{"id":420,"date":"2016-04-25T19:07:20","date_gmt":"2016-04-25T17:07:20","guid":{"rendered":"http:\/\/artesupremadeltrigono.com\/blog\/?p=420"},"modified":"2016-04-25T19:08:00","modified_gmt":"2016-04-25T17:08:00","slug":"il-linguaggio-segreto-degli-alchimisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.artesupremadeltrigono.com\/?p=420","title":{"rendered":"Il Linguaggio Segreto degli Alchimisti"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\">\n<table width=\"95%\" border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\n<div align=\"justify\">\n<p>Leggere per la prima volta un libro di alchimia e cercare di cogliervi un senso preciso \u00e8 un&#8217;esperienza frustrante: enigmi, contraddizioni, allegorie, simboli, interruzioni e reticenze improvvise suscitano in chi legge l&#8217;impressione di essere vittima di una beffa straordinaria.<\/p>\n<p>N\u00e9 potrebbe essere altrimenti di fronte ad una ricetta che inizia cos\u00ec: &#8220;<em>Per estrarre l&#8217;anima dell&#8217;asino in venti giorni: prendi un asino o un&#8217;asina, battili fortemente finche non venga pi\u00f9 fuori alcuna feccia, poi prendi la met\u00e0 di un sapiente milite armato e mescola nella pila&#8230;<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Oppure: &#8220;<em>Prendi di qualcosa di ignoto la quantit\u00e0 che tu vorrai. .<\/em>.&#8221;.<\/p>\n<p>Nella celebre\u00a0<em>Turba philosophorun\u00a0<\/em>alcuni brani sono scritti in questo stile irritante:&#8221;\u00a0<em>Voi parlate assai oscuramente e troppo. Ma io voglio indicare completamente la Materia, senza tanti discorsi oscuri. lo ve lo ordino, o Figli della Dottrina: congelate l&#8217;Argento vivo. Di pi\u00f9 cose, fatene due, tre, e di tre una. Una con tre \u00e8 quattro. 4, 3, 2, 1, da 4 a 3 vi \u00e8 1, da 3 a 4 vi \u00e8 1, dunque le 1, 3 e 4. Da 3 a 1 vi \u00e8 2, da 2 a 3 vi \u00e8 l\u20191, da 3 a 2 vi \u00e8 1. 1, 2 e 3 e 1, 2 di 2 e1, 1. Da l a 2, 1, dunque 1. Vi ho detto tutto<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Gli alchimisti ci hanno lasciato molte migliaia di libri. \u00c8 evidente che essi amavano scrivere e desideravano essere letti, ma preferivano non essere capiti. Questo perch\u00e9 l&#8217;alchimia \u00e8 Arte Sacra, \u00e8 il Segreto dei Segreti, e come tale va protetta dai curiosi, dagli indegni, dai non iniziati.<\/p>\n<table width=\"200\" border=\"0\" cellpadding=\"7\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.kuthumadierks.com\/articoli\/trio\/immagini\/464px-William_Fettes_Douglas_-_The_Alchemist.jpg\" width=\"407\" height=\"557\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\n<div align=\"center\"><em>L&#8217;Alchimista (William Fettes Douglas)<\/em><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&#8220;<em>Povero stolto<\/em>\u00a0&#8211; ammonisce apertamente Artefio rivolto al suo lettore &#8211;\u00a0<em>saresti davvero cos\u00ec ingenuo da illuderti che ti sveliamo, apertamente e chiaramente, il pi\u00f9 grande e il pi\u00f9 importante dei segreti? Davvero cos\u00ec ingenuo da prendere le nostre parole alla lettera? In buona fede ti dico che chiunque pretenda di spiegare secondo il senso pi\u00f9 comune e letterale ci\u00f2 che gli altri filosofi hanno scritto, si trover\u00e0 ben presto smarrito in un labirinto da cui non riuscir\u00e0 mai pi\u00f9 a liberarsi..<\/em>.&#8221; .<\/p>\n<p>Per lo scrittore di alchimia l&#8217;impegno \u00e8 esporre tacendo, senza mai oltrepassare i limiti oltre i quali la spiegazione diverrebbe delazione. Fulcanelli, alchimista francese del XX secolo, confessa: &#8220;<em>Talvolta davanti all&#8217;impossibilit\u00e0 nella quale ci troviamo, di spingerci pi\u00f9 in l\u00e0 senza violare il nostro giuramento, abbiamo preferito mantenere il silenzio<\/em>&#8221; .<\/p>\n<p>Di quale giuramento parli, possiamo forse intuirlo da un antico manoscritto conservato a Venezia, che riporta una formula nella quale l\u2019alchimista si impegna, in nome della Trinit\u00e0, a non rivelare i principi essenziali della dottrina, pena terribili castighi divini.<\/p>\n<table width=\"200\" border=\"0\" cellpadding=\"7\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.kuthumadierks.com\/articoli\/trio\/immagini\/Paracelso1.jpg\" width=\"487\" height=\"348\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\n<div align=\"center\"><em>Paracelso in un incisione del &#8216;500<\/em><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Pur badando a non oltrepassare mai il limite della delazione, gli autori di alchimia sono pi\u00f9 o meno aperti alle confidenze e in rapporto a ci\u00f2 meritano la definizione di invidiosi o caritatevoli, avari o prodighi.<\/p>\n<p>Invidioso o avaro \u00e8 colui che si adopera con ogni mezzo per trascinare chi legge su una falsa pista; caritatevole o prodigo \u00e8 chi fornisce magari poche spiegazioni, ma sempre veritiere.<\/p>\n<p>Purtroppo una precisa suddivisione nelle due categorie non \u00e8 possibile.<\/p>\n<p>Autori che sono invidiosi per pagine e pagine, possono diventare caritatevoli su qualche passaggio specifico delle operazioni, e, viceversa, autori caritatevoli possono nascondere in mezzo a molte cose esatte una sola menzogna, sufficiente per\u00f2 a stravolgere il significato di ogni cosa.<\/p>\n<p>Non \u00e8 raro che un trattato di alchimia si apra promettendo di voler rivelare ogni informazione necessaria con la massima sincerit\u00e0 e chiarezza.<\/p>\n<p>Cos\u00ec il\u00a0<em>Rosarium Phiosophorum<\/em>\u00a0di Arnaldo da Villanova: &#8221;\u00a0<em>Questo libro si chiama Rosario, perch\u00e9 \u00e8 una cosa fatta breve, tolta dai libri dei Filosofi, nel quale non \u00e8 alcuna cosa occulta, nissuna fuori di via, nissuna diminuita; ma in esso si contiene tutto quello che \u00e8 necessario al compimento dell&#8217;opera nostra<\/em>&#8220;.<\/p>\n<table width=\"200\" border=\"0\" cellpadding=\"7\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.kuthumadierks.com\/articoli\/trio\/immagini\/rosarium_1.jpg\" width=\"354\" height=\"563\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\n<div align=\"center\"><em>Copertina del testo alchemico &#8220;Rosarium Philosophorum&#8221;<\/em><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Nonostante il tono accorato, l\u2019affermazione \u00e8 invidiosa al massimo, perch\u00e9 nessun trattato alchemico, compreso il\u00a0<em>Rosarium<\/em>\u00a0di Villanova, \u00e8 costruito in modo da potersi dire completo, nessuno contiene l\u2019intero complesso delle conoscenze indispensabili er portare a buon fine la Grande Opera.<\/p>\n<p>Nel migliore dei casi l\u2019esposizione \u00e8 particolareggiata su alcune fasi dei procedimenti e molto disinvolta su altre; pi\u00f9 spesso interi passaggi vengono taciuti; quasi sempre si usa la tecnica di alterare l&#8217;ordine cronologico delle singole operazioni: apparentemente il discorso \u00e8 logico e continuo, in realt\u00e0 si compie con continui balzi avanti e indietro.<\/p>\n<p>A completare lo smembramento, anche all\u2019interno di uno stesso testo, identiche materie ed operazioni sono chiamate con nomi diversi, e cose diverse vengono definite con termini identici. Un antico Filosofo avverte: &#8220;<em>State attenti, o ricercatori di questa scienza, che gli invidiosi smembrarono l\u2019arcano in parecchi pezzi; e trattarono di parecchie acque, succhi, corpi, pietre, spiriti in modo che devastarono quest\u2019arte preziosa con la moltiplicazione di tutti i nomi\u2026<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>E Geber scrive: &#8220;<em>&#8230;tengo a dichiarare che, in questa mia Summa non ho voluto insegnare la nostra scienza in modo continuato, a l\u2019ho disseminata qua e l\u00e0 nei diversi capitoli\u2026.<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Oltre allo smembramento, i mezzi usati per nascondere o velare la verit\u00e0 sono molti.<\/p>\n<table width=\"200\" border=\"0\" cellpadding=\"7\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.kuthumadierks.com\/articoli\/trio\/immagini\/griemiller03.jpg\" width=\"383\" height=\"525\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\n<div align=\"center\"><em>Matrimonio tra il Principio Solare e quello Lunare, da un&#8217;antico manoscritto alchemico<\/em><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Tra i pi\u00f9 complessi, ma meno frequenti, \u00e8 la crittografia, che consiste nello scrivere singole parole o intere frasi secondo una chiave particolare, talvolta in base ad un alfabeto costruito appositamente per l&#8217;occasione con segni ermetici, segni di fantasia, lettere e cifre mischiate.<\/p>\n<p>Un bell&#8217;esempio di crittografia \u00e8 nel\u00a0<em>Codice De Oldanis,\u00a0<\/em>del XV secolo, dove alcuni passi sono scritti secondo un alfabeto di venticinque segni: ventidue corrispondono alle ventuno lettere latine (la\u00a0<em>r\u00a0<\/em>\u00e8 rappresentata da due segni diversi), tre non hanno alcun significato e sono usati in principio, in fine o in mezzo alla parola per aumentare le difficolt\u00e0 del lettore.<\/p>\n<p>Autori meno avari usano forme pi\u00f9 semplici, limitandosi a scrivere nomi alla rovescia, mischiando alla grafia delle parole lettere inutili, mettendo in atto abbreviazioni drastiche, come ad esempio\u00a0<em>aroph\u00a0<\/em>per\u00a0<em>aroma philosophorum.<\/em><\/p>\n<p>Certamente molto invidiosi erano invece coloro che sottraevano alla completezza del testo intere parole per sostituirle con altre prive di senso.<\/p>\n<p>Nel D<em>e secretis operibus artis et naturae\u00a0<\/em>di Ruggero Bacone c&#8217;\u00e8 un passo, sulla cui autenticit\u00e0 non tutti sono per\u00f2 d&#8217;accordo, che nasconde in anagramma la ricetta fondamentale per la fabbricazione della polvere da sparo (nitrato di potassio, carbone di legna, zolfo).<\/p>\n<p>Il brano suona cos\u00ec: &#8220;<em>Sed tamen salis petrae luru vopo vir can utri et sulphuris; et sic facies tonitrum et coruscationem si scias artificium<\/em>&#8220;. Anagrammando le parole senza senso,\u00a0<em>luru vopo vir canutri,\u00a0<\/em>si ottiene\u00a0<em>R.VII PART: V .NOV.<\/em>:\u00a0<em>CORUL. V:, abbreviazione di &#8220;recipe VII partes, V novellae coruli V&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;intera frase suona allora cos\u00ec:<em>\u00a0&#8220;Ma tuttavia prendi sette parti di salpetra, cinque parti di nocciolo giovane, cinque di zolfo; e cos\u00ec, se conosci l&#8217;artificio, farai tuono e lampo&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>A Fulcanelli, mai altrettanto caritatevole, si devono ampie spiegazioni sulla cabala fonetica, in base alla quale per comprendere il significato di una parola occorre tener conto del suono dell&#8217;insieme di lettere e non dell&#8217;ortografia, che ne costituisce il velo.<\/p>\n<p>La cabala fonetica spiegherebbe. ad esempio. perch\u00e9 gli alchimisti facessero spesso riferimento alla leggenda di S. Cristoforo, il gigante che trasport\u00f2 sulle spalle il Cristo fanciullo attraverso un fiume in piena.<\/p>\n<p>Secondo l&#8217;etimologia greca &#8220;Cristoforo&#8221; significa &#8220;colui che porta il Cristo&#8221;, ma in alchimia, per assonanza fonetica, diviene &#8220;Crisoforo&#8221;, cio\u00e8 &#8220;colui che porta l&#8217;oro&#8221;.<\/p>\n<table width=\"200\" border=\"0\" cellpadding=\"7\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.kuthumadierks.com\/articoli\/trio\/immagini\/san%20cristoforo.jpg\" width=\"312\" height=\"500\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\n<div align=\"center\"><em>San Cristoforo (dipinto rinascimentale)<\/em><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&#8220;<em>Si tratta<\/em>\u00a0&#8211; afferma Fulcanelli &#8211;\u00a0<em>del geroglifico dello zolfo solare o dell&#8217;oro nascente (Ges\u00f9), innalzato sulle onde mercuriali e poi portato dall&#8217;energia propria di questo Mercurio, al grado di potenza posseduta dall&#8217;Elisir<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>In altre occasioni il ricorso alla cabala fonetica porta Fulcanelli a speculazioni ancora pi\u00f9 ardite.<\/p>\n<p>Se la logica a volte \u00e8 carente e la forzatura \u00e8 palese, chi legge deve comprendere che non \u00e8 importante il rigore filologico del ragionamento, quanto ci\u00f2 che il Filosofo cerca di dire tra le righe cogliendo a pretesto la Cabala fonetica.<\/p>\n<p>Ne\u00a0<em>Il mistero delle cattedrali\u00a0<\/em>il solito Fulcanelli svela anche un perfido caso di enigma alchimistico inciso su un muro.<\/p>\n<p>Nella cappella di Palazzo Lallemant, a Bourges, in una nicchia del XVI secolo c&#8217;\u00e8 la scritta &#8220;RE- RE, RER&#8221; , ripetuta tre volte.<\/p>\n<p>Sul frontone vi sono tre granate ignee.<\/p>\n<p>Secondo Fulcanelli la chiave \u00e8 nell&#8217;indicazione di ripetere tre volte un medesimo procedimento, la calcinazione dello zolfo filosofale (indicato dalle granate ignee).<\/p>\n<p>Quanto alle parole misteriose, spiega:\u00a0<em>&#8220;RE,\u00a0<\/em>ablativo latino di\u00a0<em>res,\u00a0<\/em>significa la\u00a0<em>cosa,\u00a0<\/em>considerata per quel che riguarda la materia che la compone; poich\u00e9 la parola\u00a0<em>RERE\u00a0<\/em>e l&#8217;accostamento di\u00a0<em>RE, una cosa,\u00a0<\/em>e\u00a0<em>RE, un &#8216;altra cosa,\u00a0<\/em>tradurremo l\u2019espressione\u00a0<em>due cose in una,\u00a0<\/em>oppure\u00a0<em>una cosa duplice;\u00a0<\/em>cos\u00ec\u00a0<em>RERE\u00a0<\/em>sar\u00e0 l&#8217;equivalente di\u00a0<em>REBIS&#8221;.<\/em><\/p>\n<table width=\"200\" border=\"0\" cellpadding=\"7\" align=\"right\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.kuthumadierks.com\/articoli\/trio\/immagini\/REBIS.jpg\" width=\"335\" height=\"389\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\n<div align=\"center\"><em>Il REBIS Alchemico<\/em><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Purtroppo, dopo aver dato qualche ulteriore chiarimento sul Rebis, Fulcanelli si fa avaro e conclude di non poter essere altrettanto esplicito nella spiegazione dell&#8217;altra parola,\u00a0<em>RER.<\/em><\/p>\n<p>Tuttavia, poich\u00e9\u00a0<em>R\u00a0<\/em>\u00e8 la met\u00e0 di\u00a0<em>RE, RER\u00a0<\/em>equivale ad una materia<em>(RE)\u00a0<\/em>pi\u00f9 la met\u00e0 di un&#8217;altra o della sua propria\u00a0<em>(R).<\/em>\u00a0Gli alchimisti fanno un uso larghissimo di simboli, giustificato come sempre dalla necessit\u00e0 di nascondere almeno parzialmente la dottrina: &#8220;<em>Cos\u00ec anco i Filosofi chimici<\/em>\u00a0&#8211; si dice nel\u00a0<em>Dell&#8217;imprese\u00a0<\/em>&#8211;\u00a0<em>nascondono gran magisteri sotto le aquile, i dragoni, le lacrime, il latte di vergine, luna, sole, matrimonio, monte, risuscitare, spirito, anima e cose simili. Questo si \u00e8 fatto perch\u00e9 non si conveniva che cose nobili si intendessero da tutti gli sciocchi, perch\u00e9 sarieno state disprezzate e derise, et la filosofia stimata pazzia&#8230;<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Molti simboli attingono al mondo animale, costituendo un folto bestiario di cui fanno parte sia esseri mitici, come Il fenice o l&#8217;unicorno, sia reali.<\/p>\n<p>L&#8217;astrologia contribuisce in modo fondamentale ad alimentare il patrimonio del simbolismo ermetico.<\/p>\n<p>Il rapporto pianeti = divinit\u00e0 = metalli risale alla pi\u00f9 alta antichit\u00e0 ed \u00e8 entrato nell&#8217;alchimia con le corrispondenze divenute poi consuete: Sole (Apollo) = oro; Luna (Diana) = argento; Mercurio = mercurio o argento vivo; Venere = rame; Marte = ferro; Giove = stagno; Saturno = piombo.<\/p>\n<p>I dodici segni zodiacali trovano precise corrispondenze in altrettante fasi della Grande Opera i soprattutto con i periodi dell&#8217;anno in cui esse vanno svolte: &#8220;<em>Lo zodiaco dei Filosofi &#8211; scrive l&#8217;abate Pernety &#8211; non \u00e8 la stesso che lo zodiaco celeste bench\u00e9 il primo abbia un grande rapporto con il secondo.<\/em><em>\u00a0I segni dei Filosofi sono le operazioni dell&#8217;Opera che bisogna percorrere per giungere al loro autunno, ultima stagione del loro anno, perch essa \u00e8 quella durante la quale i Filosofi raccolgono i frutti del loro lavoro<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Tra gli altri simboli di diversa natura, a ricorrere con grande frequenza sono poche decine.<\/p>\n<p>Nell&#8217;ambito del simbolismo si collocano anche le illustrazioni, che quasi mai hanno valore puramente ornamentale.<\/p>\n<p>Costruite piuttosto come vere e proprie appendici ai testi, utilizzano ogni genere di simboli e nell&#8217;insieme si leggono un po&#8217; come rebus. Esiste, anzi, un libro di alchimia costituito unicamente da immagini, il &#8220;Mutus liber&#8221;, che descrive la realizzazione della Grande Opera in quindici tavole.<\/p>\n<table width=\"200\" border=\"0\" cellpadding=\"7\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.kuthumadierks.com\/articoli\/trio\/immagini\/mutus%20liber.jpg\" width=\"379\" height=\"555\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\n<div align=\"center\"><em>Prima pagina del &#8220;Mutus Liber&#8221;<\/em><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Vi sono rappresentati un uomo e una donna che lavorano sia all&#8217;interno di un laboratorio, davanti all&#8217;athanor (forno a forma di torre), sia all&#8217;aperto, nei campi, per raccogliervi preziosi influssi cosmici.<\/p>\n<p>Nel corso dei secoli molti autori hanno tentato di interpretare il\u00a0<em>Mutus liber,\u00a0<\/em>ma le loro spiegazioni sono spesso cos\u00ec fortemente contrastanti da non poter essere considerate definitive.<\/p>\n<p>Elementi, corpi ed operazioni sono rappresentati con segni convenzionali.<\/p>\n<p>Sulla loro origine sappiamo molto poco, ma sembra fossero sconosciuti agli albori dell&#8217;alchimia latina per entrare poi nell&#8217;uso corrente dalla met\u00e0 del XV secolo.<\/p>\n<p>Dopo il loro primo apparire i segni alchemici diventarono via via pi\u00f9 complessi e numerosi, senza per\u00f2 costituire un ulteriore elemento di enigmaticit\u00e0, poich\u00e9 le tabelle che costituivano i significati corrispondenti erano di uso comune.<\/p>\n<p>Nel \u2018700 l\u2019elenco dei segni era cos\u00ec nutrito che le tavole della\u00a0<em>Encyclopedie<\/em>\u00a0di Diderot e D&#8217;Alembert ne comprendevano circa cinquecento.<\/p>\n<p>Ben altro acume gli alchimisti hanno usato per rivisitare la mitologia e la storia sacra, allo scopo di farne rappresentazioni allegoriche della Grande Opera.<\/p>\n<p>La vicenda biblica del profeta Elia, rapito in cielo su un carro di fuoco, \u00e8 usata nei libri di alchimia come raffigurazione dell&#8217;alchimista che ha realizzato il lavoro, ottenendo la trasmutazione di se stesso.<\/p>\n<p>Anche la creazione di Adamo \u00e8 assimilata all&#8217;opera alchemica, poich\u00e9 come Dio trasse Adamo dal fango, cos\u00ec l&#8217;alchimista trae la Pietra Filosofale da una materia iniziale vile.<\/p>\n<p>Il parallelo Cristo nato dalla Vergine Maria = Lapis (pietra Filosofale) nato dall&#8217;Acqua Mercuriale trova spazio gi\u00e0 nella prima alchimia latina e conduce ad interpretare tutto il mistero cristiano in chiave ermetica.<\/p>\n<p>Il capolavoro di questo filone \u00e8\u00a0<em>l&#8217;Aurora consurgens,\u00a0<\/em>scritta agli inizi del &#8216;300, in cui le Sacre Scritture divengono il pretesto per una lunga esposizione di parabole che in realt\u00e0 hanno significato alchemico.<\/p>\n<table width=\"200\" border=\"0\" cellpadding=\"7\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.kuthumadierks.com\/articoli\/trio\/immagini\/Aurora-birdsonthechurch.jpg\" width=\"389\" height=\"565\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\n<div align=\"center\"><em>Pagina del manoscritto &#8220;Aurora Consurgens&#8221;<\/em><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Del 1617 \u00e8 il\u00a0<em>Symbola aureae mensae,\u00a0<\/em>che illustra l&#8217;alchimia come Messa: il sacerdote che officia davanti all&#8217;altare \u00e8 l&#8217;alchimista che lavora davanti all&#8217;athanor; la Pietra Filosofale \u00e8 come l&#8217;ostia, fonte di grazia e di vita eterna; l&#8217;elisir ottenuto con la Grande Opera \u00e8 come il vino eucaristico; la trasmutazione del metallo vile in oro avviene nello stesso modo in cui l&#8217;ostia si trasforma nel corpo di Cristo.<\/p>\n<p>Con l&#8217;identico processo si ricorre alla mitologia greca.<\/p>\n<p>Teseo che lotta nel labirinto di Cnosso \u00e8 l&#8217;alchimista che combatte tra le difficolt\u00e0 della Grande Opera, difficolt\u00e0 dalle quali si esce solo possedendo il filo d&#8217;Arianna, ossia la necessaria conoscenza segreta che fornisce la chiave del lavoro da svolgere; Dedalo ed Icaro, che nel mito evadono dal labirinto usando ali di cera, rappresentano le materie volatili.<\/p>\n<p>Ma il culmine dell&#8217;attenzione mostrata dagli alchimisti per i miti greci \u00e8 raggiunta nell&#8217;interpretazione delle vicende di Giasone e del Vello d&#8217;oro.<\/p>\n<p>Il Vello d&#8217;oro, il cui possesso d\u00e0 l&#8217;abbondanza, \u00e8 la Pietra Filosofale; Giasone che parte sulla nave Argo \u00e8 l&#8217;alchimista che intra-prende la via umida; le fatiche dell&#8217;eroe sono altrettante allegorie delle operazioni da compiere per arrivare al perfezionamento dell&#8217;Opera.<\/p>\n<p>Per spiegare questo ed altri miti alla luce dell&#8217;alchimia, l&#8217;abate Pernety (1716-1801) scrisse\u00a0<em>Le Favole greche ed egiziane svelate.<\/em><\/p>\n<p>Lo stesso autore, nell&#8217;intento di facilitare la comprensione dei trattati di alchimia, compil\u00f2 anche il\u00a0<em>Dizionario mito-ermetico,<\/em>che a sua volta non \u00e8 un modello di chiarezza, poiche attribuisce a molte voci significati troppo generici o troppo oscuri.<\/p>\n<p>A volte l&#8217;allegoria percorre l&#8217;intero testo e non soltanto alcuni brani.<\/p>\n<p>Il\u00a0<em>Libro delle figure gerogljfiche,\u00a0<\/em>scritto agli inizi del XV secolo con la firma dello scrivano parigino Nicolas Flamel, nasconde, sotto la forma di autobiografia reale e documentata, il resoconto del cammino mistico dell&#8217;autore.<\/p>\n<table width=\"200\" border=\"0\" cellpadding=\"7\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.kuthumadierks.com\/articoli\/trio\/immagini\/libro%20flamel.jpg\" width=\"500\" height=\"377\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\n<div align=\"center\"><em>Il Libro delle figure geroglifiche di Nicolas Flamel<\/em><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Nel nucleo centrale della narrazione Flamel ricorda come un giorno sia entrato in possesso di un manoscritto di alchimia molto vecchio, largo e dorato, composto da tre gruppi di sette fogli ciascuno.<\/p>\n<p>Dopo averne studiato invano il contenuto per molti anni, egli si era deciso ad andare in pellegrinaggio a S. Giacomo di Compostela, in Spagna, per chiedere la grazia di una giusta interpretazione.<\/p>\n<p>Adempiuto al voto, sulla via del ritorno aveva incontrato un mercante bolognese ed un ebreo convertito, Mastro Canches.<\/p>\n<p>In compagnia di quest&#8217;ultimo Flamel aveva concluso, via mare, il viaggio verso la Francia, ma al momento dello sbarco l&#8217;amico ebreo era morto, non senza aver prima rivelato il significato dello strano libro.<\/p>\n<p>Dopo altri tre anni di studio e di lavoro, Flamel era riuscito finalmente ad ottenere la sua prima trasmutazione.<\/p>\n<p>Per molto tempo si \u00e8 discusso se lo scrivano Nicolas Flamel, realmente esistito a Parigi tra la fine del &#8216;300 e gli inizi del&#8217; 400, sia stato davvero un alchimista e se davvero sia da considerare l&#8217;autore del\u00a0<em>Libro delle figure gerogljfiche.<\/em><\/p>\n<p>Per i seguaci dell&#8217;alchimia la questione \u00e8 irrilevante, ci\u00f2 che conta \u00e8 il significato riposto.<\/p>\n<p>Il manoscritto vecchio, largo e dorato simboleggia un sapere antico, di vasta dottrina, che ha per oggetto i metalli.<\/p>\n<p>I ventuno fogli sono le sette operazioni dell\u2019alchimia, da ripetersi tre volte.<\/p>\n<p>Il pellegrinaggio a Compostela \u00e8 l\u2019allegoria della strada da seguire per giungere all\u2019illuminazione, da ottenersi con la fede e la devozione.<\/p>\n<table width=\"200\" border=\"0\" cellpadding=\"7\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.kuthumadierks.com\/articoli\/trio\/immagini\/Nicolas%20Flamel.jpg\" width=\"363\" height=\"640\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\n<div align=\"center\"><em>Nicolas Flamel (incisione di Rembrandt)<\/em><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Nel terzetto Flamel &#8211; mercante bolognese \u2013 Mastro Canches \u00e8 la dissoluzione della materia prima.. Analogamente, anche altri elementi della biografia possono essere colti allegoricamente.<\/p>\n<p>Nella storia della letteratura alchemica il moltiplicarsi degli strumenti di occultamento dei contenuti cammina di pari passo con il proliferare degli scritti.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un caso se si considera che i libri di alchimia si sono fatti pi\u00f9 frequenti via via che la trasmissione orale della dottrina, da maestro a discepolo, diventava sempre pi\u00f9 rara.<\/p>\n<p>E\u2019 da supporre che nel momento in cui l\u2019insegnamento e il contatto personale iniziarono ad essere un\u2019eccezione, i maestri abbiano sentito la necessit\u00e0 di affidare alla scrittura il proprio sapere, premurandosi per\u00f2 di nasconderne le chiavi.<\/p>\n<p>Il lettore poco saggio o frettoloso avrebbe cos\u00ec intravisto soltanto le meraviglie del giardino alchemico.<\/p>\n<p>Ogni sapere sarebbe stato riservato al lettore capace di meritarlo con un paziente, quotidiano lavoro di meditazione ispirato a quel motto dell\u2019alchimia che raccomanda: &#8220;<em>Prega, leggi, leggi, leggi, rileggi, lavora e troverai<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 la difficolt\u00e0 di accesso non serve soltanto a tener lontano i curiosi e gli indegni; \u00e8 anche lo strumento idoneo a trasformare i meccanismi mentali del lettore, rompendo il suo ordine logico e risvegliando in lui regioni di coscienza oscurate, le uniche a consentirgli di comprendere l\u2019essenza della Grande Opera.<\/p>\n<p>La rottura del piano razionale come mezzo indispensabile per poter accedere allo stato di risveglio, di illuminazione, in cui tutto acquista un senso, \u00e8 lo stesso perseguito dallo Zen e da altre dottrine esoteriche.<\/p>\n<p>Il cifrario pi\u00f9 difficile da sormontare non \u00e8 dunque quello esterno al testo, che \u2013 quando \u00e8 presente \u2013 pu\u00f2 essere ricostruito con qualche sforzo.<\/p>\n<p>Il vero cifrario, che rende impenetrabili i testi, \u00e8 quello non convenzionale che proviene naturalmente dalla realt\u00e0 che cela. Come scrive Butor: &#8220;<em>E\u2019 dunque vano indagare quale aspetto del simbolismo sia destinato a sviare. Tutto svia e rivela in pari tempo.<\/em>&#8220;.<\/p>\n<\/div>\n<p align=\"justify\">\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"themify_builder_content-420\" data-postid=\"420\" class=\"themify_builder_content themify_builder themify_builder_front\">\n\t\n\t\n<\/div>\n<!-- \/themify_builder_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Leggere per la prima volta un libro di alchimia e cercare di cogliervi un senso preciso \u00e8 un&#8217;esperienza frustrante: enigmi, contraddizioni, allegorie, simboli, interruzioni e reticenze improvvise suscitano in chi legge l&#8217;impressione di essere vittima di una beffa straordinaria. N\u00e9 potrebbe essere altrimenti di fronte ad una ricetta che inizia cos\u00ec: &#8220;Per estrarre l&#8217;anima dell&#8217;asino(&#8230;)<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-420","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-annomagico"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.artesupremadeltrigono.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/420","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.artesupremadeltrigono.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.artesupremadeltrigono.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.artesupremadeltrigono.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.artesupremadeltrigono.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=420"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.artesupremadeltrigono.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/420\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":421,"href":"https:\/\/blog.artesupremadeltrigono.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/420\/revisions\/421"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.artesupremadeltrigono.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=420"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.artesupremadeltrigono.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=420"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.artesupremadeltrigono.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=420"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}