni e il desiderio di tradimento. Fa evitare le separazioni.
Le azioni di questo Rito sull’Amore sono molteplici e non si possono riportare in questa sede tutti gli esempi possibili. Basta dire che le richieste si possono personalizzare e dettagliare secondo il proprio caso specifico personale.

GUADAGNI E NOVITA’ NEL LAVORO
a) LAVORO DIPENDENTE.
Sarà possibile chiedere PROMOZIONI, AUMENTI, MIGLIORAMENTI DI
POSIZIONE O ADDIRITTURA DI TROVARFE UN NUOVO LAVORO PIU’ SODDISFACENTE E MEGLIO REMUNERATO.

L’Azione rinnovatrice della Candelora è in grado sia di agire sulle
condizioni del Lavoro: ambiente, posizione, responsabilità; sia rendendo
più capaci e più attenti ; sia influenzando positivamente il datore di lavoro e i superiori.
b) LAVORO INDIPENDENTE.
Nelle ATTIVITA’ IN PROPRIO la Candelora opera i NECESSARI
RINNOVAMENTI
per appor tar e MAGGIORI GUADAGNI E
INGRANDIMENTO, l’azione è molto rapida e i risultati si vedono già nel
giro di pochi mesi. INDUCE IDEE INNOVATIVE, SOPRATTUTTO
FORNISCE I MEZZI PER REALIZZARLE, RIMUOVE GLI
OSTACOLI DI OGNI ORDINE
.
Spesso le idee positive sono bloccate dalle mille difficoltà che si incontrano nel realizzarle. Il Rito non solo suggerisce le innovazioni ma consente di
concretizzarle in tempi brevi e senza problemi.

RINNOVAMENTO NEL PROPRIO STILE DI VITA: FASCINO E CARISMA PERSONALE CONTRO I VIZI DANNOSI
Compito della Candelora è di ACCRESCERE LE DOTI DI CARISMA E DI
FASCINO PERSONALE, conferendo un GRADO DI NOBILTA’ in più, che non sfugge a se stessi e agli altri e che rende VINCENTI IN MOLTE OCCASIONI: AMORE, LAVORO, VITA SOCIALE IN GENERE. Oggi le persone vengono giudicate in pochi secondi, sentimenti come SIMPATIA, ANTIPATIA, FASCINO, AUTOREVOLEZZA, ecc. non hanno sempre una giustificazione raziale. Ci sono alcune persone, ad esempio che hanno UN CARISMA PERSONALE, UNA SORTA DI MAGNETISMO che le rende interessanti ed autorevoli di primo acchito. Altra facoltà del Rito è di ALLONTANARE VIZI (DI QUALUNQUE TIPO), ABITUDINI, CONVINZIONI E COMPORTAMENTI SBAGLIATI E DANNOSI.

EVOLUZIONE SPIRITUALE. SAGGEZZA
EVOLUZIONE ED ELEVAZIONE SPIRITUALE
che apporta saggezza e
giusti principi: migliore comprensione dei MISTERI ESOTERICI e dell’ESSENZA STESSA DELLA VITA.
È una delle AZIONI PIU’ ALTE della Candelora, che completa la precedente e scava a fondo operando un vero RINNOVAMENTO SPIRITUALE.

RINGIOVANIMENTO E FRESCHEZZA DELLA MEMORIA E DEI MECCANISMI INTELLETTIVI
Mantenere elastici processi mentali è oggi più importante che mai. Il Rito Esoterico della Candelora opera un RINGIOVANIMENTO DEI MECCANISMI CEREBRALI, ASSICURA BUONA MEMOPRIA E RAPIDITA’ DI APPRENDIMENTO E DI PENSIERO.
Azione importantissima soprattutto per chi STUDIA o svolga una PROFESSIONE INTELLETTUALE.

AZIONI GENERALI. CARATTERISTICHE DEI FESTIVAL ESOTERICI: VEGGENZA, SENSITIVITA’, CONOSCENZA ESOTERICA
specialmente in coloro che celebrano TUTTE le tappe dell’Anno Magico. PURIFICAZIONE ED ESORCISMO RADICALE.
L’esorcismo e la purificazione nel caso della Candelora acquistano un SIGNIFICATO PARTICOLARE, quasi una DIVINA ABLUZIONE dell’anima che si accompagna a LIBERAZIONE TOTALE DA OGNI FATTURA, MALOCCHIO, NEGATIVITA’ in modo COMPLETO e DEFINITIVO.

TUTTO IL MATERIALE NECESSARIO PER L’ESECUZIONE (COMPRESE
CHIARE E FACILI ISTRUZIONI), SARA’ COMPRESO NEL PACCO CHE
RICEVERETE. ESEGUIRE UN RITO E’ UNA COSA SEMPLICE E ALLA
PORTATA DI TUTTI. LA SEMPLICITA’, LA BREVITA’ DI ESECUZIONE E LA GRANDE GAMMA DI AZIONI RENDONO QUESTO RITO ADATTO A RISOLVERE LE PIU’ SVARIATE E DIFFICILI SITUAZIONI. CONSIGLIAMO
QUINDI A TUTTI DI ESEGUIRNE UNO PER SE STESSI E ALTRI PER CHI SI
DESIDERA: PARENTI, AMICI, CLIENTI
. <888>

GLI ARCHETIPI.

Il Festival della Candelora, come d’altra parte gli altri sette, sono l’espressione cerimoniale di un ARCHETIPO, ossia di un modello a priori profondamente radicato nell’anima dell’uomo e che, per la dottrina esoterica, trasmette un messaggio divino, immutabile nel tempo. Nel SIMBOLISMO LA CANDELORA, vi è il concetto di PURIFICAZIONE, e dopo l’era cristiana, di RINNOVAMENTO, che non va inteso come ripristino del vecchio, ma come INNOVAZIONE E SUPERAMENTO. L’Archetipo è una necessità che si applica al divenire, ossia non è un evento preciso, ma una trasformazione che cambia ogni volta un substrato diverso. Per questo il simbolismo della Candelora, si evolve e assume diversi significati nel corso dei secoli e dei millenni, ma alla base di tutto vi è solo un messaggio, che diviene sempre più caro e evidente, e che si riveste ogni volta di maggiore divinità e di più chiari simbolismi. Sembra quasi che nell’INCONSCIO DEL MONDO affiori, che l’Opera innovatrice non si limiti ai singoli cultori, ma prenda dimensioni planetarie, accompagnata da eventi che cambiano la storia. È l’AUTOCOSCIENZA dell’Uomo che riscopre il messaggio divino e si appresta a vivere una NUOVA ERA. In termini Ermetici possiamo dire, è il SERPENTE DEL MONDO che sta per essere domato e soggiogato ad UN PIUALTO LIVELLO DI COSCIENZA. Mi accorgo che in queste Note Esoteriche, non sempre posso tenere un linguaggio estremamente elementare come faccio descrivendo le azioni del Rito, ma d’altra parte la materia è talmente elevata, che già la parola stenta ad illustrarla e non si può parlare terra-terra come qualcuno vorrebbe. Come sempre avverto i lettori che spesso il linguaggio nasconderà un ermetismo, ma questa è la legge della Magia.<888>


Il linguaggio della malattia

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I Chakra e le malattie ad essi collegate

Come sappiamo l’uomo non vive di solo pane ma ha bisogno anche di un apporto immateriale, sopratutto di amore, quale forma energetica più elevata. Quali uomini, possiamo deciderci ogni ora e ogni minuto di quale forma di amore vogliamo vivere, se di quello divino o di quello umano. L’amore divino affluisce in noi attraverso l’anima. DIO lo dona altruisticamente a tutti gli esseri dell’infinito che sono pronti ad accoglierlo in sé. La corrente eterica può essere assorbita dall’uomo se si apre a Dio e se in lui c’è il desiderio struggente del Padre. Quindi, scorre tanta più energia nell’anima quanto più grande è la fede, l’amore, la speranza e la fiducia in Dio. Inoltre l’afflusso della corrente d’amore dipende dal grado di evoluzione dell’anima, dai sui “blocchi”, ossia da quanto essa è libera.

La maggior parte degli uomini vive tuttavia nella forma energetica umana, ossia da riconoscimento, lode, attenzione e se non ricevono queste cose se le prendono cercando a tutti i costi riconoscimento e comportandosi in modo da ricevere attenzione e, se non riescono a farlo, denigrano gli altri fino ad arrivare all’odio, all’invidia, alla gelosia. Le persone che si comportano in questo modo ricevono brevemente energia. Tuttavia l’energia umana ha una vita breve e deve essere continuamente rimpiazzata. Il corpo, quale ultimo destinatario dell’energia, non è in grado di distinguere da quale fonte provenga questa energia. E’ sano se riceve sufficiente energia, sia da fonte divina che umana. Tuttavia è nella Legge solamente accettare l’energia divina, l’energia umana non è nella Legge, ma corrisponde alla legge del Karma, alla Legge di Causa ed Effetto. L’energia umana si diffonde senza regola nel corpo, mentre l’energia divina si diffonde seguendo determinate leggi. Così l’energia divina scorre nel corpo lungo la colonna vertebrale, prima scendendo e poi salendo, e si distribuisce tramite sette Chakra, che sono come dei nodi energetici, in tutti gli organi del corpo, per mezzo del sistema nervoso. La nostra anima immortale fornisce l’energia vitale al nostro corpo, il quale vive fino a quando essa decide di abbandonarlo, perchè ha concluso la sua attuale esperienza terrena.

La distribuzione dell’energia vitale può avvenire senza problemi solamente se questi chakra sono liberi ed essi sono liberi se l’uomo vive in armonia con le energie dei vari chakra, con se stesso e con l’ambiente che lo circonda (la Natura e il Prossimo).

Se questa armonia viene a mancare, si provocano dei blocchi energetici nei centri e gli organi soffrono a causa della mancanza di energia e si giunge così ad una malattia.

Da notare che, poiché il tutto è compreso nel tutto, i vari chakra devono essere in equilibrio fra loro. Una certa malattia può interessare più centri di coscienza, tuttavia si manifesterà negli organi relativi al centro di coscienza verso cui maggiormente si è trasgredito.

Da determinati nostri comportamenti (atteggiamenti) possiamo così desumere quali malattie ne conseguiranno e, viceversa, da determinate malattie possiamo risalire agli atteggiamenti che le hanno determinate.

Esempio : il problema dell’aggressività stabilisce il modello (nel programma di vita dell’anima incarnata è previsto che essa debba viversi l’aggressività al fine di comprenderla e trasformarla). A livello superficiale può assumere anche aspetti visibilmente molto diversi come allergie, pressione alta, sfoghi sulla pelle, calcoli biliari o mangiarsi le unghie. Anche sul piano comportamentale c’è una vasta gamma di possibilità con cui lo stesso modello può esprimersi.

I modelli (registrati nella nostra anima) determinano la nostra vita. La conoscenza di sé è in ultima analisi consapevolezza del modello, l’auto-realizzazione è la sua accettazione e redenzione. L’opera di auto-conoscenza va dai livelli superficiali, corpo e comportamento, fino al nucleo divino dell’essere, il Sé. L’essere prigioniero in modelli inconsci impedisce l’accesso al vero Sé.

Una malattia non potrà mai essere cancellata senza una compensazione, poiché il modello che ne sta alla base non scompare tanto facilmente. La vera guarigione richiede un’alternativa nell’ambito del modello precostituito. I sintomi delle malattie possono in effetti essere sostituiti con contenuti psichici o modelli di comportamento, ma questi devono essere omogenei al modello. Le alternative non devono venire dal polo opposto (esempio: mortificazione di un desiderio), ma dalla stessa catena simbolica (esempio: vivere il desiderio moderatamente e coscientemente). Essi devono essere i più simili possibile in base al modello, in altre parole, devono essere “omeopatici”. Da ciò si nota come il principio dell’omeopatia (il simile cura il simile) sia valido sia sul piano fisico, sia sul piano psicologico/spirituale.

La malattia è l’incarnazione problematica di un modello. Il paziente è costretto a vivere questo modello, che gli si oppone e che consapevolmente non accetta. Vivendo consapevolmente un modello si compie un rituale. Il manifestarsi di una malattia è di conseguenza un rituale di cui non si è coscienti, cioè relegato nell’ombra.

Il primo passo verso la guarigione consiste nel riportare alla coscienza questo rituale. Un aiuto notevole in questa ottica consiste nel fare in modo cosciente e volontario ciò che la malattia sollecita.

Esempio: nel caso dell’ingordigia, bisognerebbe imparare a mangiare con consapevolezza. Mentre inghiottiamo consapevolmente cibi dolci e appetitosi, impareremo a godere delle conseguenti piacevoli sensazioni. Potrebbe così crearsi un rituale dell’alimentazione capace di piacere e gratificare. E’ pero importante non dare spazio a una cattiva coscienza: questa infatti è propria del polo allopatico e in questo caso è solo dannosa.

Il problema vero e proprio non è rappresentato dai sintomi fisici, che si possono superare in pochi giorni, ma dal modello che resta ancorato in profondità e del quale i malati non riescono a liberarsi.

Tutte le terapie prescritte con le migliori intenzioni, che non riescono a raggiungere il livello del modello che ne sta alla base, non hanno a lungo risultati accettabili. Spesso (vedi tossicodipendenti) il modello non può essere cambiato e l’unica possibilità consiste nel viverlo in altra forma.

Le malattie possono essere considerate di volta in volta da due diversi punti di vista. In primo luogo ci rendono sinceri e ci rivelano quello che finora non abbiamo voluto accettare. Una paralisi può, ad esempio, far sapere al soggetto quanto questi sia (divenuto) paralizzato e immobile psicologicamente e spiritualmente. In secondo luogo ogni malattia ha un significato e un compito da svolgere. La paralisi potrebbe per esempio rivelare che vale la pena di allentare il controllo cosciente e di lasciarsi andare con tranquillità. In base al detto “la malattia rende sinceri”, ci si rivela il livello non risolto e, in base al detto “la malattia mostra il compito”, ci si chiarisce il livello risolto. Dal primo punto di vista, presenta un modello doloroso e un decorso della malattia di cui non si ha coscienza. L’accettazione di questo modello e del suo messaggio può condurci al secondo livello e trasformare un’esperienza dolorosa in un rituale che rende possibile la crescita.

CHAKRA N°1

primo-chakra

Parliamo ora del livello situato più in basso, ossia del Chakra della Radice. Si trova nella regione del coccige e vi sono collegati gli organi del bacino e delle gambe, ossia: la vescica, l’intestino (parte terminale), una parte degli organi sessuali, La parte midollare delle surrenali, le anche, le articolazioni delle ginocchia, delle caviglie e dei piedi, e la muscolatura, lo scheletro osseo generale.

Il bacino sostiene il corpo e ne è il fondamento. Avendo tre chakra, ospita un numero superiore di vortici energetici rispetto alla testa. Il serpente Kundalini riposa arrotolato alla sua base e aspetta di essere risvegliato per potersi innalzare fino al capo. Il bacino racchiude gli organi della procreazione e, con la vescica e la parte terminale dell’intestino, quelli preposti all’escrezione. Sostiene, come base di appoggio della colonna vertebrale, l’intero peso della parte superiore del corpo e collega tra loro gli organi di movimento.

La posizione del bacino rivela come veramente stiamo. I due atteggiamenti opposti che questa parte del corpo può assumere esprimono infatti la nostra realtà : il bacino aperto e il bacino chiuso.

La persona con bacino aperto denota sicurezza e sensualità. Si apre naturalmente ai piani inferiori e tende ad esprimere i propri sentimenti.

All’altro polo estremo troviamo l’individuo con il bacino chiuso che non lascia trapelare neanche un briciolo di sentimento o di sensualità. Non si concede né emozioni, né sentimenti, solo vigile attenzione e volontà di auto-affermazione. La sessualità viene dominata e l’energia sessuale non viene vissuta con atteggiamento sensuale, ma in maniera aggressiva e spesso precoce.

Entrambi questi comportamenti estremi (di individui con bacino aperto e chiuso) determinano l’insorgere di difficoltà. La soluzione sta nel cercare la via di mezzo.

Per guarire il 1° chakra occorre mettere ordine in noi.

L’Ordine divino comprende un campo molto vasto ed in genere trasgrediamo a quest’ordine. Non intendiamo in questo caso solamente il disordine che seminiamo intorno a noi ma, sopratutto, l’ordine interiore che abbiamo dentro di noi e che esiste se siamo completamente in unità ed in armonia, ossia se in noi non esistono più delle contraddizioni.

L’Ordine è quindi la sintonia tra le sensazioni, i sentimenti, i pensieri, le parole e le azioni. In genere non conosciamo le nostre sensazioni, oppure non vogliamo conoscerle e le reprimiamo.

Una parte delle sensazioni sono anche i pensieri reconditi e nascosti che non vogliamo vedere perchè sono spiacevoli. Possiamo accedere facilmente al mondo dei pensieri, tuttavia pensiamo spesso in modo negativo e ci facciamo delle illusioni a questo riguardo credendo che il nostro modo di pensare sia buono.

Tra le sensazioni ed i pensieri di cui siamo coscienti esiste spesso una discrepanza; le parole spesso, a loro volta, non corrispondono ai pensieri, ma sono rivolte ad ottenere un determinato scopo o una determinata mèta, qualcosa che vogliamo avere.

Per quanto riguarda le azioni, questo è ancora più chiaro, sopratutto riguardo al nostro ambiente e alla risonanza che abbiamo. Se siamo riusciti a creare una sintonia in queste quattro forme di espressione abbiamo realizzato una gran parte dell’Ordine.

Un altro campo riguarda quello del nostro rapporto con la natura, con le persone che ci circondano, con noi stessi e con il cosmo. In genere con la natura non abbiamo un buon rapporto, e spesso la danneggiamo, anche solo opprimendola con le nostre vibrazioni che lei assorbe.

Per quanto riguarda il nostro prossimo, il nostro rapporto è spesso contraddittorio. Molti ci sono simpatici, altri invece ci sono antipatici.

L’Ordine sarà realizzato quando riusciremo ad accettare e ad accogliere in modo positivo tutti i nostri simili e non faremo più delle grosse differenze.

Riguardo al rapporto con noi stessi, è spesso poco chiaro; delle parti di noi ci piacciono, altre invece no; non ci accettiamo nel nostro complesso a causa dei nostri errori e denigriamo oppure sopravvalutiamo i nostri lati positivi.

Spesso abbiamo anche una maschera, una facciata che presentiamo e che sembra essere positiva per nascondere le negatività. Tuttavia possiamo amare gli altri solo se riusciamo ad amare in modo giusto noi stessi.

Per quanto riguarda il rapporto con il cosmo, con DIO, spesso non è in ordine dato che portiamo con noi delle idee sbagliate di DIO, dalle nostre incarnazioni precedenti, che ci sono state inculcate dalla chiesa, oppure anche da inquisitori che ci fecero credere di agire nel nome del Cristo. Dovremmo però creare un’unità anche in questo senso.

Esiste, infine, un altro campo importante dell’ordine che è l’unità tra il corpo, l’anima, l’intelletto e lo Spirito, intendendo come Spirito il nucleo divino nell’anima. Dovremmo accettare il nostro corpo come tempio dello Spirito. Tuttavia non sopravvalutarlo e nemmeno rifiutarlo.

I desideri fisici vanno esauditi nella misura in cui sono giusti, ossia con moderazione e coscientemente. Per quanto riguarda l’intelletto in genere lo sopravvalutiamo e gli diamo troppa importanza a scapito del cuore.

L’intelletto è al servizio dell’ego. L’anima, in genere, è un essere che non conosciamo, di cui conosciamo solo il nome, ma che ci è piuttosto sconosciuta. Questo lo possiamo comprendere se pensiamo agli involucri dell’anima nei quali sono memorizzate le nostre esperienze, sotto forma di campi energetici, che tendono anche ad uscire. Ma se ci identifichiamo con la parte libera dell’anima, con il Signore, Dio del nostro essere, allora riusciremo a staccarci quanto necessario dal nostro ego alterato e ne saremo al di sopra.

Lo Spirito in noi, la parte divina, dovrebbe essere il nostro centro. Vediamo, quindi, che l’Ordine presenta molti diversi aspetti.

Gli organi collegati al 1° chakra rappresentano degli esempi di trasgressione contro la Legge della Vita. Queste trasgressioni si possono dedurre dalla funzione degli organi e vi sono contenute simbolicamente.

Prendiamo per esempio la vescica che dovrebbe raccogliere brevemente l’urina per poi espellerla e questo significa che la sua funzione è quella di lasciar uscire. La trasgressione è il legare, il fissarsi, l’essere fissati su qualche cosa e non riuscire o non voler staccarsene.

Questo può riguardare oggetti, persone in particolar modo, ovviamente il proprio partner, però, sopratutto, anche le proprie idee, le proprie opinioni, giudizi e pregiudizi, oppure programmi che sono in noi e che non vogliamo cancellare.

La stessa cosa vale anche per la parte finale dell’intestino che dovrebbe raccogliere le feci brevemente per poi espellerle.

Il voler trattenere è in questo caso la trasgressione centrale che causa costipazione ed emorroidi.

Gli organi sessuali ci indicano se il rapporto che abbiamo con il nostro sesso è a posto e se anche quello verso l’altro sesso e verso i rapporti fisici sono in ordine.

Dovremmo accettare completamente il nostro sesso e sviluppare gli aspetti che comporta. Tuttavia, in genere, gli uomini non sono maschili e le donne, invece, lo sono.

Nel campo della sessualità si tratta di trovare una via di mezzo; nessuno però vive questa via di mezzo, la maggior parte oscilla tra i due estremi, nella realtà oppure nell’immaginazione. Vivere estremamente la sessualità è dannoso come mortificarsi o reprimerla. Sarebbe giusto viverla consapevolmente, piuttosto che reprimerla.

Se si aspira a fare questo si riuscirà ad ottenere quasi da sé un’evoluzione della sessualità che perde sempre più il suo aspetto egoistico e che contribuisce all’evoluzione dei due partner. Tuttavia, spesso, siamo contratti e tesi in questo campo oppure abbiamo dei complessi di inferiorità. L’uomo ha paura di fallire e la donna mostra dei sentimenti di inferiorità, che vengono compensati con il desiderio di regnare e di dominare.

Esaminiamo per esempio la malattia chiamata Herpes genitalis molto diffusa, che viene contratta solo attraverso una relazione sessuale extraconiugale. Il rapporto adulterino non è però di per sé una condizione sufficiente: spesso è determinante il senso di vergogna e di colpa per far esplodere la malattia.

L’infezione è un’autopunizione che colui che si è rivolto altrove infliggere a se stesso, non essendo in grado di confessare la sua esperienza. La malattia allude vistosamente ed inequivocabilmente al luogo in cui è stato commesso il passo falso.

Come tutte le altre malattie sessuali, l’herpes genitalis è carico di pregiudizi morali, alimentati da un’educazione religiosa errata basata sulla repressione e sull’ipocrisia, secondo la quale le malattie veneree sono considerate particolarmente impuri e umilianti, per cui i soggetti si sentono colpevoli.

Il motivo psicologico di base è l’ambivalenza tra il piacere e il senso di colpa. Piacere ed estasi sono esigenze fondamentali dell’uomo, che non possono essere eliminati, e perciò vengono repressi. La sessualità è né più né meno che l’aspetto fisico dell’amore. La regione dei genitali vuole essere colmata di vita. Vivere la sessualità -che è creatività ed è una cosa del tutto naturale – senza sentirsi in colpa, anche se vissuta in ambito extraconiugale, è una possibilità di liberazione.

Da notare per inciso che il Re David, ebbe rapporti extraconiugali con Betsabea, da cui ebbe un figlio adulterino. Fu proprio questo figlio che, benedetto da Dio, divenne poi il famoso Re Salomone.

L’ipertrofia della prostata costituisce un problema particolarmente diffuso tra gli uomini in età matura. Attraverso un generale aumento delle dimensioni, l’organo, che confluisce nell’uretra, può provocare alterazioni nel getto urinario che tende a diminuire in modo sempre più considerevole, mentre la vescica viene svuotata solo con notevole sforzo e mai in modo completo. Il grande arco dell’urina decresce trasformandosi in uno stanco rigagnolo, il che costringe il malato, che vive la debolezza (del flusso) come un’umiliazione, a nascondere la malattia. L’organismo indica chiaramente una convergenza verso il polo femminile, ma se questa viene vissuta dall’anima troppo rapidamente il corpo è costretto a vivere quello che la psiche cerca di schivare.

Il sintomo indica anche il compito da svolgere : l’uomo deve rinunciare alle proprie grandi fantasie. Il corpo rende il soggetto sincero e lo costringe a riconoscere che con il suo membro virile non può più andare così lontano. Al tempo stesso si delinea chiaramente l’altra parte del compito, che consiste nell’avvicinarsi simbolicamente al polo femminile.

Il sintomo della malattia indirizza a una maggiore pratica sessuale e con ciò al riconoscimento e all’elaborazione del tema della polarità. Il paziente ha trascurato di occuparsene in modo adeguato e ora avverte la necessità di un maggiore contatto fisico con il sesso femminile e di un più profondo rapporto psicologico col proprio lato femminile. Con l’avanzare dell’età il baricentro dell’incontro sessuale viene spostato verso quello con l’anima, ossia il soggetto deve sviluppare in sé il proprio opposto, non sul piano del flusso dell’urina, ma su quello dell’irradiazione psico-spirituale.

Una guida all’auto-riconoscimento è costituita dalle seguenti domande :

1. In che misura sento indebolita la mia irradiazione maschile? Mi sento troppo vecchio ed esaurito per svolgere un’attività sessuale?
2. Dove combatto contro ostacoli che crescono tenacemente?
3. Che cosa non va nel mio modo di liberarmi? Dove creo dei blocchi? Ho fatto troppo poco nella vita?
4. Dove ho eliminato il grande arco? Dove l’ho perso di vista?
5. Quale ruolo svolge la femminilità nella mia vita, quale il “sesso debole”? Quali sono gli incontri (sessuali) che ho con esso?
6. In che misura ho incontrato dentro di me la femminilità?

Le anche ci mostrano se accettiamo la vita e noi stessi e se accettiamo ed approviamo il destino, oppure se lo sentiamo come un fardello e un peso; allora camminiamo curvi e ci trasciniamo e le anche vengonosovraccaricate.

Chi riesce ad affermare la vita ed accetta se stesso riesce a camminare in modo leggero e sciolto; può camminare in modo nobile.

Le articolazioni delle ginocchia ci mostrano se ci inginocchiamo in modo errato oppure se facciamo inginocchiare gli altri davanti a noi; dovremmo inginocchiarci solo davanti a DIO e non davanti agli uomini, davanti al potere, davanti al denaro, cosa che però facciamo molto spesso, oppure costringiamo altri a farlo; entrambi le cose fanno ammalare le ginocchia. Per quanto riguarda le articolazioni delle caviglie, queste rappresentano la vita passo per passo e ci indicano se percorriamo la via giusta.

Spesso però abbiamo delle pretese troppo grandi nei nostri confronti, vogliamo fare dei grandi salti per raggiungere la perfezione, vogliamo purificarci dall’oggi al domani e non accettiamo noi stessi; non vogliamo vivere e creare la base dell’ordine, ma vogliamo volare al disopra però questo non si può fare e così le caviglie si ammalano.

I piedi ci indicano alcune cose riguardo al rapporto con il prossimo. Se, per esempio, vogliamo dare dei calci nel sedere al nostro prossimo, allora avremo dei disturbi nel campo delle dita dei piedi, come, per esempio, dei funghi. Se vogliamo incitarlo e spingerlo, allora avremo dei disturbi ai calcagni; riguarda però anche noi stessi. Se, invece, vogliamo calpestarli e camminarci sopra, allora avremo dei disturbi alla pianta del piede, come per esempio dei calli. Se desideriamo farlo ma non osiamo e lo facciamo solo nei pensieri, questo si riflette sui piedi.

La circolazione del sangue nei piedi dipende molto dal sistema nervoso; spesso abbiamo i piedi freddi e, in senso figurato, questo è sintomo di essere vigliacchi e di avere paura davanti al proprio coraggio che in fondo non esiste; ma, se accettiamo noi stessi, allora i piedi sono la base su cui noi stiamo anche durante il giorno e la circolazione funziona bene. E’ facile che si formino delle vene varicose nella parte della gamba tra il ginocchio ed il piede e questo avviene quando il sangue stagna anziché fluire verso il cuore. Il sangue, quale linfa e forza vitale, non fluisce verso il cuore quando questo non è al centro dell’esistenza, ossia quand’è incapsulato e quando il mondo dei sentimenti non viene aperto ma viene represso e mortificato; le vene varicose rappresentano, quindi, un ristagno di sentimenti. In questo caso non abbiamo in noi, l’unità delle nostre espressioni di vita.

Vediamo, quindi, che l’ordine è veramente difficile da raggiungere completamente, è un compito che ci accompagna per tutta la vita. C’è molto da fare. Affrontiamolo!

CHAKRA N° 2

secondo chakra

Il CHAKRA N° 2 è situato nei pressi delle vertebre lombari; comprende gli organi escretori (i reni, gli ureteri, l’intestino crasso), gli organi sessuali (Gonadi), la colonna vertebrale e la corteccia del surrene.

Gli organi escretori del corpo funzionano autonomamente, ossia dovrebbero funzionare senza l’intervento dell’uomo. Se li lasciamo lavorare autonomamente lo fanno bene, ma se interveniamo questi organi si contraggono e ne derivano così dei disturbi; la stessa cosa avviene con la volontà. Se ci sottoponiamo volentieri, liberamente, alla Volontà di DIO (accettando tutte le esperienze che la vita ci pone davanti), allora questo centro è libero e sano. Se invece cerchiamo di intervenire con la nostra volontà otteniamo solamente un blocco di questi organi e, a poco a poco, ci saranno delle malattie sopratutto per quanto riguarda la disintossicazione del corpo.

Il corpo, quindi, intossica se stesso nella misura in cui cerchiamo di imporre la nostra volontà. Comunque non è desiderabile nemmeno l’altro estremo, ossia la mancanza di volontà che raggiungiamo reprimendo la nostra volontà propria; questo porta all’indifferenza.

Invece dovremmo prendere questa energia possente che è contenuta nella nostra volontà e utilizzarla per sintonizzare la nostra volontà con la volontà divina. La volontà divina vuole che l’energia scorra, che nessuno cerchi di trattenere questa energia per sé, che bilanciamo il dare e l’avere, e che l’evoluzione, ossia il nostro sviluppo, e l’evoluzione di tutto l’universo possano svolgersi senza che noi le disturbiamo.

Il campo della volontà possiamo suddividerlo in diversi sottogruppi che influiscono in modo negativo sui diversi organi.

Così, per esempio, il voler essere contrae il rene destro, che si può così definire come il rene della realizzazione di sé stessi; sarebbe comunque meglio dire: realizzazione dell’ego. Il voler essere nell’uomo si manifesta sopratutto nel campo del lavoro, oppure nel campo della famiglia, delle associazioni, oppure con gli amici dove si cerca sempre il riconoscimento e si fa sempre tutto meglio degli altri.

Per la donna il voler essere riguarda sopratutto la famiglia ed in secondo luogo arriva poi il lavoro oppure la cerchia delle amiche; un tempo c’erano la cucina, la chiesa, i bambini in cui la donna poteva cercare di realizzare il suo voler essere. Al giorno d’oggi questo si manifesta nella carriera che si è aggiunta agli altri campi.

Del voler essere fanno parte anche il denigrare gli altri ed il proprio sopravvalutarsi, in modo da essere sempre il numero uno, perlomeno nelle proprie idee.

Il voler avere si riflette invece più sul rene sinistro e questo riguarda sopratutto il partner e, così, si può dire che il rene sinistro è il rene del partner. In questo caso si intendono però anche i parenti come i bambini oppure anche cose materiali.

Ciò che io voglio avere e credo di possedere, lo lego e gli tolgo la libertà; questo vale sopratutto per i rapporti di coppia nei quali è l’errore che facciamo più sovente. Dovremmo sapere che non possiamo possedere nessuna persona, ma che con questa aspettativa otteniamo esattamente il contrario di ciò che vogliamo, è solamente una questione di tempo.

Per quanto riguarda il voler essere ne fa parte anche il voler avere le cose come le vogliamo noi, il voler cambiare gli altri, sopratutto per quanto riguarda il partner così come crediamo noi che sia bene. E’ quindi una forma di voler cambiare gli altri che ci mette sotto stress; e non solo noi, ma anche gli altri. E’ il fattore che fa ammalare anche le ghiandole surrenali; in questo caso non riusciamo ad accettare nessuno così com’è, ma crediamo di poterlo fare solo se cerca di cambiare, ossia di migliorarsi.

Un altro sottogruppo del voler avere è il voler trattenere. Nel momento in cui ho paura di perdere una persona, perché vedo che non riesco a trattenerla, allora ho paura di perderla e cerco proprio di trattenerla. In questo caso non riesco a lasciarla libera, ma da un punto di vista spirituale è chiaro che la perderò dato che ciò che voglio trattenere lo perderò, mentre ricevo in dono ciò che riesco a lasciare libero.

E’ quindi chiaro che nel voler trattenere viene bloccata dell’energia spirituale che non può più scorrere e questo è una trasgressione contro l’Amore che vuole scorrere liberamente. Il voler trattenere influenza anche l’intestino crasso, provoca costipazione e se reprimo provoca anche diarrea.

Infine, una parte della volontà propria è l’imporre se stessi. Questo provoca malattie delle vertebre lombari come, per esempio, la sciatica e la lombaggine. In questo caso non sono disposto a piegarmi, non riesco a piegarmi, voglio mantenere rigide le vertebre lombari e ci riesco tuttavia sotto forma di una malattia.

Se voglio imporre qualche cosa lo faccio in genere in pensieri e mi oppongo a ciò che accade intorno a me senza però essere disposto a dire, ad esprimere ciò che penso e a provare che ciò che io penso porterebbe risultati migliori di ciò che gli altri stanno facendo.

Così, in genere, si tratta di una rivolta che rimane bloccata, di un rifiuto che provoca una frustrazione di non riuscire ad accettare gli avvenimenti e le situazioni; e questo provoca questi dolori ben conosciuti e, in questo modo, portiamo così la nostra croce.

CHAKRA N° 3

terzo-chakra

Passiamo ora al CHAKRA N° 3 che si trova tra le vertebre lombari ed il torace. A questo centro sono collegati gli organi del ventre che regolano la digestione e quelli che regolano il ricambio di ossigeno.

Si tratta quindi dello stomaco e dell’intestino tenue, del fegato e della cistefellea, del pancreas con l’insulina e della milza.

Questo è il chakra dell’azione, dell’autoaffermazione, del potere, dell’esperienza di vita che qualora compresa diventa saggezza. La saggezza è molto varia: ne fanno parte la serietà (o giustizia) e l’azione. Il contrario della saggezza è sopratutto il sapere umano messo al servizio dell’ego, a scopo di potere, sopratutto se esiste isolatamente, ossia, se non viene messo in pratica e realizzato.

L’intelletto ha molto successo al servizio dell’ego alterato, dato che è sempre pronto ad analizzare gli altri, a scomporli in tutti i loro vari aspetti, mettendo in primo piano le negatività considerandole come gli unici veri aspetti e considerando gli aspetti positivi come una finzione, dato che gli altri non potranno mai esaudire le pretese che abbiamo verso di loro e che, in genere però, non abbiamo verso di noi.

Così ci arrabbiamo per ogni errore dell’altro, per ogni suo difetto che si contrappone alla nostra pretesa di perfezione. Procediamo così secondo temi, secondo dogmi che noi stessi ci siamo imposti e che proiettiamo sugli altri.

Questa è la causa di ulcere nello stomaco, nel duodeno o di ingrossamneto del fegato. Nell’intestino tenue il cibo viene scomposto nei suoi elementi più piccoli e se lo facciamo con i nostri pensieri, ossia se osserviamo la somma degli aspetti dell’altro come la sua totalità, allora non riusciremo ad accettarlo e ci ammaleremo.

Questo provoca flatulenze nella parte alta del ventre. Il difetto di valutare, giudicare, condannare gli altri si riflette sopratutto sul fegato, dato che questo funziona come laboratorio del corpo e svolge quindi la funzione di analizzare e di valutare, ossia che da dei risultati e meriti su ogni cosa.

In questo senso anche noi abbiamo un nostro metro di misura per ogni cosa che abbiamo posto tra il male e il bene, tra il giusto ed il falso, tra il cattivo ed il buono, tra il piacevole e lo spiacevole, tra il simpatico e l’antipatico, etc. In questo modo abbiamo uno schema in noi attraverso il quale facciamo passare ogni cosa valutandola; non lasciamo nulla così com’è. Questo difetto lo proiettiamo poi negli altri e non vediamo che è in noi stessi.

Partendo dal presupposto che gli altri si comportino così, pensiamo, naturalmente che ognuno ci valuti o ci giudichi e perciò ci sentiamo subito offesi e ci comportiamo come una mimosa, che è conosciuta per essere molto sensibile. In realtà abbiamo molti pensieri negativi sugli altri. In questo modo si formano anche delle frustrazioni che fanno ammalare il fegato. Se da queste frustrazioni nascono delle aggressioni, possiamo esprimerle oppure reprimerle. In genere le reprimiamo per evitare dei conflitti e queste aggressioni represse fanno ammalare la cistifellea e provocano i calcoli alla cistifellea. Questo apporta, a sua volta, le flatulenze nella parte alta del ventre.

Il pancreas è costituito in sé da due organi preposti alla produzione di fermenti per la digestione e alla produzione di insulina.

La parte che riguarda la digestione è responsabile per la parte della giustizia, ossia questa parte del pancreas si ammala se continuiamo a riflettere sul diritto e sulla giustizia arrivando a dedurre che il mondo è ingiusto e che a noi sono capitate un sacco di cose ingiuste, ma che, in fondo abbiamo sempre ragione, solamente che gli altri non l’accettano; questo porta ad una continua rivolta contro il destino e contro le situazioni che non riusciamo, appunto, ad accettare.

Ciò che la Legge del Karma ci porta, perchè è bene per noi, non riusciamo a vederlo, ma giudichiamo secondo il nostro metro di misura insufficiente anche la parte del diritto.

L’apparato che produce l’insulina si contrae nella misura in cui noi cerchiamo di creare una giustizia anche nel campo del dare e dell’avere, ossia che diamo solo se riceviamo, ossia che non siamo disposti a donare altruisticamente, ma che vogliamo ricevere, a nostra volta, qualche cosa.

Questo porta, naturalmente, al risultato che riceviamo troppo poco, sopratutto troppo poco affetto e troppo poco amore e questo lo compensiamo mangiando dolci con la conseguenza che ci ammaliamo di diabete. Il donare altruisticamente ci renderebbe invece sani.

Il pancreas rappresenta la dolcezza della vita. Vogliamo amore ma siamo incapaci di accettare amore e di farcene compenetrare. Così non riusciamo a godere della dolcezza della vita e siamo pervasi dalla tristezza. Abbiamo bisogno di controllare ogni cosa e abbiamo rimpianto per ciò che sarebbe potuto essere e perciò nutriamo un profondo dispiacere.

Il diabete è ereditario. Il che significa che i nostri antenati sono stati oggetto di maledizioni, scomuniche, anatemi, ecc, che si sono impresse nel nostro DNA. Occorre perdonare i nostri antenati per ciò che hanno pensato e fatto (che ha attirato gli anatemi), rimandare al mittente le maledizioni ricevute e richiamare quelle inviate da noi stessi (e dai nostri antenati) per dissolverle.

La milza è responsabile per l’azione, ossia per la realizzazione di ciò che sappiamo. Possiamo accumulare molto sapere senza realizzare nulla ed, in questo caso, facciamo ammalare la milza, oppure possiamo fingere di aver realizzato con delle buone azioni dietro le quali c’è, però, una motivazione sbagliata.

In questo caso pensiamo sopratutto alla sindrome dell’aiutante dato che, servendo gli altri, possiamo fingere una buona azione nel migliore dei modi e riceviamo molto riconoscimento.

Decisivo non è però il modo in cui svolgiamo questa azione ma la sintonia tra la motivazione ed il realizzare l’azione. Solo se siamo disposti a compiere la nostra azione indipendentemente dal risultato, dalla risonanza e da ciò che otteniamo, allora anche la motivazione è giusta.

Tuttavia, in genere, procediamo secondo il buon motto americano che dice:”fai del bene e parlane in modo che ognuno sappia come sei buono”. Questo non è realizzare e fa ammalare la milza.

CHAKRA N° 4

quarto chakra

Il CHAKRA N° 4 si trova tra il cuore e la colonna vertebrale toracica intrascapolare. Qui si trova la scintilla del Cristo, l’uomo-Dio latente in noi, la nostra parte divina che dobbiamo far emergere. Nel quarto livello scopriamo pure l’amore incondizionato. E’ quindi un centro di grande rilievo. Alla base dell’amore incondizionato c’è l’accettazione. Accettazione vuol dire anzitutto accettare noi stessi, così come siamo fatti, amandoci con tutti i nostri difetti. Di conseguenza ameremo gli altri così come sono senza volerli cambiare. Noi possiamo cambiare solo noi stessi, dopo che avremo riconosciuto e accettato i nostri aspetti da cambiare. Accettazione vuol dire quindi tolleranza.

La Serietà ha molto a che fare con la redenzione e quindi anche con la via che conduce alla salute, dato che la guarigione è solo un aspetto parziale della Redenzione.

Al CHAKRA N° 4 sono collegati: il cuore, i polmoni ed i bronchi, il timo, la cassa toracica con le vertebre toraciche ed infine la colonna vertebrale. In generale, abbiamo rispetto o, addirittura, paura della Serietà dato che ci appare come il contrario della gioia; tuttavia è il contrario della gioia solo se questa è esteriorizzata, ossia se la viviamo in modo egocentrico, mentre è in sintonia con la gioia se questa è la gioia dell’anima, ossia la profonda gioia interiore.

La Serietà è un elemento distruttivo solo per le forze negative e sataniche dell’universo, che abbiamo in noi.

Quindi, chi desidera conservare o, addirittura, ingrandire il proprio ego trasgredisce contro la Serietà e, prima o poi, ne dovrà subire le conseguenze.

Della serietà fanno quindi parte la coerenza e la disciplina. Le trasgressioni contro la Serietà sono l’incoerenza, la mancanza di disciplina, la pigrizia e il passare sopra tutte le cose con l’aiuto di un falso umore e, dall’altra parte, come estremo opposto, l’esagerazione della serietà, ossia un senso del dovere esagerato e un’agire secondo un sentimento di costrizione.

La via di mezzo è, come sempre, quella giusta. La trasgressione principale contro la Serietà è quindi quando vogliamo conservare il nostro ego alterato, cioè l’egoismo e l’egocentrismo.

Questi difetti si ripercuotono sul cuore. Un cuore ammalato pensa sempre a sé stesso, non riesce mai a prendere sul serio gli altri e a considerarli così importanti come sé stesso; da ciò risulta una tristezza latente che proviene dall’anima e che rende ammalato ogni cuore.

Chi desidera conservare il proprio egoismo si chiude naturalmente al suo ambiente e al prossimo; questo è il difetto che fa ammalare i polmoni e i bronchi, ossia la mancanza di comunicazione e di apertura.

Questa persona cerca così di chiudersi verso l’ambiente che considera nemico, è aperto in modo superficiale ma non dal profondo, non riesce a donare liberamente, a donarsi, ha difficoltà nel donare, nel perdonare, nell’ammettere, non può mettere in questione sé stesso dato che vive in continua rivalità con l’ambiente o, per lo meno, con una parte dell’ambiente. In questo modo la cassa toracica diviene una gabbia di sé stessa e la respirazione ne soffre.

Il Timo è la ghiandola che controlla il sistema immunitario e questo, al giorno d’oggi, ben di rado si trova in ordine. Una persona su tre soffre di un’allergia e uno su dieci ha una malattia di autoaggressione, per cui il corpo attacca se stesso invece dei nemici del corpo.

La normale funzione del timo è quella di differenziare ciò che è estraneo e pericoloso per il corpo, ciò che è estraneo ma non pericoloso e ciò che, invece, fa parte del corpo. Dovrebbe attaccare solo ciò che è estraneo e pericoloso. Se attacca corpi estranei che non sono pericolosi si giunge ad un’allergia e se attacca se stesso si giunge a delle autoaggressioni, come per esempio, i disturbi reumatici.

Nel caso dei disturbi reumatici il corpo attacca infatti le proprie articolazioni. I fattori estranei, veramente pericolosi, in questo caso non vengono riconosciuti e questo porta così alle tipiche malattie, per esempiol’aids.

Il Timo è inoltre l’organo della longevità nel corpo. Quando siamo bambini è grande come una pera, quando siamo adulti è piccolo come un pisello e continua a diminuire.

A causare questa progressiva riduzione del Timo è un particolare ormone che secerne la ghiandola Ipofisi, chiamato “ormone della morte”. La secrezione di tale ormone comincia quando la donna ha le prime mestruazioni e l’uomo comincia ad emettere il seme. Da questo momento cominciamo ad invecchiare.

Quando l’atteggiamento dell’ego alterato non ha più in mano il controllo e il settimo sigillo (o Chakra) si apre, l’ormone della morte scompare, un altro ormone viene secreto, un ormone che attiva il Timo e permette un istantaneo e progressivo ringiovanimento.

I seni vengono utilizzati volentieri dalle donne come mezzo di potere nei confronti del sesso maschile per rendere dipendenti gli uomini, oppure per dominarli. Questo fattore è un’altra delle cause principali del cancro alle mammelle.

Il dominio è, in fondo, anche un aspetto dell’ego e quindi una trasgressione alla Serietà. Se questo desiderio di dominare viene vissuto apertamente si manifesta principalmente in malattie della colonna vertebrale. Se viene vissuto in modo nascosto e recondito, eventualmente anche sotto forma di una timidezza, allora si ripercuote sul midollo spinale, in malattie come l’herpes zoaster, oppure la sclerosi multipla, che colpiscono in prevalenza le donne.

Altri difetti che riguardano il desiderio di potere si possono riconoscere nelle braccia, nei gomiti e nelle mani. Per esempio possiamo fare il male con i gomiti in riferimento alla rivalità. Anche con le mani possiamo fare delle cose negative se vogliamo dominare gli altri ossia se vogliamo schiacciarli sotto il pollice, oppure se vogliamo afferrarli e trattenerli con le mani, oppure se li segniamo a dito o cerchiamo di picchiarli. In questo caso, per esempio, un eczema alle mani dimostra un voler picchiare qualcuno che però non realizziamo (aggressività repressa) e che si esprime quindi in questa malattia.

CHAKRA N° 5

quinto chakra

Il chakra N° 5 è situato nella zona della nuca e ad esso sono collegati la trachea, l’esofago, la laringe, le corde vocali e poi la gola, la cavità orale, le ghiandole salivari, denti e le labbra, la tiroide e le paratiroidi.

A questo chakra è legata la Pazienza, insieme alla tolleranza e alla bontà. Trasgressione principale negativa è, naturalmente, l’impazienza dietro la quale si trovano, a loro volta, altre trasgressioni come l’orgoglio, la rivalità, la concorrenza, il voler essere i più bravi e, inoltre, orgoglio e senso di superiorità.

Se l’impazienza viene repressa porta al contrario, ossia all’indifferenza, alla pigrizia. Questo si può notare nella tiroide nel cui caso un’iperfunzione dimostra l’impazienza, iperattività, mentre un’ipofunzione è segno di pigrizia e di indifferenza.

Nel novanta percento dei casi la tiroide è ammalata dato che l’impazienza fa parte del sistema concorrenziale del capitalismo e l’orgoglio è oggi considerato una caratteristica necessaria nella lotta con gli altri.

In questo modo l’unità tra gli uomini viene naturalmente distrutta e la solidarietà è solamente finta. Se, per esempio, c’è solidarietà nell’ambito di una determinata classe, questa viene rivolta contro un’altra classe. In questo modo divento irrequieto, nervoso; il sistema nervoso ne soffre e sono la tipica persona che guida sempre sulla corsia di sorpasso in autostrada e che cerca sempre di imporsi, anche se, in fondo, fa solamente del male a sé stesso e non arriva più velocemente alla mèta.

Di conseguenza si ammalano anche le paratiroidi e ciò comporta uno squilibrio del calcio nel corpo e questo, a sua volta, fa soffrire il sistema nervoso. I nervi hanno infatti bisogno di calcio nella misura in cui sono tesi. Vengono così a formarsi i cosiddetti veleni dei nervi che intossicano il corpo.

Per quanto riguarda la trachea e l’esofago, queste si ammalano se vogliamo chiuderle, ossia se abbiamo il difetto di non essere aperti, ma abbiamo una sfiducia fondamentale nei confronti del prossimo e cerchiamo, quindi, di chiudere per prudenza.

Riguardo poi alle corde vocali ed alle tonsille, esse si infiammano e si gonfiano e possono chiudere completamente la gola. Questo lo possiamo vedere nei bambini che si chiudono nei confronti dei loro genitori.

Le tonsille sono, in fondo, la guardia del corpo e dovrebbero passare le informazioni al timo, ma se le tonsille sono programmate in questo modo (cioè se tutto ciò che è estraneo viene ritenuto possibilmente pericoloso) sono completamente sotto pressione e, quindi, si gonfiano.

Per quanto riguarda la bocca, le malattie più comuni sono la carie e la paradentosi. La carie è da imputare alla saliva quando questa non svolge più la sua funzione di ripulire i denti, ma, a causa della sua errata composizione, crea le condizioni in cui i batteri possono compiere la loro opera distruttiva.

La paradontosi si presenta in modo particolare se quando mastichiamo, oppure di notte, quando dormiamo stringiamo i denti troppo forte e, in questo modo, la parte che sostiene i denti viene distrutta e si ritira.

Quest’ultime due non sono solo malattie della civilizzazione, perchè mangiamo troppi zuccheri (questa può essere una causa collaterale), ma sopratutto perchè nella società occidentale l’impazienza (che genera aggressività) è uno dei difetti principali che ci è stato immesso come programma per cui ogni persona che non si sottomette a questo programma sembra essere sottomessa agli altri.

Per quanto riguarda le labbra, queste mostrano la sfiducia sotto forma di herpes o sfoghi quando, per esempio, trattando con qualcuno, non crediamo di poter essere aperti e utilizziamo, quindi, le labbra in modo errato.

CHAKRA N° 6

sesto-chakra

Il Chakra N° 6 si trova dietro il centro della fronte. E’ il centro del corpo più grande e più forte. Il 6° sigillo è la porta verso l’illuminazione totale, verso l’uomo-Dio realizzato.

Il sesto chakra controlla gli altri perchè è il computer del corpo, poichè quì si controlla tutto ciò che avviene nel corpo in modo non cosciente, tramite un sistema di comandi.

Se non interveniamo in questi cicli con l’intelletto, essi funzionano bene. Lo stesso dicasi del nostro rapporto con l’Amore che dovrebbe venire dal cuore, unendo il cuore e l’anima. Se noi interveniamo in questi ambiti con l’intelletto, raramente ne sorge qualcosa di buono.

L’Amore comprende molte varietà. E’ molto ambiguo. Lo si può delimitare solamente usando vocaboli. Si parte dall’amore egoistico sotto forma di sesso fine a sé stesso, magari per scopi di lucro, per arrivare all’amore completamente incondizionato che non pensa al proprio vantaggio.

Il prossimo viene accettato completamente ed accolto per quanto riguarda i suoi aspetti positivi, cosicché egli diventa una parte di noi e quindi tutto quello che facciamo a lui lo facciamo a noi stessi.

Si può dire che il sesso fine a sé stesso è egoista, che è vero comprende una componente del sentimento umano e prevalentemente sottolineato dal sentimento, ma per la maggior parte ancora egoistico, mentre agape e caritas sono due forme dell’amore che sono prevalentemente disinteressate.

Nel sesto livello si manifestano ampiamente i sensi superiori dell’uomo o meglio dell’anima: l’intuizione, la chiaroveggenza, le visioni, la telepatia, etc. Finchè non apriamo il 6° chakra, i nostri 5 sensi sono rivolti all’esteriorità e quindi si ammalano.

Osserviamo gli occhi da vicino; tutte le malattie degli occhi indicano che noi vediamo il prossimo, la sua superficialità, come si presenta, la sua facciata, che, però, non lo guardiamo in profondità e non possiamo e non vogliamo riconoscere la sua essenza.

Dobbiamo far combaciare di più i nostri sensi, cioè i nostri sensi esteriori con quelli interiori, quelli dell’anima, guardando questi ultimi in profondità, accettando il prossimo e comprendendo ciò che vorrebbe dire.

Questi sensi interiori, dell’anima, dovrebbero collimare con i sensi esteriori. Per esempio: immedesimarsi nel prossimo significa che noi siamo pronti ad utilizzare contemporaneamente tutti i sensi dell’anima.

Se, però, vogliamo chiudere gli occhi davanti a determinate cose e facciamo finta di non vederle, oppure guardiamo qualcuno dall’alto in basso, oppure in modo miope non riconosciamo le cose elementari, allora gli occhi si ammalano e allo stesso modo possiamo utilizzare le lacrime nel modo giusto o sbagliato.

Sarebbe giusto se noi spontaneamente piangessimo quando ne abbiamo la sensazione per evitare un ristagno di sensazioni. Se, però, le usiamo come lacrime di coccodrillo, per suscitare una certa impressione, oppure se le reprimiamo per non mostrare la nostra debolezza, allora la ghiandola lacrimale o il canale di scarico si ammalano.

Per il resto noi possiamo utilizzare tutti i nostri sensi per il riconoscimento di noi stessi, utilizzando le cause negative, che affluiscono, per lasciar vibrare gli involucri dell’anima e per vedere che cosa affiora in noi di negativo, per esempio: avversione, facilitando così il superamento di ostacoli per il riconoscimento di se stessi.

D’altro canto possiamo evolverci con l’aiuto dei sensi nelle vibrazioni più alte, facendo entrare in noi vibrazioni positive provenienti, per esempio, dalla natura o da una buona musica. In terzo luogo possiamo esercitarci nell’accettare il negativo, non accogliendolo però, e nel lasciare entrare nel nostro interiore solo il positivo.

Per quanto riguarda il naso è chiaro che, se non possiamo annusare qualcuno o se abbiamo la puzza sotto il naso, per così dire, allora non lo amiamo.

Questo può riguardare anche noi stessi; il poter accettare l’odore del corpo è un criterio interessante. L’energia negativa che ne consegue fuoriesce sotto forma di muco, così che non dovremmo reprimere questo muco, bensì favorirlo. Se lo reprimiamo abbiamo ancora il muco nei canali laterali e una pressione continua nella testa. Questo è un segnale continuo che abbiamo contravvenuto alla Legge.

Per quanto riguarda il senso del gusto, si può riconoscere l’egoismo, cioè questa contravvenzione alla Legge, quando ci immaginiamo di essere dei buongustai ed accettiamo solo cibi scelti; allo stesso modo ci comportiamo con il prossimo.

L’orecchio ci indica se possiamo accettare ciò che ci dice il prossimo, specialmente le critiche, oppure ci chiudiamo. Significa anche se siamo in grado di sentire al di là delle parole, oppure se sentiamo solo le parole, cosa che corrisponde un po’ alla fede alla lettera, che porta solo a malintesi e litigi. Se cerchiamo, invece, di capire cosa si vuole dire, allora le orecchie non si ammalano. D’altro canto non dobbiamo farci usare come pattumiere per le parole negative dell’altro, bensì dobbiamo dire chiaramente di no e chiarire. L’udire è, quindi, la via di mezzo, mentre gli estremi sono sbagliati.

Nell’orecchio interno si trova l’organo dell’equilibrio. Esso rappresenta l’equilibrio interiore che abbiamo solo se il nostro orientamento è giusto, solo se siamo orientati verso una fonte, verso la fonte più alta, DIO.

Ogni orientamento più basso (rivolto esclusivamente verso il mondo), alla lunga fa ammalare l’orecchio interno.

Abbiamo in questo caso disturbi dell’equilibrio, vertigini e specialmente rumori, per esempio sibili. In ogni caso un sibilo nell’orecchio significa che energie più basse di quelle divine sono irradiate nella persona.

L’Amore, naturalmente, non deve rimanere nel corpo, bensì deve scorrere anche all’esterno. Non appena diventiamo depressi o si ha una carenza di dinamismo, questo indica regolarmente che c’è una carenza di capacità di amare, di dare e di fare scorrere l’Amore.

La ghiandola pineale si trova in una posizione ancora più centrale poichè non è solamente un organo importante per il resto del corpo. Trasmettendo tutti i ritmi e tutte le vibrazioni cosmiche al corpo, essa è, inoltre, aperta per le vibrazioni del nostro corpo, quindi dei nostri pensieri e delle nostre sensazioni. Ogni sensazione negativa ed ogni pensiero negativo rendono disarmonica la ghiandola pineale. Percepiamo la dipendenza dal ritmo della ghiandola pineale più chiaramente in base al ritmo del giorno e della notte ed a quello dell’estate e dell’inverno, cioè in base alla radiazione della luce. La ghiandola pineale è responsabile della pigmentazione della pelle. In base ad una superpigmentazione, quindi in base ad ogni macchia più scura, o in base ad una sottopigmentazione, cioè ad ogni macchia bianca, possiamo concludere se vi è una disarmonia nella ghiandola pineale. Questa piccola ghiandola è, quindi,un organo ricevente che trasforma e che trasmette.

CHAKRA N° 7

sette-chakra

Proseguiamo ora con il Chakra N° 7. Quando apriamo completamente questo chakra (insieme a tutti gli altri), siamo UNO con il PADRE, abbiamo raggiunto l’Unità con Tutto il Creato. Siamo onniscienti, onnipotenti e onnipresenti, poiché siamo uno con la Mente Suprema. Siamo ri-diventati gli Esseri di luce che eravamo in origine, con la differenza che ora possediamo la Totale Saggezza e la Superconsapevolezza, grazie alle nostre esperienze nella materia. Questo centro si trova sotto la sommità del cranio e vi appartengono il cervello ed il cervelletto. Qui l’Amore si manifesta nel suo livello più elevato: la Misericordia che sembra semplice a prima vista, ma non lo è. Al contrario, essa è una salita di sesto grado.

Di solito noi viviamo uno degli estremi. Un estremo è la crudeltà, cioè la crudeltà animica o sistema a martello: criticare partendo dalle rispondenze, il non potersi immedesimare nel prossimo, la intolleranza e il fanatismo. L’altro estremo è la misericordia esagerata e, quindi, falsa: la pseudo misericordia che avvolge l’altro nella bambagia non avendo il coraggio di dirgli ciò che si pensa; non c’è sincerità, non c’è veridicità, né lealtà; non c’è critica.

C’è, invece, una pseudo armonia nella quale l’uno afferma all’altro quanto lo ama, cosa che però non ha nessuna base poichè le rispondenze continuano ad esistere e non vengono abolite.

Questo avviene spesso nelle chiese. La via giusta, la via di mezzo, è quella di una vera lealtà e sincerità, senza però ferire l’altro, accompagnata cioè dalla comprensione e dalla capacità di immedesimarsi nel prossimo.

Spesso siamo poco misericordiosi anche verso noi stessi, abbiamo esigenze troppo elevate; siamo perfezionisti ed abbiamo esigenze assolute.

Questo porta a respingere tutti quegli aspetti negativi che non possiamo accettare. Ciò porta, a sua volta, ad un accumulo di energia negativa che si esprime poi sotto forma di mal di testa e di emicrania nel caso in cui sia interessata la personalità.

Una mortificazione nei nostri confronti porta al fanatismo nei confronti dell’altro e provoca blocchi impedendo di progredire. Naturalmente l’intelletto è sbagliato se non è un puro strumento del nostro essere e della nostra anima, bensì se conduce una propria vita ed è al servizio del proprio ego.

Chi usa l’intelletto in questo modo sbagliato, nella vecchiaia soffrirà sopratutto di arteriosclerosi, diventa poi così infantile come aveva considerato quelli che aveva disprezzato.

Se le nostre rimozioni sono notevoli, ci portano a tumori al cervello oppure al morbo di Parkinson e ad altre cose, quindi, alla perdita delle facoltà mentali. Vediamo quindi che la Misericordia non è un campo semplice. Essa è veramente la corona dei centri. Non ha nessun senso però voler cominciare da quì a sviluppare le qualità divine fuori da altri centri. Il lavoro più grosso comincia in basso dove si pone la base e da dove dobbiamo iniziare.

Un grosso ostacolo al raggiungimento del 7° livello è l’attaccamento: a persone, cose, idee, ideali, etc.

Le ghiandole attaccate al cervello sono molto importanti: L’ipofisi è la ghiandola centrale rispetto a tutte le altre ghiandole, vale a dire, se essa funziona poco anche tutte le altre funzionano poco; diventiamo, quindi, fiacchi, stanchi, depressi e non c’è più nulla che funzioni bene.

L’ipofisi si trova sotto il talamo ed indica così in modo esemplare se facciamo scorrere l’amore nel corpo.

Cenni sull’ereditarietà delle malattie

Per quanto riguarda l’ereditarietà delle malattie, le cose stanno come segue: ognuno possiede, nelle proprie cellule, schemi genetici che predispongono i corpi a certe malattie. Il nostro corpo tende alle stesse malattie che hanno manifestato i nostri antenati, poichè l’insieme dei loro atteggiamenti interiori è stato registrato, come programma, nella materia genetica dell’ovulo e dello sperma, che insieme hanno formato il corpo che abitiamo. In questo modo la malattia viene trasmessa al corpo per eredità.

Questi “programmi cromosomici” non vengono attivati finchè noi non assumiamo gli stessi atteggiamenti che sono memorizzati nella nostra linea genetica. Se lo facciamo, le strutture cromosomiche del DNA cominceranno automaticamente ad attivare nel corpo quei programmi che creano le stesse malattie.

Il nostro atteggiamento è la cura migliore; è ciò che guarisce. Quando cominciamo ad amare noi stessi ed a rimuovere dai nostri processi mentali gli atteggiamenti che inibiscono la vita, allora la pace e l’armonia cominceranno a regnare nelle nostre strutture cellulari. Ma prima, occorre che il paziente voglia essere guarito. Volere è potere!

Cenni sul cancro

Dietro il cancro si nasconde un grande modello, che si può esprimere attraverso una moltitudine di malattie. Ognuna di queste colpisce le persone nella totalità della loro esistenza, indipendentemente dall’organo da cui originariamente scaturisce. Da questo punto di vista il cancro è troppo complesso per essere messo in rapporto soltanto con l’organo coinvolto. La sua tendenza a diffondersi nell’intero corpo dimostra che riguarda l’essere umano nel suo insieme. Come spauracchio del nostro tempo, il cancro non tocca soltanto la persona che ne è direttamente coinvolta, ma tutta la società, che ne ha fatto un vero e proprio tabù, più di qualsiasi altra malattia. Il cancro infonde in noi molta più paura di qualsiasi altra malattia, compreso l’infarto, che sicuramente miete molte più vittime. Nessun’altra malattia evidenzia il rapporto tra corpo, anima, spirito e società come il cancro.

Per quanto riguarda la formazione del cancro a livello cellulare, i ricercatori sono oggi ampiamente concordi nel ritenere che alla base ci siano delle mutazioni.

Se una cellula è stata irritata a lungo è pronta a subire drastiche trasformazioni sul piano del patrimonio ereditario. Gli stimoli che portano a questo possono essere molteplici, da quelli meccanici a quelli chimici fino a quelli fisici. Una pressione continua, il catrame delle sigarette o radiazioni penetranti, sono tra le cause possibili.

Le cellule dei tessuti combattono a lungo contro questi impulsi negativi, prima o poi però viene il momento in cui una reagisce e degenera. Essa de-genera nel senso letterale del termine e se ne va per la propria strada autodistruggendosi, che risulta essere un viaggio egoistico. La cellula cancerogena muore in quanto la sua membrana diventa impermeabile e quindi non riceve più dall’esterno gli elementi vitali né può espellere da se stessa le sostanze di scarto. La cellula quindi si chiude in se stessa isolandosi dal contesto dell’organismo vivente che la circonda. Dà inizio a qualcosa di completamente nuovo per le sue relazioni, impone la propria autodistruzione e la propaga prima alle cellule dello stesso organo e successivamente a tutto il corpo. Quando il tumore viene scoperto, possono essere passati anche anni dalla sua formazione e dispone di milioni di cellule.

Il comportamento della cellula cancerogena ha alla base una problematica di separazione. Dopo essersi dimostrata unita con le altre cellule e collaborativa per il bene dell’organismo, la cellula si autodistrugge. La sua propagazione caotica, priva di prudenza e rispetto, non risparmia né i territori esterni né le fondamenta della propria vita. La cellula cancerogena si pone al di sopra delle regole della normale vita comune delle cellule e infrange senza scrupoli tabù di vitale importanza.

Nella sua selvaggia ed egocentrica attività di autodistruzione, si propaga in ogni direzione. Le zone limitrofe e anche regioni lontane del corpo sono oggetto di questa violenta aggressione. In un tale processo la cellula è completamente autarchica e genera la propria prole senza aiuti esterni. Neppure le membrane basali, le barriere più importanti tra i tessuti, riescono a resistere alla sua aggressività.

La cellula cancerogena rivela anche il suo enorme problema di comunicazione e riduce tutti i rapporti di vicinato a una politica violenta. Rinuncia alla comunicazione col campo dello sviluppo al quale era destinata, a vantaggio dell’egoismo, alle pretese di onnipotenza e di immortalità.

Nella fase di incubazione della malattia il modello caratterizza la personalità tipica affetta da cancro. Si tratta di individui che tentano di adattarsi quanto più possono, di vivere nel modo meno appariscente possibile, di sopportare tutto e tutti, di conformarsi alle norme e di non pesare a nessuno con le proprie esigenze. Essi ignorano del tutto le pretese di crescita personale ed evoluzione psicologica, perché non vogliono esporsi in alcun modo. La repressione della possibilità di fare esperienze di confine riflette l’attività difensiva che senza farsi notare si svolge nel corpo e tiene tutto sotto controllo.

Quando il flusso degli impulsi evolutivi, bloccato per anni, rompe l’argine della repressione, induce il corpo a vivere la vita fino in fondo in modo incontrollato senza possibilità di tornare indietro né di fermarsi. Quello che alla gente può apparire come un riserbo piacevole o gentile, può essere in realtà una repressione degli impulsi vitali, e in ultima analisi una vita non vissuta. Come la cellula che deve sopportare le stimolazioni più dure e persistenti si impegna totalmente per svolgere il proprio dovere di cellula intestinale o polmonare, così anche i pazienti cercano di rispettare i loro doveri di figlia, figlio, madre, padre, dipendente, etc, per soddisfare gli altri ignorando le proprie esigenze.

Nella fase di incubazione, il comportamento dei pazienti risulta esemplare. A buon diritto possono considerarsi pilastri della società. Essi si identificano perfettamente con la consapevolezza sociale. La personalità tipica del malato di cancro è da molti punti di vista un modello. E’ coraggiosa e non aggressiva, silenziosa e paziente, agisce in modo equilibrato e simpatico perché non è affatto egoista, anzi disinteressata e pronta ad aiutare gli altri, è puntuale e ordinata – non manca quasi nessuno degli ideali sociali. E proprio per questo il suo rapporto con questa malattia non deve sorprendere. Il successo sociale, a dispetto, o addirittura a causa della rigidità interiore, supera l’ideale tipico della subalternità e si accorda perfettamente con l’immagine ideale dell’uomo moderno.

Dietro la facciata dell’esemplarità stanno però in agguato tutte quelle caratteristiche contrarie che, nel secondo stadio del cancro, quello della manifestazione, si rivelano sul piano sostitutivo del corpo. Quello che non è emerso a livello di consapevolezza, trova ora qui il suo palcoscenico, sul quale saranno recitati soprattutto drammi.

Dato che i soggetti hanno perso il legame con le origini, le cellule del cancro devono vivere questo tema per loro e lo fanno a livello corporeo, alla loro maniera pericolosa. L’anima ha evidentemente bisogno di un rapporto vitale con le proprie radici . Soltanto la Re-ligio, che significa legame che riporta all’origine, consente un vero e proprio progresso. Le domande : “Da dove vengo” e “Dove sto andando”, nei malati di cancro sono sprofondate dalla consapevolezza al buio dell’ombra e vengono espresse a livello corporeo. La regressione è il ritorno agli inizi, all’origine.

L’accettazione della malattia, la presa di coscienza della propria identità divina, la consapevolezza dell’unità con il Tutto e il ritorno consapevole alle origini con le sue illimitate possibilità sono percorsi significativi. La repressione nell’inconscio porta invece alla malattia intesa come guida. I malati di cancro sono spesso “areligiosi” in senso profondo, anche se mostrano una spiccata religiosità e capacità di adattamento al destino. Di fatto si tratta per lo più di un atteggiamento ecclesiastico che ha ben poco a che fare con la religio, ed è legato soltanto alla pratica formale. Obbedire ciecamente ai precetti religiosi è anzi il contrario della vera religio e lascia il cuore freddo e vuoto. Quella che esteriormente sembra una vita quanto mai devota, può essere interiormente vuota. Analogamente, l’accettazione del destino riscontrata dai sociologi della medicina non deve essere confusa con l’atteggiamento religioso del “Sia fatta la Tua volontà”. Per lo più si tratta di rassegnazione nei confronti di un destino sentito come onnipotente, ma non accettato.

A livello profondo non è la fiducia in Dio a costituire la base dell’accettazione ma al contrario la disperazione e l’impotenza. Invece di andare incontro alla vita e alle sue possibilità, i potenziali malati di cancro sono in balia di una miope prudenza e di una enorme paura esistenziale.

Il cancro è il tipico prodotto della società moderna. I livelli di crescita dell’anima e dello spirito sono di gran lunga inferiori rispetto a quelli economici. Il nostro grandioso prodotto sociale lordo non può ricompensarci a lungo andare della mancanza di una crescita interiore. Le ricompense esteriori rendono più facile la rinuncia all’evoluzione dell’individualità e promuovono la realizzazione dell’uomo-massa.

Il cammino dell’evoluzione prevede che l’uomo debba prima viversi a pieno la polarizzazione, gli estremi dei poli (bene e male, vero e falso, bello e brutto, buono e cattivo, gioia e dolore, etc)

Quando il Cristo dice : “Siate caldi o freddi, i tiepidi Io li vomiterò dalla mia bocca” si riferisce appunto alla fase del cammino evolutivo in cui l’uomo deve viversi gli estremi per poter comprendere la materia. Solo quando l’uomo avrà vissuto fino in fondo i sentimenti contenuti nel modello con cui l’anima si incarna e li avrà trasformati, allora si risveglierà nello spirito e potrà andare oltre la polarizzazione verso il centro, che è Dio. Allora potrà capire il vero significato del detto : “A chi ti percuote la guancia, porgi anche l’altra”.

In fondo il cancro è la manifestazione nel corpo del modello dell’anima represso. Quello che l’uomo non vuole vivere al livello dei sentimenti, lo vive sul corpo, attraverso la malattia. La malattia è il linguaggio dell’anima e la sofferenza è una grande maestra di vita in quanto costringe l’uomo a riflettere e a riconoscersi. Perciò la malattia è utile all’evoluzione dell’uomo.

Bisogna trovare in se stessi l’unità, l’immortalità dell’anima e riconoscere che il tutto è già nell’uno, così come l’io è nel tutto. Questo però è il momento conclusivo o più esattamente il momento centrale a cui soltanto l’amore ci permette di accedere. Anche questo è simboleggiato negli eventi legati al cancro. Come l’amore, anche il cancro supera i confini, annulla le distanze, penetra in tutte le barriere, vince tutti gli ostacoli; come l’amore non si ferma davanti a niente, si espande su ogni cosa, penetra in tutti i settori della vita, domina la vita intera; come l’amore anche il cancro tende all’immortalità e, come lui, non teme la morte. Così il cancro è, di fatto, l’amore precipitato nell’ombra.

Oltre alla presa di coscienza, un aiuto essenziale è il respiro. Respirazione corrisponde a comunicazione e questa, nel caso del cancro, è precipitata a un livello primitivo e radicale. Una respirazione profonda e cosciente costituisce una valida opportunità.

Domande da porsi :

1. Vivo la mia vita o la faccio determinare da circostanze esterne?
2. Rischio di rompermi la testa o faccio dei pigri compromessi per amor di pace
3. Lascio alle mie energie il loro spazio o le sottometto in ogni caso a regole e provvedimenti prestabiliti?
4. Mi permetto di esprimere la mia aggressività o risolvo tutto in me stesso e con me stesso?
5. Quale ruolo svolgono i cambiamenti nella mia vita? Ho il coraggio di aprirmi a nuovi orizzonti? Sono fertile e creativo?
6. La comunicazione e lo scambio vivo hanno un posto importante nella mia vita, o me la cavo meglio da solo?
7. Mi permetto di tanto in tanto di superare i limiti o mi adatto a tutto?
8. Le difese fisiche e psicologiche sono in armonia o quelle fisiche sono indebolite a vantaggio di quelle psicologiche?
9. Quale ruolo hanno nella mia vita le domande fondamentali: da dove vengo? E dove vado?
10. L’amore universale ha mai avuto importanza nella mia esistenza?
11. Quale ruolo ha nella mia vita la via improntata alle parole: “CONOSCI TE STESSO” – PER CONOSCERE DIO”? <888>

Il colore della tua aura (con il tuo nome)

<888> l mio nome nella vita reale è SERGIO, quindi la mia aura si calcola così: 1+5+9+7+9+6=37 3+7=10 1 Rosso
(Nel caso la cifra finale superi il 9, occorre sommare ancora gli addendi ed ottenere così un solo numero)

1) Rosso: Personalità forte e dominante. Chi ha il nome corrispondente a questo colore ha una presenza e l’aspetto attraente. Un pioniere coraggioso che non ha paura dei rischi. Energico e testardo, affascinante e passionale, con uno straordinario coraggio. Il Rosso possiede un solo polo ed è orientato verticalmente verso la Terra, ha la capacità di adattamento al mondo. La sua funzione principale è orientata al corpo materiale, all’istinto di sopravvivenza. Possiede un senso di armonia fisica e mentale in ottimo rapporto con la natura. E’ molto legato alla vitalità sessuale ed ha la necessità di dover soddisfare i bisogni primordiali come cibo, acqua, e aria. E’ il chakra che tende ad assorbite le energie della Terra. E’ il colore del pianeta Marte.
2) Arancione: L’aura di questo colore si contraddistingue con una personalità equilibrata. La giusta misura tra la mente e il corpo. E’ una persona leale, allegra e positiva. Generalmente accetta le sfide vivendo il momento presente. Il colore arancione è bipolare, per cui è orientato in senso orizzontale. E’ collegato al desiderio, al piacere fisico e alla gioia di vivere. E’ il chakra dell’ispirazione proveniente dal cuore. Le sue sofferenze derivano dai conflitti nella sfera sessuale, dai tradimenti e litigi. E’ il colore di Saturno. 
3) Giallo: Affascinante, allegro, fortemente magnetico, sicuro e molto creativo. Il giallo sviluppa l’intuizione e l’intelligenza. E’ un colore bipolare ed è orientato orizzontalmente. La sua aura infonde forza di volontà individuale, carisma ed efficienza. Corrisponde al potere e al controllo. Dal comportamento enigmatico, può essere un ottimo Leader e un abile diplomatico. Attraverso il suo chakra riesce a gestire l’emotività, il desiderio di autoaffermarsi. E’ legato al potere e alla capacità decisionale, alla sicurezza e all’autostima. La sua energia facilita l’assimilazione delle esperienze, rivelandogli gli obiettivi per consentirgli un uso più positivo della sua energia personale. Di contro, un eccessivo stato di tensione potrebbe provocare iperattività, scoppi d’ira e possibili disturbi di origine nervosa. Con conseguente carenza di energie che possono causare una chiusura in se stessi, timidezza, bassa autostima, senso di inutilità, fobie, ipocondria e paura del prossimo. Il giallo è il colore di Mercurio. 
4) Verde: E’ il colore dell’equilibrio spirituale, della piena conoscenza di se stessi e dei propri sentimenti. Sobrio e pragmatico, è indotto al risparmio. Ha una logica coerente, per cui è difficile che accetti i suggerimenti dagli altri. Estremamente fedele, è molto amato dai suoi amici. Il verde è il colore che presiede le aree fertili del Pianeta. Dunque, un’aura dal cuore molto forte, con una personalità sana e dinamica, piena di amore e compassione. Essa controlla la respirazione e il funzionamento del cuore e dei polmoni. Permette di godere la famiglia, papà, mamma, fratelli e sorelle, nonni e zii. Grazie a questo chakra godiamo dell’amore che ci viene donato, accettando gli altri così come sono, dando loro amore senza nulla chiedere in cambio. Si chiude, invece, se ci sono dei conflitti in famiglia, per l’abbandono o la perdita di un caro. A lungo andare questa chiusura si ripercuote a livello fisico, appunto, con problemi al cuore e ai polmoni. Il verde è il colore di Venere. 
5) Blu: Ottimista, idealista, adattabile, tranquillo, simpatico, buon senso di responsabilità, paziente e impegnato nelle cose che ama. Il colore blu trasmette una sensazione materna. E’ bipolare ed è orientato orizzontalmente. Esso è il chakra delle capacità espressive dell’intelletto, della comunicazione chiara e sincera, la capacità d’ascolto e della parola. Un centro mentale interamente controllato nella maniera molto cosciente. Il suo potere si evidenzia in modo particolare nella comunicazione verbale, conferendo eloquenza e la capacità di saper trasmettere le proprie idee in modo chiaro, preciso e cristallino. Se ben sviluppato, le persone il cui nome appartiene a questo colore hanno il potere di esprimersi e parlare in modo estremamente convincente e persuasivo. E’ anche il responsabile della comunicazione con il mondo etereo o extracorporeo. Gli squilibri di questo chakra si possono manifestare se ci sono problemi di incomunicabilità o incapacità di trasmettere chiaramente agli altri le proprie idee e i sentimenti. L’incapacità di sfogare le proprie tensioni psicologiche può causare stress e introversione. Il Blu è il colore di Giove. 
6) Indaco: Sensibile, intuitivo, impulsivo, curioso e molto ambizioso, con un forte desiderio di grandi cose nella vita. L’indaco è un colore bipolare, per cui è orientato orizzontalmente. Esso influenza il mesencefalo, il punto, cioè, che assorbe tutti i nostri stimoli nervosi, per poi inviarli in tutte le altre parti del cervello (Si può dire che il mesencefalo dia energia a tutta la regione della testa). Esso è il chakra che presiede la visione interiore, gli stati mistici, la proiezione mentale che consente di viaggiare nella volta astrale. Esercita lo sviluppo della nostra capacità di concentrazione mediante la meditazione. Inoltre, permette l’utilizzo del sesto senso e la capacità di manifestare le percezioni extrasensoriali. Di negativo ci sono alcuni squilibri che possono manifestarsi attraverso gli incubi, con fenomeni psichici incontrollati e sgradevoli come la confusione mentale e la completa mancanza di sogni. L’aura di colore indaco è responsabile della percezione visiva, fisicamente si possono manifestare malattie collegate alla vista, con mal di testa frontali. Si Dice che i bambini che hanno l’aura di colore indaco possiedano dei poteri paranormali. Secondo alcune credenze, gli “indigos” (indigo children), i bambini indaco, avrebbero delle doti di chiaroveggenza e la capacità di comunicare con l’aldilà. L’indaco è un colore di Urano. 
7) Viola: Il nome corrispondente al colore viola si adatta generalmente ad una personalità calma e riflessiva, saggia ed affettuosa, generosa, sentimentale e artistica. Un creatore di opere d’arti che durano nel tempo. E’ orientato verticalmente in alto, con la punta verso il Divino. Il viola è il chakra che governa la corteccia cerebrale. Esso determina l’apertura della coscienza e migliora lo sviluppo dell’intelletto. Le sue funzioni principali sono indirizzate verso una conoscenza superiore. A questa aura appartengono tutte le questioni relative alle relazioni tra la coscienza dell’individuo e quella dell’universo. Il pieno sviluppo di questo settimo chakra, porta l’essere umano in comunione con le forze creatrici dell’Universo. Uno stato di purificazione che lo guida all’appagamento spirituale più puro, liberandolo dalle limitazioni degli istinti più bassi. E’ chiaro che si tratta di stati dell’essere che sfuggono ad ogni possibilità descrittiva della razionalità, ma che possono essere compresi ed assimilati soltanto attraverso un’esperienza diretta. Il viola è un colore del pianeta Nettuno. 
8) Rosa: Le qualità principali del rosa sono il potere, l’amore e l’attenzione alla propria leadership. Le persone col nome abbinato a questo colore sono in grado di trasformare i propri sogni e le idee in realtà. l’ottavo chakra influisce in modo benefico sull’amore ed aiuta a risolvere i problemi che riguardano la sfera spirituale e fisica tra l’uomo e la donna. L’aurea rosa aiuta gli artisti a sviluppare il loro talento. Il rosa, come il verde, è uno dei colori di Venere. 9) Oro: Il nono chakra è una delle aure più potenti, essa determina la forza di volontà dell’Uomo. L’oro irradia amore, gioia, compassione e comprensione. E’ il colore del Sole e rappresenta la perfezione dell’essenza umana. Tende a risolvere qualsiasi problema ambientale. L’oro è anche il colore del potere e della ricchezza.
9) Oro: Il nono chakra è una delle aure più potenti, essa determina la forza di volontà dell’Uomo. L’oro irradia amore, gioia, compassione e comprensione. E’ il colore del Sole e rappresenta la perfezione dell’essenza umana. Tende a risolvere qualsiasi problema ambientale. L’oro è anche il colore del potere e della ricchezza.
E la vostra aura di che colore è? <888>

PREGHIERA MAGICA DELL’ IO SONO

<888>Con questa preghiera si ottiene tutto quello che serve nella vita, quindi è importante cercare di farlo il più spesso possibile.

Non dobbiamo dimenticare che i risultati arriveranno in misura della nostra fede di chiedere; tanto quanto la nostra forza di volontà. Ma se perseveriamo e cerchiamo di ripetere almeno una volta al giorno per vedere adempiuti i nostri desideri, presto otterremo ciò che vogliamo. Dobbiamo anche ricordare che una volta che abbiamo terminato la nostra preghiera, non dobbiamo essere impazienti; ma dobbiamo lasciare che l’energia sia liberamente mobilitata, pienamente fiduciosa per ciò che chiediamo e di essere pienamente soddisfatti come se fosse già avvenuto.

IO SONO la porta aperta che nessun essere può chiudere 🙏

IO SONO colui che trasmuta il negativo in positivo🙏

IO SONO colui che crea la felicità in me🙏

IO SONO una fonte di salute🙏

IO SONO l’abbondanza economica🙏

IO SONO colui che ho tutti i miei problemi risolti🙏

IO SONO la giustizia divina per tutti🙏

IO SONO colui che crea una vita piena di prosperità🙏

IO SONO la forza🙏

IO SONO la luce🙏

IO SONO il raggio viola che penetra nel mio corpo e trasmuta il negativo in positivo🙏

IO SONO ogni cellula del mio corpo che elimina il negativo🙏

IO SONO il Dio che abita la mia casa🙏

IO SONO il potere, la forza e la gloria🙏

IO SONO il potere supremo che con la sua presenza toglie ogni perturbazione🙏

IO SONO colui che rimuove i fratelli elementali che danneggiano la mia vita🙏

IO SONO colui che sono e voglio che la mia vita al di fuori di complicazioni🙏

Sto avendo tutte le mie esigenze soddisfatte🙏

IO SONO colui che rimuove nemici nascosti, visibili e invisibili del mio cammino🙏

E’ decretato, è evocato, si esprime e così faccio in realtà nel nome della Divina IO SONO Presenza🙏

Così sia, così da soddisfare 🙏 Amen🙏<888>

Shiviti protettivo-Talismani

<888>La parola shiviti è un termine generico per alcuni qemeoth (talismani) , deriva da “  Shiviti Adonai l’negdi tamid  ” (שִׁוִּיתִי יְהוָה לְנֶגְדִּי תָמִיד), “  metto sempre davanti a me YHVH  ” tratto dai Salmi (16, 8).

L’arte talismanica desiderosa di attirare l’attenzione divina ha portato alla formazione degli shiviti , come quello che andremo a studiare. Gli Shviti sono spesso molto complessi e dipinti per aiutare nella contemplazione meditativa, oltre al loro scopo di protezione o favore. Erano spesso appesi alle pareti esterne delle sinagoghe durante alcune grandi feste. Ma erano anche riprodotti su pergamene, vere opere d’arte miniate, che i fedeli conservavano in casa. Sono stati formati da rabbini o maestri in grado di registrare correttamente le lettere ei nomi divini. A volte erano associati a quadrati magici costruiti su Nomi divini e con permutazioni di Nomi.

Lo Shiviti è composto da una Stella di David (o scudo di David, magen David) al centro della quale è inscritto un quadrato magico.

Nei 6 rami della stella sono incisi i nomi di 6 angeli:

• Auriel (sopra), אוריאל, sormontato dalle due lettere Kaph (כ) e Yod (י). La lettera finale (ﭏ) è un’abbreviazione delle due lettere Aleph e Lamed  ;
• Michael (in alto ea destra), מיכאל, sotto il quale si trovano le lettere Yod (י) e Dalet (ד);
• Gabriel (in alto ea sinistra), גבריאל, sotto il quale si trovano le lettere Ayin (ע) e Lamed (ל);
• Shamariel (in basso a destra), שמריאל, sormontato dalle due lettere Kaph (כ) e Samekh (ס);
• Eyzriel (in basso ea sinistra), עזריאל, sormontato dalle due lettere Yod (י) e He (ה);
• Raffaello (in basso), רפאל, sotto il quale si trovano le lettere Vav (ו) e He (ה).

Chiarimento di uno Shiviti . protettivo
Protezione shiviti

Le 6 coppie di lettere che accompagnano i nomi degli angeli provengono da Esodo 17, 16:

כִּי-יָד עַל-כֵּס יָהּ
“Poiché la sua mano si oppone al trono del Signore”

Completato dalle lettere Vav (ו) e He (ה) per dare il Tetragramma (יהוה) completo che non si trova in questo passo dell’Esodo.

Intorno al magen David sono incisi i nomi dei 4 fiumi che escono dal Giardino dell’Eden:

• Pison (in alto a destra), פישון, che attraversa la terra di Havilah;
• Gi’hon (in alto a sinistra), גיחון, attraversando la terra di Kush;
• Hidéqel (in basso a destra), חדקל, Tigre;
• Pherath (in basso a sinistra), פרת, Eufrate.

Protezione shiviti

Al centro del magen David, il quadrato magico è il seguente:

shiviti 3
Protezione shiviti

In basso a sinistra: “mia madre”, אמי.
Seconda riga in basso: “porta”, דלת.
Quindi: “aggiunto”, מובף.
In alto, seconda riga: “muro”, קיר.

Il quadrato ha in tutto 91 lettere che è il valore numerico della parola amen, אמן (1 + 40 + 50).

Su entrambi i lati di questo quadrato sono incise le seguenti due frasi:

– A destra, “Scudo di Davide”: מגן דוד.
– A sinistra, “Sigillo di Salomone”: חותם שלמה.

Nella parte superiore del magen David, è inciso il Nome:
אנקתם apri פסתפסתםים יונסים

Questo è il nome di Dio di 22 lettere (o Shem KaphBeth), il dionismo di Anaktam Pastam Paspasim.

Moses Cordovéro (Ramak), nel suo Pards Rimonim, spiega che questo Nome di 22 lettere include 4 Nomi distinti: il primo, אנקת ”ם, una contrazione di אנקת תמים, letteralmente “il grido del perfetto”, che è usato nell’ordine far accettare una preghiera al Cielo; il secondo, פסת ”ם, è quello con cui Dio distribuisce, פסת בר, porzioni di pane, a chi ha fame; il terzo, פספסי ”ם, si riferisce a כתנת פסים, la tunica variegata che Giacobbe offrì a Giuseppe (Genesi 37, 3); e דיונסי ”ם, indica che Egli compie, נסים, miracoli e prodigi.

Questi sono i 4 Nomi che Giacobbe ha invocato quando ha pregato in Genesi 28:20-21.

È quindi invocato in questo shiviti affinché Dio sia presente e mantenga sulla retta via chi chiede il suo aiuto; dia pane e vestiario; e che torniamo in pace…

La sua origine è nella benedizione del sommo sacerdote che si trova in Numeri 6,24-25:

יְבָרֶכְךָ יְהוָה, וְיִשְׁמְרֶךָ.
יָאֵר יְהוָה
“Che il Signore ti benedica e ti protegga!” “
Il Signore faccia risplendere su di te il suo volto e ti faccia grazia! “

Per arrivare al Nome di 22 Lettere si applicano alcune procedure che qui descriviamo brevemente. Ogni lettera dell’alfabeto ebraico ha un valore numerico. La Kabbalah ci insegna che le lettere possono essere disposte secondo varie classificazioni (Al-Bam, Ath-Bash…): possiamo raggruppare le lettere per due o per tre, ciascuna lettera di questi gruppi essendo quindi intercambiabile in qualsiasi parola.

L’ AIQ Bekar , אי “ק-בכ” ר, si ottiene anche da una divisione tripartita dell’alfabeto. Le ultime 5 lettere vengono aggiunte alle 22 lettere normali, che danno un alfabeto di 27 lettere. Lo dividiamo in 3 gruppi di 9 lettere.

”ק-בכ” ר
א = י = ק
ב = כ = ר
ג = ל = ש
ד = מ = ת
ה = נ = ך
ו = ס = ם
ז = ע = ן
ח = פ = ף
ט = צ =

Quindi, applicando varie permutazioni otteniamo il seguente risultato:

א י
נ ב
ק ר
ת כ
ם ך
פ י
ס ה
ת ו
ם ה
פ ו
ס י
פ ש
ס מ
י ר
ם ך
ד י
י א
ו ר
נ י
ס ה
י ו
ם ה

Sotto questo Nome di 22 Lettere, è scritto questo passaggio:

יהו »ה על הפתח ולא יתן המשחית לבוא אל בתיכם

Che è un passaggio di Esodo 12:23 che si traduce in: “Possa Dio passare e non lasciare che il distruttore entri nelle nostre case”.

In basso (a sinistra e a destra del magen David), troviamo il Salmo 32,10:

וְהַבּוֹטֵחַ בַּיהוָה – חֶסֶד, יְסוֹבְבֶנּוּ.

“Ma chi confida nel Signore sarà circondato dalla sua grazia. “

L’ultima parola è Amen (אמן).

Ai lati del magen David troviamo due iscrizioni:

– A destra :

שמירה לבעל הבית

“Tieni il proprietario della casa”.

– A sinistra (Genesi 17, 27):
וְלכָל-אַנְשֵׁי בֵיתוֹ
“E a tutti gli abitanti della sua casa. “

Il quadro che circonda lo shiviti è costituito da passaggi della Torah.

1. Numeri, capitolo 17, 11 per il lato superiore e sinistro (fino al centro):

1. וַיֹּאמֶר מֹשֶׁה אֶל-אַהֲרֹן, קַח אֶת-הַמַּחְתָּה וְתֶן-עָלֶיהָ אֵשׁ מֵעַל הַמִּזְבֵּחַ וְשִׂים קְטֹרֶת, וְהוֹלֵךְ מְהֵרָה אֶל-הָעֵדָה, וְכַפֵּר עֲלֵיהֶם: כִּי-יָצָא הַקֶּצֶף מִלִּפְנֵי יְהוָה, הֵחֵל הַנָּגֶף.

“Mosè disse ad Aronne: Prendi il braciere, accendilo dall’altare, mettici sopra dell’incenso, va’ presto all’assemblea e fai l’espiazione per loro…”

2. Avanti, Numeri, capitolo 17, 12 (a sinistra dal centro):

וַיִּתֵּן, אֶת-הַקְּטֹרֶת, וַיְכַפֵּר, עַל-הָעָם
“e si mise incenso , e fece espiazione sul popolo. “

3. Quindi, Numeri 17, 13 (in basso ea sinistra):
וַיַּעֲמֹד בֵּין-הַמֵּתִים, וּבֵין הַחַיִּים; , הַמַּגֵּפָה

“Così si interpose tra i vivi e i morti, e la mortalità cessò. “

4. Numero 17, 15 (in basso dal centro – a destra):

וַיָּשָׁב אַהֲרֹן אֶל-מֹשֶׁה, אֶל-פֶּתַח אֹהֶל מוֹעֵד; , נֶעֱצָרָה

“Aaron tornò da Mosè all’ingresso della tenda di convegno, quando la mortalità cessò. “

5. Samuele II, 25:

וַיֵּעָתֵר יְהוָה לָאָרֶץ, וַתֵּעָצַר הַמַּגֵּפָה מֵעַל יִשְׂרָאֵל.

“Il Signore si lasciò inchinare in favore della terra e la mortalità cessò di affliggere Israele. “<888>

*ASSISTENZA ANGELICA* ~ I 72 Nomi di YHWH [DIO]

<888>Questa lezione potrebbe essere classificata sia sotto l’Alta Magia Moderna che sotto la Qabalah. Tuttavia, presenterò queste informazioni sotto la guida delle informazioni generali e dei riferimenti. Gente, è ora di smettere di nascondere e iniziare a rivelare. I compagni di ricerca possono comprendere intuitivamente questo materiale esoterico, ma la maggior parte delle persone no. Abbiamo la responsabilità di cercare di spiegare queste idee nel miglior modo possibile, perché sedersi sulla conoscenza sacra e lasciarla marcire senza manifestarsi in azione è un peccato grave

“Gli angeli non vogliono essere adorati , non vogliono che li preghiamo come preghiamo Dio, ma non possiamo aspettarci una guida da loro a meno che non lo chiediamo.”

Quali sono i 72 nomi di Dio?

I 72 nomi di Dio (spesso chiamati YHWH, abbreviazione di Yahweh, nella tradizione ebraica) derivano dal Libro dell’Esodo nell’Antico Testamento della Sacra Bibbia. Questi passaggi della Bibbia, per essere precisi, vanno dal Libro dell’Esodo, capitolo 14, versetti 19, versetti 21 ( Esodo 14:19-21 ).

Traduzione di Re Giacomo (c. 1611)

4:19 – E l’angelo di Dio, che precedeva l’accampamento d’Israele, si allontanò e andò dietro di loro; e la colonna della nuvola passò davanti a loro e si fermò dietro di loro:

4:20 – E venne tra l’accampamento degli Egiziani e l’accampamento d’Israele; ed era per loro una nuvola e una tenebra, ma di notte dava loro luce: così che l’una non si avvicinava all’altra per tutta la notte.

4:21 – E Mosè stese la mano sul mare; e il Signore fece tornare indietro il mare con un forte vento orientale per tutta quella notte, e rese il mare asciutto, e le acque si divisero.

Nuova traduzione standard rivista (circa 1989)

4:19 – L’angelo di Dio che precedeva l’esercito d’Israele si mosse e andò dietro di loro; e la colonna di nuvola si mosse da davanti a loro e prese posto dietro di loro.

4:20 – È venuto tra l’esercito d’Egitto e l’esercito d’Israele. E così la nuvola era là con l’oscurità, e illuminava la notte; uno non si avvicinò all’altro per tutta la notte.

4:21 – Allora Mosè stese la mano sul mare. Il Signore respinse il mare per tutta la notte con un forte vento orientale e trasformò il mare in terra asciutta; e le acque furono divise.

Come molti di voi già sanno, la Sacra Bibbia NON è stata originariamente scritta in inglese. Diverse migliaia di anni fa, due delle lingue più popolari erano il greco e l’ebraico. Quando i passi biblici dell’Esodo, ristampati sopra, vengono presentati nella loro forma ebraica, comincia ad accadere qualcosa di molto interessante.

Questa è la versione ebraica di questi passaggi biblici dell’Esodo (traduzione fornita dal Westminster Leningrad Codex):

4:19 – וַיִּסַּ֞ע מַלְאַ֣ךְ הָאֱלֹהִ֗ים הַהֹלֵךְ֙ לִפְנֵי֙ מַחֲנֵ֣ה יִשְׂרָאֵ֔ל וַיֵּ֖לֶךְ מֵאַחֲרֵיהֶ֑ם וַיִּסַּ֞ע עַמּ֤וּד הֶֽעָנָן֙ מִפְּנֵיהֶ֔ם וַיַּֽעֲמֹ֖ד מֵאַחֲרֵיהֶֽם׃

4:20 – וַיָּבֹ֞א בֵּ֣ין ׀ מַחֲנֵ֣ה מִצְרַ֗יִם וּבֵין֙ מַחֲנֵ֣ה יִשְׂרָאֵ֔ל וַיְהִ֤י הֶֽעָנָן֙ וְהַחֹ֔שֶׁךְ וַיָּ֖אֶר אֶת־הַלָּ֑יְלָה וְלֹא־קָרַ֥ב זֶ֛ה אֶל־זֶ֖ה כָּל־הַלָּֽיְלָה׃

4:21 – וַיֵּ֨ט מֹשֶׁ֣ה אֶת־יָדֹו֮ עַל־הַיָּם֒ וַיֹּ֣ולֶךְ יְהוָ֣ה ׀ אֶת־הַ֠יָּם בְּר֨וּחַ קָדִ֤ים עַזָּה֙ כָּל־הַלַּ֔יְלָה וַיָּ֥שֶׂם אֶת־הַיָּ֖ם לֶחָרָבָ֑ה וַיִּבָּקְע֖וּ הַמָּֽיִם׃

Una volta che i passaggi biblici sono stati tradotti nella lingua corretta, i simboli possono essere riorganizzati per soddisfare un altro scopo più alto.

I 72 nomi di Dio

Cosa significa questo? Qual è il significato?
 
Se uno è nuovo allo studio dell’occulto, il significato dietro la lingua ebraica potrebbe non essere immediatamente noto. È mia intenzione che il passaggio seguente spieghi il significato dietro questa disposizione dei simboli.”I primi praticanti cabalisti hanno riferito che dopo periodi di meditazione sull’alfabeto ebraico, le lettere hanno preso vita e hanno iniziato a parlare. Altri hanno detto di aver visto le lettere crescere ali e volare dalla superficie della pagina. Anche se la tua esperienza è meno drammatica, forse le lettere ti parleranno sottovoce. Secondo la tradizione ebraica l’antico cabalista, il rabbino Shimon bar Yokhai scrive nello Zohar che fu Mosè, non Dio, a dividere il Mar Rosso permettendo agli ebrei di sfuggire per un pelo al Faraone e all’esercito egiziano. Mosè aveva una formula speciale La formula che usò per superare le leggi della natura fu nascosta nello Zohar per 2000 anni.

Questa formula è chiamata i 72 nomi di Dio. I 72 Nomi non sono realmente nomi, come lo sono i nomi umani. I 72 Nomi sono 72 sequenze di tre lettere composte da lettere ebraiche che hanno lo straordinario potere di superare le leggi sia della madre che della natura umana. Queste 72 sequenze sono in realtà codificate nella storia biblica che narra della separazione del Mar Rosso come descritto in Esodo 14:19-21. Sono come condotti che trasmettono varie miscele di energia dalla Luce nel nostro mondo fisico. Usando il potere dei 72 Nomi e superando la loro natura reattiva, Mosè e gli ebrei furono in grado di compiere il miracolo del Mar Rosso.

Le forme, i suoni, le sequenze e le vibrazioni dei 72 nomi irradiano un’ampia gamma di forze energetiche. La Luce che emettono purifica i nostri cuori. La loro influenza spirituale purifica gli impulsi distruttivi dalla nostra natura. La loro energia sacra rimuove le emozioni avventate e intolleranti, la paura e l’ansia dal nostro essere. Le lettere ebraiche sono strumenti di potere. In effetti, la parola ebraica per “lettera” in realtà significa impulso o vibrazione, indicando un flusso di energia. L’alfabeto ebraico trascende la religione, la razza, la geografia e il concetto stesso di lingua. Le tre lettere indicano tre forze spirituali, una carica positiva, una carica negativa e un filo di terra, per creare un circuito di energia.”

Ora che i passaggi biblici necessari sono stati trovati in inglese, tradotti in ebraico e disposti nell’ordine necessario (vedi grafico quadrato sopra), ora, una volta può approfondire ulteriormente il significato dietro questa formula. Ancora una volta, queste informazioni sono fornite come riferimento generale per essere integrate dal proprio, individuale, rituale e scopo. In altre parole: ecco gli strumenti, ora usali!

72 Angeli/Nomi di YHWH, Corrispondenza con l’astrologia

1- 0° – 5° Ariete – VEHUIAH – Volontà e Nuovi Inizi
2- 5° – 10° Ariete – JELIEL – Amore e Saggezza
3- 10° – 15° Ariete – SITAEL – Costruzione dell’Universo/Mondi
4- 15° a 20° Ariete – ELEMIAH – Potere Divino
5- da 20° a 25° Ariete – MAHASIAH – Rettifica
6- 25° a 30° Ariete – LELAHEL – Luce della Comprensione
7- da 0° a 5° Toro – ACHAIAH – Pazienza
8- 5 da ° a 10° Toro – CAHETEL – Benedizioni Divine
9- da 10° a 15° Toro – HAZIEL – Divina Misericordia e Perdono
10- 15° a 20° Toro – ALADIAH – Divina Grazia
11- da 20° a 25° Toro – LAUVIAH – Vittoria
12- 25° a 30° Toro – HAHAIAH – Rifugio, rifugio
13- 0° a 5° Gemelli – YEZALEL – Fedeltà, lealtà e fedeltà
14- 5° a 10° Gemelli – MEBAHEL – Verità, Libertà e Giustizia
15- 10° a 15° Gemelli – HARIEL – Purificazione
16- 15° a 20° Gemelli – HAKAMIAH – Lealtà
17- 20° a 25° Gemelli – LAVIAH – Rivelazione
18- 25° a 30° Gemelli – CALIEL – Giustizia
19- 0° a 5° Cancro – LEUVIAH – Espansione Intelligenza/Fruzione
20- 5° a 10° Cancro – PAHALIAH – Redenzione
21- 10° a 15° Cancro – NELCHAEL – Ardente desiderio di imparare
22- 15° a 20° Cancro – YEIAYEL – Fama, fama
23- 20° a 25° Cancro – MELAHEL – Capacità di guarigione
24- 25° a 30° Cancro – HAHEUIAH – Protezione
25- 0° a 5° Leone – NITH-HAIAH – Saggezza e Magia Spirituale
26- Dal 5° al 10° Leone – HAAIAH – Scienze Politiche e Ambizione
27- 10° a 15° Leone – YERATEL – Propagazione della Luce
28- 15° a 20° Leone – SEHEIAH – Longevità
29- 20° a 25° Leone – REIYEL – Liberazione
30- 25° a 30° Leone – OMAEL – Fertilità , Molteplicità
31- 0° a 5° Vergine – LECABEL – Talento intellettuale
32- 5° a 10° Vergine – VASARIAH – Clemenza ed equilibrio
33- 10° a 15° Vergine – YEHUIAH – Subordinazione all’Ordine Superiore
34- 15° a 20 ° Vergine – LEHAHIAH – Obbedienza
35- 20° a 25° Vergine – CHEVAKIAH – Riconciliazione
36- 25° a 30° Vergine – MENADEL – Lavoro interno/esterno
37- da 0° a 5° Bilancia – ANIEL – Rompere il cerchio
38- 5 da ° a 10° Bilancia – HAAMIAH – Rituale e cerimonia
39- Da 10° a 15° Bilancia – REHAEL – Sottomissione filiale
40- 15° a 20° Bilancia – YEIAZEL – Consolazione e Conforto Divini
41- 20° a 25° Bilancia – HAHAHEL – Missione
42- 25° a 30° Bilancia – MIKHAEL – Autorità politica e ordine
43- 0° a 5° Scorpione – VEULIAH – Prosperità
44- 5° a 10° Scorpione – YELAHIAH – Guerriero Karmico
45- 10° a 15° Scorpione – SEHALIAH – Motivazione e Volontà
46- 15° a 20° Scorpione – ARIEL – Percettore e Rivelatore
47- 20° a 25° Scorpione – ASALIAH – Contemplazione
48- 25° a 30° Scorpione – MIHAEL – Fertilità, fecondità
49- 0° a 5° Sagittario – VEHUEL – Elevazione, grandezza
50- 5° a 10° Sagittario – DANIEL – Eloquenza
51- 10 da ° a 15° Sagittario – HAHASIAH – Medicina Universale
52- 15° a 20° Sagittario – IMAMIAH – Espiazione degli errori
53- 20° a 25° Sagittario – NANAEL – Comunicazione Spirituale
54- 25° a 30° Sagittario – NITHAEL – Ringiovanimento ed Eterna Giovinezza
55- 0° a 5° Capricorno – MEBAHIAH – Lucidità Intellettuale
56- da 5° a 10° Capricorno – POYEL – Fortuna e Sostegno
57- da 10° a 15° Capricorno – NEMAMIAH – Discernimento
58- da 15° a 20° Capricorno – YEIALEL – Forza Mentale 59- da
20° a 25 ° Capricorno – HARAHEL – Ricchezza intellettuale
60- 25° a 30° Capricorno – MITZRAEL – Riparazione interna
61- 0° a 5° Acquario – UMABEL – Affinità e amicizia
62- 5° a 10° Acquario – IAH-HEL – Desiderio di conoscere
63- 10° a 15° Acquario – ANAUEL – Percezione dell’Unità
64- 15° a 20° Acquario – MEHIEL – Vivificazione
65- 20° a 25° Acquario – DAMABIAH – Fontana della Saggezza
66- 25° a 30° Acquario – MANAKEL – Conoscenza del Bene e del Male
67- 0° a 5° Pesci – EYAEL – Trasformazione al Sublime
68- 5° a 10° Pesci – HABUHIAH – Guarigione
69- 10° a 15° Pesci – ROCHEL – Restituzione
70- 15° a 20° Pesci – JABAMIAH – Alchimia/Trasformazione
71- 20° a 25° Pesci – HAIYAEL – Guerriero Divino/Armi
72- 25° a 30° Pesci – MUMIAH – Fine e Rinascita

72 Angeli/Nomi di YHWH, Corrispondenti ai Tarocchi

Nota: questa corrispondenza è stata scritta da Eliphas Levi, 1800 circa )

1- Bastoni Asso
2- 2 Bastoni
3- 3 Bastoni
4- 4 Bastoni
5- 5 Bastoni
6- 6 Bastoni
7- 7 Bastoni
8- 8 Bastoni
9- 9 Bastoni
10- Asso Coppe
11- 2 Coppe
12- 3 Coppe
13- 4 Coppe
14- 5 Coppe
15- 6 Coppe
16- 7 Coppe
17- 8 Coppe
18- 9 Coppe
19- Asso Spade
20- 2 Spade
21- 3 Spade
22- 4 Spade
23- 5 Spade
24- 6 Spade
25- 7 Spade
26- 8 Spade
27- 9 Spade
28- Asso Denari
29- 2 di Denari
30- 3 di Denari
31- 4 di Denari
32- 5 di Denari
33- 6 di Denari
34- 7 di Denari
35- 8 di Denari
36- 9 di Denari
37- Asso Bastoni
38- 2 Bastoni
39- 3 Bastoni
40- 4 Bastoni
41- 5 Bastoni
42- 6 Bastoni
43- 7 Bastoni
44- 8 Bastoni
45- 9 Bastoni
46- Asso Coppe
47- 2 Coppe
48- 3 Coppe
49- 4 Coppe
50- 5 Coppe
51- 6 Coppe
52- 7 Coppe
53- 8 Coppe
54- 9 Coppe
55- Asso Spade
56- 2 Spade
57- 3 Spade
58 – 4 Spade
59- 5 Spade
60- 6 Spade
61- 7 Spade
62- 8 Spade
63- 9 Spade
64- Asso Denari
65- 2 di Denari
66- 3 di Denari
67- 4 di Denari
68- 5 di Denari
69- 6 di Denari
70- 7 di Denari
71- 8 di Denari
72- 9 di Denari

Mettere in forma visiva…

IMMAGINE A DIMENSIONE INTERA

Recensione: Simboli planetari e corrispondenza

Recensione: Simboli dello Zodiaco

La Grande Sintesi

Da Athanasius Kircher (c. 1600)

CONSIGLIO VIVAMENTE DI VISUALIZZARE L’IMMAGINE A DIMENSIONE INTERA

IMMAGINE A DIMENSIONE INTERA

A ciascuno dei 72 Angeli è assegnata una specifica invocazione , tratta dal Libro dei Salmi dell’Antico Testamento. Il diagramma riprodotto sopra è molto rappresentativo delle tradizioni magiche dell’era moderna; aprire e chiudere un cerchio per invocare/evocare una divinità specifica. Se scegli di praticare questa forma di alta magia, dovrai fare la ricerca per trovare l’invocazione specifica per l’angelo che desideri; Ti ho già dato le chiavi, non resta che la tua modificazione individuale per cercare la conoscenza che desideri per condurre un rituale che codificherà la conformità tra volontà ed esistenza.

Questo si conclude con una lezione di base e introduttiva. Ti ho dato abbastanza “chiavi nascoste”. Ti lascerò scegliere se vuoi aprire la porta o no; Non posso spingere nessuno attraverso la porta, devi voler aprire la porta e attraversarla. <888>

Amen.