{"id":1237,"date":"2021-08-28T08:55:33","date_gmt":"2021-08-28T06:55:33","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.artesupremadeltrigono.com\/?p=1237"},"modified":"2021-08-28T08:55:36","modified_gmt":"2021-08-28T06:55:36","slug":"cappuccetto-rosso-un-rito-iniziatico-femminile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.artesupremadeltrigono.com\/?p=1237","title":{"rendered":"Cappuccetto rosso, un rito iniziatico femminile"},"content":{"rendered":"\n<p>La fiaba di Cappuccetto Rosso, diffusa anticamente e in prevalenza nell\u2019Europa centrosettentrionale e meridionale, \u00e8 uno tra i racconti pi\u00f9 famosi ed antichi che si conoscano, e la sua trama rivela profonde e segrete conoscenze iniziatiche primitive. La versione pi\u00f9 comunemente diffusa, raccolta e rivisitata dai fratelli Grimm nel libro&nbsp;<em>\u201cKinder -U. Hausm\u00e4rchen\u201d&nbsp;<\/em>del 1812,\u00e8 solo una tra le numerose versioni esistenti. La fiaba era gi\u00e0 narrata nel XIV secolo in Francia e le tradizioni orali dei territori europei hanno divulgato molte trame diverse della stessa storia. Una versione assai diversa \u00e8 raccontata da Charles Perrault ne&nbsp;<em>I racconti di mamma Oca&nbsp;<\/em>nel 1697, dove Cappuccetto Rosso viene fatta spogliare dal lupo travestito da nonna, e in seguito mangiata, senza il classico lieto fine. In un mito romagnolo riportato da Anselmo Calvetti nel libro \u201c<em>Antichi miti di Romagna. Folletti, spiriti delle acque e altre figure magiche nelle tradizioni romagnole\u201d del 1987, la trama della fiaba \u00e8 altrettanto diversa. Cappuccetto Rosso percorre, sola, la strada che porta alla&nbsp;<\/em>casa della nonna. Quando esce dal sentiero, per fermarsi a cogliere dei fiori sotto agli alberi, viene apostrofata dal lupo che la convince a dividersi le frittelle e il vino che la madre le ha dato. In seguito la bestia giunge a casa della nonna, si fa aprire imitando la voce della bambina e inghiotte l\u2019anziana. Quando arriva Cappuccetto Rosso il lupo, travestito con gli abiti della vecchia, serve alla bambina alcune pietanze preparate con parti del corpo della nonna. La giovane protagonista, ignara, accetta di mangiarle e non appena ha finito viene anch\u2019essa divorata. Un cacciatore, che passeggiava nel bosco, entra nella casina vedendo la porta aperta e, trovato il lupo addormentato, sventra l\u2019animale liberando cos\u00ec la bambina e la nonna&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.antrodithoth.com\/2021\/05\/21\/cappuccetto-rosso-un-rito-iniziatico-femminile\/#sdfootnote1sym\"><sup>1<\/sup><\/a>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.antrodithoth.com\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Little_Red_Riding_Hood_-_J._W._Smith-712x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7191\"\/><figcaption>Cappuccetto Rosso di Jessie Willcox Smith, 1911<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Nelle cinque versioni della fiaba pubblicate dalla rivista \u201cM\u00e9lusine\u201d, il lupo induce la bambina ignara a mangiare parti del corpo della nonna e a berne il sangue, nonostante un uccello o un gatto cerchi di avvertirla dell\u2019inganno che il lupo sta compiendo. Lo stesso episodio di involontario cannibalismo di Cappuccetto Rosso \u00e8 anche presente in una versione che C. Schneller raccolse nel Trentino e pubblic\u00f2 ad Innsbruck nel 1867. L\u2019Orco, che svolge il ruolo del lupo, offre alla bambina riso, polpette, vino che sono in realt\u00e0 denti, guance e sangue della nonna&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.antrodithoth.com\/2021\/05\/21\/cappuccetto-rosso-un-rito-iniziatico-femminile\/#sdfootnote2sym\"><sup>2<\/sup><\/a>. In una versione romagnola raccolta dalla signora Angelina Testa nel 1974, e pubblicata dallo studioso e folclorista Anselmo Calvetti, Cappuccetto Rosso va nel bosco per fare visita alla nonna malata. Incontra poi il lupo che mangia la colazione destinata alla nonna. Il lupo precede la bambina presso la casa della nonna, divora la vecchia, ne indossa le vesti e si mette sotto le coltri del letto. Da questo punto, Anselmo Calvetti espone pi\u00f9 dettagliatamente la versione della fiaba di Angelina Testa:<\/p>\n\n\n\n<p>Arrivata alla casa della nonna, Cappuccetto Rosso racconta al lupo, che non riconosce sotto le vesti della nonna, quello che le \u00e8 capitato nel bosco. Poi dice che la lunga camminata le ha fatto venire la fame.<br>\u201cSe hai fame\u201d dice il lupo \u201capri la madia e mangia due o tre tortellini che sono rimasti in un piattino\u201d. Mentre Cappuccetto Rosso mangia, il lupo mormora: \u201c<em>Magna agli ur\u00e9c dla tua nona!<\/em>&nbsp;(Mangia le orecchie di tua nonna).\u201d \u201cHai ancora fame? In un tegamino ci sono due o tre lasagne\u201d e poi mormora \u201c<em>Magna al bud\u00e9l dla tua nona!&nbsp;<\/em>(Mangia le budella della tua nonna).\u201d \u201cHai ancora fame? In un tegamino sono rimasti due o tre manfettini\u201d e mormora \u201c<em>Magna i dent dla tua nona!&nbsp;<\/em>(Mangia i denti della tua nonna).\u201d \u201cHai sete? Nell\u2019angoliera c\u2019\u00e8 una bottiglietta di vino rosso.\u201d \u201c&nbsp;<em>Bev e sangh dla tua nona!<\/em>&nbsp;(Bevi il sangue della tua nonna).\u201d Dopo che Cappuccetto Rosso ha mangiato e bevuto, il lupo le dice: \u201cSe sei stanca, vieni nel letto vicino a me.\u201d \u201cNonna che peli lunghi hai!\u201d \u2013 esclama la bambina \u2013 \u201cMi sono sciolta i capelli\u201d \u2013 esclama il lupo. \u201cChe piedi grandi hai!\u201d \u2013&nbsp;<em>\u201cTrop camin\u00e8&nbsp;<\/em>(Troppo camminare).\u201d \u2013 \u201cChe mani grandi hai\u201d \u2013 \u201c<em>Trop fil\u00e9<\/em>&nbsp;(Troppo filare).\u201d \u2013 \u201cChe orecchie grandi hai!\u201d \u2013 \u201c<em>Trop \u2018scut\u00e8<\/em>&nbsp;(Troppo ascoltare).\u201d \u2013 \u201cChe occhi grandi hai!\u201d \u2013 \u201cT<em>rop guard\u00e9&nbsp;<\/em>(Troppo guardare).\u201d \u2013 \u201cChe naso grande hai!\u201d \u2013 \u201c<em>Trop tabach\u00e9&nbsp;<\/em>(Troppo fiutare il tabacco).\u201d \u2013 \u201cChe bocca grande hai!\u201d \u2013 \u201cHam!\u201d e in un sol boccone il lupo inghiotte la bambina. Un cacciatore, che passa vicino alla casa della nonna, trova la porta aperta e vede il lupo che russa disteso sul letto. Col coltello apre la pancia del lupo da cui escono Cappuccetto Rosso e la nonna, ancora vive. Il cacciatore accompagna la bambina fino al paese, dai suoi genitori, e le raccomanda di tenersi lontana dai pericoli del bosco&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.antrodithoth.com\/2021\/05\/21\/cappuccetto-rosso-un-rito-iniziatico-femminile\/#sdfootnote3sym\"><sup>3<\/sup><\/a>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.antrodithoth.com\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Walter_Crane26.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7176\"\/><figcaption>\u201cPer vederti meglio\u201d xilografia di Walter Crane<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Inoltre, tra le versioni pi\u00f9 arcaiche della fiaba, vi \u00e8 un altra trama, raccolta dallo stesso Anselmo Calvetti nel 1969 a Sant\u2019Omero, in provincia di Teramo, dalla signora Maria Di Didomenicoantonio. Diversamente dalle altre versioni, Cappuccetto Rosso presta ascolto agli avvertimenti dei&nbsp;<em>piceril<\/em><em>li<\/em>&nbsp;o&nbsp;<em>picurilli<\/em>&nbsp;(animaletti)e, con pretesti, rifiuta di mangiare la schiacciata, fatta con le budella della nonna, i denti che sono nella pagnotta, di bere il sangue nel boccale. Chiede al lupo il permesso di allontanarsi per fare i bisogni. Non fidandosi, il lupo lega la bambina con una corda e la cala nella stalla sottostante. Cappuccetto Rosso si scioglie dai lacci ai quali appende due caproni. Il lupo tira la corda e, sentendo il belato delle bestie, capisce che la bambina \u00e8 fuggita&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.antrodithoth.com\/2021\/05\/21\/cappuccetto-rosso-un-rito-iniziatico-femminile\/#sdfootnote4sym\"><sup>4<\/sup><\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli elementi della fiaba arcaica di Cappuccetto Rosso, come ad esempio la scelta di un percorso nel bosco, l\u2019ignaro \u201cpasto cannibalesco\u201d della nonna e la mancata presenza del salvataggio ad opera del cacciatore, ci inducono a pensare \u2013 dello stesso parere fu anche Anselmo Calvetti \u2013 che molto probabilmente in origine l\u2019intera narrazione, vista in luce simbolica e analogica, fosse un rito di iniziazione femminile preistorico, un rituale di passaggio per un nuovo membro nella comunit\u00e0 adulta. Durante il rito, un neofita incontrava il proprio animale totemico (il lupo) e la sua anima veniva ingoiata o fatta a pezzi dallo spirito dell\u2019animale, venendo poi riportato in vita. Tale liturgia, che corrisponde ai riti di iniziazione giovanile, \u00e8 praticata da sempre dalle attuali popolazioni primitive dell\u2019Africa, dell\u2019America e dell\u2019Oceania e che, in epoca preistorica, dovettero essere praticati anche dalle comunit\u00e0 di cacciatori preistorici insediate in Europa.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.antrodithoth.com\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/grotta-di-Chauvet-mano-696x522-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7177\"\/><figcaption>Impronte rituali di mani femminili nella grotta Chauvet in Francia<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Le favole, come osservava l\u2019antropologo ed etnologo Giuseppe Cocchiara, rappresentano, assieme a tutta la poesia popolare, un vero e proprio documento etnografico. Nella favola sopravvivono tradizioni, usanze e credenze di origine molto antica, e che spesso sono scomparse come tradizioni e riti popolari veri e propri. Tra tutte le fiabe popolari, le cosiddette fiabe di magia, secondo la definizione e la struttura data dall\u2019antropologo russo Vladimir Jakovlevi\u010d Propp nel libro&nbsp;<em>\u201cLe radici storiche dei racconti di fate\u201d<\/em>, sono caratterizzate dalla medesima impostazione, e sono utili in particolar modo per ricostruire lo svolgimento dei riti arcaici di iniziazione. Il bosco, che innumerevoli tradizioni culturali designano come luogo deputato all\u2019iniziazione dei giovani, rappresenterebbe la scena di una complessa sequenza liturgica, la cui partecipazione avrebbe consentito al neofita, al quale era rigorosamente interdetto il contatto con i familiari, l\u2019ingresso nel mondo sociale della trib\u00f9. Terminato il periodo di preparazione ed impartite al giovane utili istruzioni legate alla sopravvivenza, gli adulti della comunit\u00e0 si sarebbero cimentati nella costruzione di una capanna di frasche, spesso di forma animale, attraverso la cui stretta apertura avrebbero poi introdotto il neofita, dopo averlo sottoposto a incisioni dolorose nonch\u00e9 all\u2019ingestione di sostanze inebrianti. Tale percorso, che terminava con la liberazione del soggetto dal simulacro, sarebbe servito per inscenare la morte e la rinascita di un membro della comunit\u00e0, quale momento di transizione tra l\u2019et\u00e0 dell\u2019infanzia e quella della piena maturit\u00e0&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.antrodithoth.com\/2021\/05\/21\/cappuccetto-rosso-un-rito-iniziatico-femminile\/#sdfootnote5sym\"><sup>5<\/sup><\/a>. Solo entrando in comunione con lo spirito animale totemico del proprio clan (o individuale), il giovane veniva trasformato ed \u00e8 in grado di diventare pienamente un membro adulto della comunit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.antrodithoth.com\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/scott-gustafson-little-red-riding-hood-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7180\"\/><figcaption>Cappuccetto Rosso e il lupo travestito da nonna<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Cappuccetto Rosso, durante la narrazione della fiaba, si ferma pi\u00f9 volte nel bosco e incontra spesso il lupo, il suo spirito alleato, il quale pretende un\u2019offerta simbolica di cibo da parte della bambina (neofita) per portare a compimento il rituale iniziatico nella casa della nonna. Il lupo, travestito dalla nonna di Cappuccetto Rosso, rappresenta l\u2019antico antenato da cui tutto il clan o la trib\u00f9 discendono, incarnando le qualit\u00e0 e gli attributi divini presenti nel clan. Il lupo, nelle mitologie europee, \u00e8 una animale sia distruttivo che fecondo. Attraverso la distruzione, il lupo provoca la metamorfosi e la trasformazione, e come animale psicopompo, guida le anime dei vivi e dei morti oltre la soglia, nel mondo degli spiriti. Nel mondo greco arcaico, esistevano rituali che prevedevano l\u2019uso di maschere e implicavano una trasformazione dei partecipanti, che spesso comportavano una trasmutazione in animale oppure la personificazione di antenati o di divinit\u00e0. Presso il santuario del Monte Liceo, in Arcadia, dedicato a Zeus Lykaios, si svolgevano rituali iniziatici dove veniva servita carne umana mescolata a quella di alcuni animali: coloro che avessero gustato questo cibo si credeva che si sarebbero trasformati in uomini-lupo (lykanthropoi). Liberatisi degli abiti, costoro attraversavano a nuoto uno stagno e vivevano per nove anni tra i monti, sotto le spoglie di lupi. Il decimo anno gli iniziati ripassavano lo stagno e ridiventavano uomini&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.antrodithoth.com\/2021\/05\/21\/cappuccetto-rosso-un-rito-iniziatico-femminile\/#sdfootnote6sym\"><sup>6<\/sup><\/a>. Sempre in Antica Grecia, le iniziazioni femminili si svolgevano invece a Braudron presso il santuario dedicato alla dea Artemide, Signora della caccia e delle belve, dove le giovani imitando le movenze dell\u2019orsa, animale sacro alla dea, si impadronivano dei suoi poteri e si identificavano con un aspetto della dea stessa. Le \u201corse di Brauron\u201d si apprestavano ad accedere a pieno titolo nella polis in qualit\u00e0 di mogli e di madri&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.antrodithoth.com\/2021\/05\/21\/cappuccetto-rosso-un-rito-iniziatico-femminile\/#sdfootnote7sym\"><sup>7<\/sup><\/a>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.antrodithoth.com\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/13177857_1721630461412006_3008287792602141382_n.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7182\"\/><figcaption>Artemide e i lupi, illustrazione<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Il pi\u00f9 importante rito di iniziazione per ogni donna \u00e8 quello del menarca, ovvero la prima mestruazione. E\u2019 il momento in cui ogni ragazza diventa donna, l\u2019inizio di un viaggio di iniziazione spirituale che culmina con la menopausa. Anticamente, questo sacro rito di importanza vitale veniva celebrato con una gran festa assieme a tutte le altre donne del clan, e si credeva che i sogni delle ragazze durante la prima mestruazione contenessero preziose indicazioni sul loro futuro. Il colore rosso e il sangue in Cappuccetto Rosso sono tra gli elementi pi\u00f9 di spicco nel racconto ed indicano il passaggio da bambina a ragazza. Questi riti di iniziazione sono un elemento di continuit\u00e0 con antichissime cerimonie risalenti al periodo preistorico del Neolitico, dove ogni aspetto divino femminile e maschile apparteneva alla Grande Madre e le donne avevano un potere centrale come capo trib\u00f9 e guida spirituale. Nella favola di Cappuccetto Rosso, il femminile \u00e8 predominante e protagonista della storia, dove la bambina, la madre e la nonna, rappresentano simbolicamente i tre aspetti della Grande Madre: la Giovane, pura e rappresentazione del nuovo inizio, la Madre, generatrice della vita, disponibile e compassionevole, e la Vecchia Saggia, rappresentante gli antenati e il culmine della vita nella totale conoscenza ed esperienza. I tre aspetti della Grande Madre inoltre esprimono il concetto di nascita-vita-morte-rinascita presente in ogni ciclo naturale e cosmico, e in particolar modo nel ciclo lunare. Il ciclo femminile e il ciclo lunare sono intimamente connessi e il ritmo \u00e8 il medesimo; nelle culture antiche la donna e la Luna danzavano in perfetta sincronia. Nella societ\u00e0 arcaica matriarcale infatti, la donna era una sciamana, guerriera e capo-famiglia, e i riti femminili di passaggio venivano considerati con un occhio di riguardo e tenuti pi\u00f9 in considerazione. E\u2019 possibile dunque che la fiaba di Cappuccetto Rosso possa risalire al periodo di un \u201cmatriarcato\u201d neolitico, dove il lupo era considerato un animale totemico iniziatico anche per il gruppo femminile e non unicamente per i neofiti maschi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.antrodithoth.com\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/CelestialDance.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7184\"\/><figcaption>Danza celestiale iniziatica<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Nelle varie versioni della fiaba si nota che la bambina non ha un vero e proprio nome e viene invece chiamata con un appellativo che rimanda al suo cappuccio e al colore dello stesso. Il cappuccio rosso, elemento rintracciabile all\u2019interno di numerose attestazioni tradizionali quale attributo caratteristico di figure magiche popolari, rappresenterebbe un\u2019icona tipicamente associata ad esseri magici, la cui esistenza sta a cavallo tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Inoltre Cappuccetto Rosso, che d\u00e0 il nome alla fiaba e alla bambina protagonista, potrebbe essere un riferimento simbolico al fungo Amanita Muscaria, un fungo dotato di qualit\u00e0 psicotrope, usato come sostanza psicotropa all\u2019interno del rituale di iniziazione, e con il quale la neofita veniva identificata. L\u2019amanita muscaria, secondo gli studi di Wasson, veniva usato anticamente dalle popolazioni tribali europee come ingrediente magico di fondamentale importanza per causare profonde modificazioni dello stato di coscienza dell\u2019iniziato. La maggiore concentrazione dei principi attivi che permettono questa cambio di stato di coscienza risiede proprio nel cappello rosso e bianco del fungo, chiamato anche \u201cCappuccio Rosso\u201d. La bambina, vestendosi come il fungo, assume a livello magico gli stessi poteri e qualit\u00e0 dello spirito dell\u2019Amanita Muscaria, e nutrendosi delle carni e del sangue della nonna, sua antenata e fungo anch\u2019essa, permette l\u2019accesso agli inferi interiori della neofita, guidata dallo spirito del lupo (animale totem). Se la bambina \u00e8 infatti Cappuccetto Rosso, e se Cappuccetto Rosso sta per Agarico Muscario, allora la nonna \u00e8 anch\u2019essa un fungo di questa specie&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.antrodithoth.com\/2021\/05\/21\/cappuccetto-rosso-un-rito-iniziatico-femminile\/#sdfootnote8sym\"><sup>8<\/sup><\/a>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.antrodithoth.com\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Amanita_muscaria-04.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7186\"\/><figcaption>Amanita Muscaria<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Questa ipotesi viene confermata da un altro racconto popolare raccolto da Alberto Borghini a Galliate (Novara) con una struttura molto simile alla versione ravennate della fiaba di Cappuccetto Rosso. In questa fiaba, una bambina di Galliate va a visitare la nonna portando con se delle frittelle preparate dalla madre. Durante il tragitto incomincia a mangiare le frittelle e quando si accorge di averle involontariamente finite, infila nella tovaglietta degli escrementi di mucca cercando di camuffarli con le briciole rimaste. La nonna assaggia il dolce e non appena ne assapora il gusto sgradevole decide di vendicarsi con la bambina. Il mattino seguente si reca a casa della piccola, la fa a pezzi mentre dorme e sparge per la stanza le varie parti del corpo. Quando la madre torna a casa e scopre cosa \u00e8 successo si dispera e corre per strada urlando. Nel mentre un frate, che passava da quelle parti, ode il pianto disperato e, andato incontro alla madre, le dice che, con l\u2019aiuto di un fungo, potr\u00e0 salvare la bambina. Cos\u00ec il frate si mette alla ricerca del carpoforo (il \u201cfrutto\u201d dei funghi) e dopo averlo trovato torna a casa dalla madre per cucinarlo. Ottiene in questo modo una specie di colla con cui ricompone le parti del corpo della piccola protagonista. A lavoro terminato la bambina riprende coscienza e sul suo corpo non appaiono cicatrici, fatta eccezione per un leggero segno attorno al collo&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.antrodithoth.com\/2021\/05\/21\/cappuccetto-rosso-un-rito-iniziatico-femminile\/#sdfootnote9sym\"><sup>9<\/sup><\/a>. In questa versione novarese della fiaba, la bambina rappresenta sempre la neofita e la nonna svolge la funzione del lupo, l\u2019officiante del rito. Il frate, figura legata alla sfera spirituale, sarebbe invece colui in grado di riportare in vita la protagonista attraverso un fungo psicoattivo, utilizzato come ingrediente magico nel rituale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.antrodithoth.com\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Little-Red-Riding-Hood.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7188\"\/><figcaption>Cappuccetto Rosso nel bosco<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>In conclusione, la fiaba di Cappuccetto Rosso nasconde nella sua trama un antichissimo rito, ormai perduto, di iniziazione sessuale femminile, nel quale ogni ragazza, diventando fertile, si trasforma in una donna e accede ai Misteri femminili con l\u2019aiuto degli spiriti degli antenati e del clan.<\/p>\n<div id=\"themify_builder_content-1237\" data-postid=\"1237\" class=\"themify_builder_content themify_builder themify_builder_front\">\n\t\n\t\n<\/div>\n<!-- \/themify_builder_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La fiaba di Cappuccetto Rosso, diffusa anticamente e in prevalenza nell\u2019Europa centrosettentrionale e meridionale, \u00e8 uno tra i racconti pi\u00f9 famosi ed antichi che si conoscano, e la sua trama rivela profonde e segrete conoscenze iniziatiche primitive. La versione pi\u00f9 comunemente diffusa, raccolta e rivisitata dai fratelli Grimm nel libro&nbsp;\u201cKinder -U. 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