{"id":355,"date":"2016-04-25T16:59:49","date_gmt":"2016-04-25T14:59:49","guid":{"rendered":"http:\/\/artesupremadeltrigono.com\/blog\/?p=355"},"modified":"2016-04-25T16:59:49","modified_gmt":"2016-04-25T14:59:49","slug":"il-mito-la-nascita-degli-dei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.artesupremadeltrigono.com\/?p=355","title":{"rendered":"Il Mito: La nascita degli Dei"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\">\n<p align=\"center\">\n<table width=\"95%\" border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\n<div align=\"left\"><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\n<div align=\"justify\">\n<p>E&#8217; importante scandagliare attraverso le storie dei miti, per portare in superficie quella conoscenza che probabilmente prima dell&#8217;avvento della scrittura, veniva tramandata da bocca a orecchio e, sicuramente anche in questo caso, per mezzo di racconti, parabole e, appunto, poemi epici, dal contenuto allegorico.<\/p>\n<p>Pertanto ci\u00f2 che ci si deve pref\u00ecggere, \u00e8 il tentativo di penetrare nel simbolo per poter raggiungere il suo &#8220;nucleo aureo&#8221;, se cos\u00ec lo vogliamo chiamare, nel quale \u00e8 celata la sintesi universale contenuta nel suo spirito.<\/p>\n<p>Questo seme di conoscenza che non \u00e8 altro che la manifestazione del divino, presente in ogni cosa e quindi anche nelle forze e nelle leggi operanti nel mondo, sempre e comunque, \u00e8 patrimonio dell&#8217;umanit\u00e0 e di conseguenza di ogni singolo individuo; a prescindere dal sesso, dalla razza o dal credo.<\/p>\n<p>Gli dei sono i portatori di questo messaggio, essi sono presenti in tutte le tradizioni, magari con caratteristiche e\u00a0 nomi diversi, adatti alle varie culture, ma sempre messaggeri di un monito che invita l&#8217;uomo &#8220;mortale&#8221; a ricercare il trascendente.<\/p>\n<table width=\"200\" border=\"0\" cellspacing=\"10\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.kuthumadierks.com\/articoli\/siam\/immagini\/dei_olimpo_grande.jpg\" width=\"557\" height=\"442\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Tuttavia, anche se nei miti gli dei assumono, a volte sembianze umane, a volte animali, i loro poteri o meglio la loro essenza spirituale, \u00e8 cosa assai difficile da raggiungere per l&#8217;essere umano. Sembra pertanto, che questo baratro che divide l&#8217;immortale dal mortale, da ci\u00f2 che \u00e8 destinato ad invecchiare, sia insuperabile.<\/p>\n<p>Comunque, nonostante ci\u00f2, come emerge dagli stessi poemi epici, noi siamo anche loro figli; ci\u00f2 significa che sicuramente qualche loro caratteristica, l&#8217;abbiamo ereditata e probabilmente, proprio quella scintilla sacra che quindi non \u00e8 al di fuori di noi, ma va ricercata nella nostra intimit\u00e0.<\/p>\n<p>Insomma, questi dei fanno parte del nostro patrimonio genetico e non ne sono assolutamente scevri.<\/p>\n<p>Gli dei sono dentro di noi e non al di fuori.<\/p>\n<p>Operare quindi, un lavoro di tipo analogico, ci pu\u00f2 portare a scoprire l&#8217;universalit\u00e0 dei miti stessi e come questi siano, in realt\u00e0, la trasposizione in un certo senso fantastica, di ci\u00f2 che l&#8217;uomo deve, invece, fare per la sua evoluzione spirituale.<\/p>\n<p>Secondo il mito sumero, per esempio, dall&#8217;immenso oceano primordiale, si origin\u00f2 la Montagna Cosmica, dove ancora il cielo e la terra, erano indistinti e rappresentati da An (cielo) e Ki (terra).<br \/>\nQuesti generarono Eniil il dio dell&#8217;aria, che determin\u00f2 la separazione tra cielo e terra.<\/p>\n<table width=\"200\" border=\"0\" cellspacing=\"10\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.kuthumadierks.com\/articoli\/siam\/immagini\/sigillo1.jpg\" width=\"382\" height=\"250\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Secondo la tradizione occidentale del mito greco, all&#8217;inizio vi era il Caos, cio\u00e8 il vuoto costituito da un immenso abisso oscuro, dove non c&#8217;era nulla o meglio, potremmo dire che esisteva una materia primordiale ancora indifferenziata.<\/p>\n<p>Come nel caso analogo sumero, dove in questo oceano, come loro lo definiscono, cielo e terra non erano ancora separati, fino a quando non generarono Eniil, il dio dell&#8217;aria che separ\u00f2 e distinse, appunto, il cielo e la terra.<\/p>\n<p>A questo punto, voglio fare un&#8217;osservazione che entra nella speculazione, di quanto poi, a poco, a poco, verr\u00e0 approfondito in seguito; se l&#8217;aria separa cielo e terra, non possiamo, per ovvie ragioni, associare al cielo, come normalmente viene definito, l&#8217;elemento aria, altrimenti questa sarebbe gi\u00e0 esistita e non avrebbe avuto\u00a0 bisogno di essere ulteriormente separata.<\/p>\n<p>E&#8217; probabile perci\u00f2, che il cielo rappresenti una condizione energetica della materia stessa, o terra, che per opera di una distillazione, ha generato una differenziazione, quindi una distinzione, come se lo spesso di un elemento, fosse stato separato per mezzo di una sua rarefazione, dal sottile. (Rarefazione- aria-Enlil = spirito delle cose?).<\/p>\n<p>Per il momento ritorniamo ai nostri miti; da questo abisso oscuro, o vuoto, o oceano primordiale, come vogliamo chiamarlo, vengono fuori, Gea (La terra). Tartaro (L&#8217;inferno), poi la notte (\u00c8rebo) e infine Eros.<br \/>\nE&#8217; importante esaminare ad uno ad uno questi elementi, per poter seguire poi la genealogia che ne deriva.<\/p>\n<p>Ogni cosa, dei e mortali, hanno preso vita dal Caos, al quale si attribuisce il significato di principio entro il quale tutto \u00e8 in stato di confusione; ci\u00f2 evidenzia, quindi, che il Caos, pur non essendo un dio, e tantomeno un mortale, possedeva in s\u00e9 ci\u00f2 che occorreva per creare e dare vita alle generazioni degli dei e dei mortali postume.<\/p>\n<p>In esso \u00e8 presente perci\u00f2, un principio creativo che deve essere attivato per poter, appunto, generare.<\/p>\n<p>Tuttavia, non abbiamo dei particolari precisi, come questo sia accaduto all&#8217;inizio; come accennato, il mito narra che improvvisamente, da questa aggrovigliata &#8220;materia&#8221;, sorsero la Terra, \u00c8rebo, la Notte, Tartaro.<\/p>\n<p>Gea, quindi, \u00e8 la terra che si manifesta come prima creazione distinta; \u00e8 interessante notare come successivamente, emergono le prime divinit\u00e0 che hanno attinenza con l&#8217;oscurit\u00e0 e il buio pi\u00f9 cupo.<br \/>\nCos\u00ec \u00c8rebo \u00e8 il luogo pi\u00f9 profondo degli Inferi, la Notte rappresenta l&#8217;oscurit\u00e0 primordiale (Figlia del Caos) e poi Tartaro, gli Inferi stessi, luogo dove furono imprigionati gli dei della prima generazione, sconfitti da Zeus.<\/p>\n<table width=\"200\" border=\"0\" cellspacing=\"10\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.kuthumadierks.com\/articoli\/siam\/immagini\/eros_psiche.jpg\" width=\"450\" height=\"360\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Il nero e l&#8217;oscurit\u00e0 sono perci\u00f2, la prima manifestazione individuabile della creazione; dopo la comparsa della Terra, essi assumono le sembianze, in sostanza, di un utero entro il quale si sviluppa la vita. Il binomio terra-oscurit\u00e0, quindi, contenitore e matrice insita nel contenitore, \u00e8 uguale alla potenzialit\u00e0 per lo sviluppo della vita.<\/p>\n<p>Occorre, per\u00f2, un altro elemento a che le sinergie necessario alla nascita avvengano; qualcosa che inneschi i processi germinativi fra la terra e la sua intima matrice. Assistiamo, infatti, alla nascita del dio Eros; con lui iniziano le trasformazioni, quegli amalgami che danno avvio alla realt\u00e0 delle cose, cio\u00e8 le rende vive.<\/p>\n<p>Come forza primordiale, il suo potere si estende non solo agli esseri umani, ma anche agli animali, ai vegetali, ai minerali e ai liquidi e fluidi; ha la capacit\u00e0 di fondere e unificare. E&#8217; la scintilla di attrazione che fa congiungere le cose e le spinge a creare la vita&#8230; Essa genera i mondi.<\/p>\n<p>Con la comparsa di Eros dalla terra, incominciano ad apparire dei che rappresentano la luce del giorno (Emera), il Ciclo (Urano) e l&#8217;aria azzurra che fascia la Terra (Etere); viene cos\u00ec, a crearsi un equilibrio tra quelle che potremmo definire, le forze negative, ma non in senso dispregiativo e le forze positive.<\/p>\n<p>Luce e tenebre si contendono le sorti del mondo, dirigendone la creazione che vede apparire col sorgere del mare, dei monti e tutto ci\u00f2 che \u00e8 conforme alla natura, la configurazione delle sue caratteristiche.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 sembrare un controsenso che la nascita di elementi essenziali per la vita, come il Cielo, il Mare o gli Oceani, siano deputati a Etere e a sua sorella Emera, rispettivamente l&#8217;Aria e la Luce, a loro volta generate dalla Notte, unitasi con suo fratello \u00c8rebo, cui corrisponde, la parte pi\u00f9 cupa e inaccessibile degli inferi.<\/p>\n<p>Fondamentalmente, due forze della stessa polarit\u00e0, hanno creato, cos\u00ec come pure Etere e Emera; tutto ci\u00f2 pu\u00f2 mettere in contraddizione, quanto accennato prima, riguardo le polarit\u00e0 di Luce e Tenebre, che essendo opposte ma complementari, per tradizione e per leggi naturali, hanno la possibilit\u00e0 di procreare.<\/p>\n<p>Non dobbiamo, per\u00f2, dimenticare la presenza di Eros, elemento presente in tutto ci\u00f2 che vive; se pertanto in lui, \u00e8 insito il seme che da la vita, non \u00e8 escluso che questa spoletta, sia comunque inserita, sia nel negativo che nel positivo, a seconda della polarit\u00e0 che la riceve.<\/p>\n<p>Pertanto, nell&#8217;oscurit\u00e0, non \u00e8 tutto nero e nella Luce non \u00e8 tutto bianco. Questo concetto richiama palesemente lo Yin e lo Yang.<\/p>\n<p>Va da s\u00e9, perci\u00f2, che anche dagli &#8220;Inferi&#8221;, \u00e8 possibile estrarre la Luce, come la Luce, di conseguenza, se non \u00e8 indirizzata per una giusta causa, pu\u00f2 trasformarsi in tenebra. Proseguiamo ora con la narrazione del mito che ci dice che la Terra si un\u00ec con Urano (il Cielo) e da essi nacquero i dodici Titani, sei maschi e sei femminine e tr\u00e9 Ciclopi e tr\u00e9 Centimani.<\/p>\n<table width=\"200\" border=\"0\" cellspacing=\"10\" cellpadding=\"0\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.kuthumadierks.com\/articoli\/siam\/immagini\/ciclop31.jpg\" width=\"246\" height=\"300\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Nel momento in cui la &#8220;terra si unisce con il proprio cielo&#8221;, incominciano a nascere &#8220;creature divine&#8221;; \u00e8 l&#8217;inizio di quella fase di trasformazione, che anche se non appare visibilmente,\u00e8 presieduta da Eros, colui che detiene la forza magnetica di attrazione germinativa.<\/p>\n<p>Il mito prosegue con la rivalit\u00e0 fra padre e figlio, che sembra essere la cosa pi\u00f9 antica del mondo: Crono, ultimo dei Titani maschi, generati da Urano e Terra, si ribell\u00f2 al padre, insieme ai suoi fratelli e sorelle che dimoravano nei cieli, questo perch\u00e9 Urano voleva rilegarli nel Tartaro.<\/p>\n<p>Dopo lo scontro che ne segu\u00ec, Crono ebbe la meglio e Urano, battuto e sanguinante per le ferite ricevute, fugg\u00ec, creando, per\u00f2, ad ogni goccia del suo sangue che cadeva per terra, i Giganti e le Erinni.<\/p>\n<p>Crono govern\u00f2 incontrastato, ma sospettando di tutti, rinchiuse i Titani nelle profondit\u00e0 della terra, perch\u00e9 come gli aveva predetto Urano, anche lui sarebbe stato detronizzato da un suo figlio; fu cos\u00ec che ogni nascituro, veniva da lui mangiato, fino a che, alla nascita di Zeus, ultimo erede. Rea lo nascose, ingannando il marito con una pietra che lui divor\u00f2. Zeus, poi, venuto a conoscenza dei misfatti del padre, aiutato da Gea la terra, fece ingoiare a Crono, un&#8217;erba particolare, che lo port\u00f2 a vomitare tutti i suoi figli, che infine mossero, guidati da Zeus, alla conquista dell&#8217;Olimpo.<\/p>\n<p>In questa parte del mito, si pu\u00f2 osservare come dei cambiamenti sostanziali, siano da attribuire al pi\u00f9 giovane di una generazione di figli; Crono, l&#8217;ultimo dei Titani, succede a Urano, Zeus, ultimo dei figli generati da Crono, detronizza suo padre. Questo ha una valenza importante, se vogliamo attribuire ai miti e a questo in particolare, il significato della rigenerazione umana, a livello individuale, intendendo con questa, l&#8217;emancipazione del proprio s\u00e9, attraverso l&#8217;utilizzo che Madre Natura ha messo a disposizione dell&#8217;uomo e della donna.<\/p>\n<p>Sia Crono che Zeus, quindi, sono ambedue l&#8217;ultimo risultato di un processo di generazione; essi presentano, perci\u00f2, il modello perfetto ed elaborato, dopo tante ripetizioni di un certo atto. In questo caso, quello di mettere al mondo figli. Analogamente, \u00e8 il tentativo alchemico di creare un &#8220;figlio sempre pi\u00f9 perfetto&#8221;, al quale si pu\u00f2 tendere elaborando via, via il Mercurio dei Filosofi, verso la sua migliore qualit\u00e0.<\/p>\n<p>Ecco, perci\u00f2, che alla fine di una catena di tentativi, viene a crearsi e manifestarsi con successo, il nuovo, il giovane, un&#8217;energia totalmente rinnovata che determina il salto qualitativo.<\/p>\n<p>Tutto ha inizio dall&#8217;unione della Terra e del Cielo, come abbiamo gi\u00e0 visto prima, o meglio dalla possibilit\u00e0 che l&#8217;uomo, inteso come umanit\u00e0, ha di conquistare il proprio cielo interiore (testa), liberando dagli Inferi, i suoi stessi Titani e raffinando la sua genealogia.<\/p>\n<p>E&#8217; opportuno notare, ci\u00f2 che Urano compie alla nascita di ogni suo figlio; li nasconde nelle viscere della sua sposa la Terra (Gea).<\/p>\n<p>Questa terra che noi dobbiamo interpretare come la nostra propria terra, riceve nuovamente ci\u00f2 che essa stessa ha creato, cio\u00e8 il frutto del seme generativo; ma per far s\u00ec che da questo frutto si liberi e si emancipi, essa ha bisogno di produrre il ferro, sostanza che essendo magnetica, pu\u00f2 essere attirata.<\/p>\n<p>Contenuta infatti nel sangue, come agente che modifica la sostanza inerte, fa s\u00ec che il sangue stesso si rigeneri e assuma una qualit\u00e0 a una pi\u00f9 alta frequenza vibratoria.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 Urano, perdendo il suo sangue, dopo essere stato castrato dal figlio\u00a0 Crono, con la falce di ferro fornita da Gea stessa, genera nuove creature divine, cos\u00ec da lasciare un ricordo di s\u00e9 che deve a sua volta, essere amplificato; nulla, infatti, si perde definitivamente, perch\u00e9 la memoria che \u00e8 esperienza accumulata, si ripropone sempre. E sempre da questa si pu\u00f2 attingere e possono attingervi le nuove generazioni.<\/p>\n<p>Dal sacrificio di Urano che perde la sua virilit\u00e0, caduta in mare, nasce Afrodite; rammentando che Urano rappresenta il cielo, dovremmo considerare che ci\u00f2 che \u00e8 contenuto nel ciclo, viene ricondotto e rimescolato con le acque (fluidi).<\/p>\n<table width=\"200\" border=\"0\" cellspacing=\"10\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.kuthumadierks.com\/articoli\/siam\/immagini\/Botticelli_NascitaVenere_800.jpg\" width=\"583\" height=\"430\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Da questo incontro, come il mito narra, si produce una schiuma, che volendola associare al mercurio, ha il potere di creare l&#8217;energia pi\u00f9 grande e pi\u00f9 potente che esista: l&#8217;Amore al quale viene data l&#8217;immagine di Afrodite, la Venere dei romani.<\/p>\n<p>Tuttavia, l&#8217;utilizzo delle potenzialit\u00e0 di tale energia, sono a discrezione di chi la gestisce; infatti, la dea Afrodite ha peculiarit\u00e0 diverse. Essa protegge i matrimoni, favorisce l&#8217;intesa amorosa, rende feconde le unioni e fertili i campi, quindi si manifesta nell&#8217;accezione pi\u00f9 armonica e elevata di ci\u00f2 che essa rappresenta; ma altres\u00ec, essa \u00e8 anche la temibile fascinatrice, colei che alimenta la passione smisurata dei sensi, che incita all&#8217;adulterio ecc.<\/p>\n<p>In quest&#8217;ultimo contesto entra, perci\u00f2, in gioco, solo ci\u00f2 che per l&#8217;uomo o la donna rappresenta l&#8217;istinto prettamente animale e favorisce l&#8217;utilizzo dell&#8217;energia- amore, solo per scopi di basso piacere sessuale.<br \/>\nAnalogamente a quanto accade fra Urano e Gea, la stessa situazione si presenta con Rea e Crono.<\/p>\n<table width=\"200\" border=\"0\" cellspacing=\"10\" cellpadding=\"0\" align=\"right\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.kuthumadierks.com\/articoli\/siam\/immagini\/rubens_crono.jpg\" width=\"200\" height=\"426\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Nel loro mito, cui ho accennato antecedentemente, \u00e8 Crono che mangia il prodotto della sua virilit\u00e0; questo tuttavia, non cambia la valenza di quest&#8217;atto, in quanto Rea non va vista disgiunta da Crono stesso, ma assume il significato, simbolicamente parlando, della terra che \u00e8 stata fertilizzata e che dopo molte ripetizioni, ha generato in s\u00e9 il campione della rigenerazione che ravvisiamo in Zeus.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un caso, infatti, che sottratto alla voracit\u00e0 infanticida di Crono, egli sia stato generato, invece, in una caverna a Creta. Le caverne erano considerai luoghi sacri, dove si nascondevano le divinit\u00e0 e qui si facevano nascere eroi e dei stessi; l&#8217;analogia con la nascita del Bambino Ges\u00f9 nella grotta di Betlemme \u00e8 evidente. La caverna o grotta assume, quindi, il significato di ricettacolo del sacro, luogo dove si manifesta lo Spirito Santo, simbolo del pi\u00f9 alto Sacerdozio che l&#8217;uomo pu\u00f2 tenere e custodire nella Grotta del Cuore.<\/p>\n<p>Cos\u00ec Zeus, cresciuto in segreto, si trasforma nel nuovo messaggero, nel nuovo Mercurio, che vuoi riportare ordine nel caos per ristabilire la &#8220;giustizia&#8221; e riscattare i suoi fratelli prigionieri nel ventre del loro padre Crono; non dobbiamo dimenticare che i figli di Crono, sono comunque dei, rappresentano perci\u00f2, un&#8217;elite di personaggi che proprio per la loro condizione, posseggono il potere di creare, questo perch\u00e9 nella parola Dio, \u00e8 contenuto il simbolo dello YOD che come pi\u00f9 volte \u00e8 stato ribadito, rappresenta il numero 10, l&#8217;equilibrio perfetto delle due energie.<\/p>\n<p>Esso,\u00a0analogamente accostato al Mercurio, per essere operativo nella sua potenzialit\u00e0 e al contempo,\u00a0elevato al massimo grado di perfezione, deve essere estratto dai suoi inferi, dove \u00e8 prigioniero e\u00a0trasportato verso l&#8217;alto&#8230; Verso la conquista dell&#8217;Olimpo per poter dominare &#8220;su tutta la terra e su\u00a0tutto il ciclo&#8221; della propria umanit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"right\">\n<p align=\"center\">\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\n<div align=\"right\"><span style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\">Massimo<\/span><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<div id=\"themify_builder_content-355\" data-postid=\"355\" class=\"themify_builder_content themify_builder themify_builder_front\">\n\t\n\t\n<\/div>\n<!-- \/themify_builder_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; importante scandagliare attraverso le storie dei miti, per portare in superficie quella conoscenza che probabilmente prima dell&#8217;avvento della scrittura, veniva tramandata da bocca a orecchio e, sicuramente anche in questo caso, per mezzo di racconti, parabole e, appunto, poemi epici, dal contenuto allegorico. 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