NUOVA ERA

PANDEMIA

<888> Il 18 ottobre 2019, la Bill and Melinda Gates Foundation mostra una simulazione sulla diffusione di una pandemia da coronavirus durante l’Event 201 di New York per promuovere la fusione della sanità pubblica con l’industria privata, implementare la ricerca sui vaccini e orientare le istituzioni verso le vaccinazioni di massa. Poche settimane dopo, la pandemia da coronavirus inizia a diffondersi per davvero. Alcuni fatti però hanno suscitato dubbi e sospetti difficili da liquidare come semplici coincidenze. Nel 2015, per esempio, Bill Gates aveva predetto che il mondo avrebbe dovuto affrontare una nuova pandemia dalla quale si sarebbe salvato solo grazie ai vaccini. Esistono inoltre le prove per dimostrare come i governi e i media siano stati “orientati” a favore dei lockdown, delle vaccinazioni di massa e di uno smisurato debito pubblico dal quale i cittadini saranno messi in ginocchio e molte imprese saranno costrette a fallire. A poco più di un anno dall’inizio della pandemia, il gran numero di prove, testimonianze, indizi e molte delle incredibili coincidenze raccolte in questa indagine accurata consentono una ricostruzione degli eventi completamente diversa da quella diffusa dai mezzi di comunicazione di massa. Esistono inoltre le prove per dimostrare come i governi e i media siano stati “orientati” a favore dei lockdown, delle vaccinazioni di massa e di uno smisurato debito pubblico dal quale i cittadini saranno messi in ginocchio e molte imprese saranno costrette a fallire. Un’ipotesi politicamente molto scorretta in cui le pandemie diventano un’arma in mano all’élite finanziaria e farmaceutica per accumulare enormi profitti, imporre una dittatura sanitaria globale e costringere gli Stati a cedere ogni forma di sovranità con il falso pretesto della salute pubblica. “Molti si stanno chiedendo quando le cose ritorneranno alla normalità. La risposta in breve è: MAI”. <888>

L’AYURVEDA

<888>secondo gli antichi testi indiani l’uomo in passato poteva vivere oltre 100 anni? Nonostante oggi l’età sia notevolmente aumentata rispetto a cinquant’anni fa, secondo alcuni esperti siamo ancora al di sotto delle reali potenzialità di vita che potremmo avere. Secondo uno studio pubblicato su “Nature” qualche anno fa, l’uomo può arrivare a vivere circa 115 anni.
La medicina Ayurvedica ha da sempre adottato misure e pratiche che potessero aiutare a vivere una vita lunga e in salute, mantenendo l’equilibrio di mente e corpo. Non è un caso che proprio Ayurveda voglia dire “scienza della vita”.
Come tutte le medicine antiche, anche per l’Ayurveda prevenire è meglio che curare: contrastare l’insorgenza di una malattia mantenendo  l’organismo funzionale è sempre meglio che doverlo guarire e riportarlo al proprio equilibrio.
Ma in che modo si promuovono la salute e la longevità? Attraverso approcci di promozione della salute, prevenzione delle malattie e ringiovanimento. Lo scopo è di mantenere pulito il corpo e liberi i canali energetici (nadi) che compongono l’uomo (ne abbiamo circa 72.000) e il cui compito è trasportare l’energia vitale o prana, senza la quale non potremmo vivere.
Per far sì che il prana possa scorrere liberamente nelle nadi e che noi possiamo vivere una vita più vitale e longeva, contrastando l’invecchiamento che porta inevitabilmente al declino, sono necessari:
alimentazione equilibrata e adatta al proprio dosha dominante (gli elementi che formano la costituzione di ognuno di noi, determinando le nostre caratteristiche), attività fisica,procedure di pulizia abituale (Panchakarma),pratiche di digiuno, rasayana.
Per l’Ayurveda un rasayana è un rimedio in grado di mantenere o riportare i tessuti, compreso il rasa (il primo dei sette tessuti del corpo, che noi chiamiamo linfa, e dal quale nasce il sangue, da cui poi origina tutto il resto del nostro organismo), in uno stato ottimale, tipico della nostra giovinezza.
Lo scopo dei trattamenti e delle erbe rasayana è migliorare il meccanismo di riparazione e disintossicazione del corpo, mantenendo così una migliore immunità, circolazione, forza e mobilità muscoloscheletrica e funzioni cognitive equilibrate.
In altre parole, secondo l’Ayurveda il rasayana permette di ripristinare la giovinezza, promuovere la longevità, l’intelligenza e la forza, e contrastando, allo stesso tempo, i problemi di salute.
Per l’Ayurveda è un rasayana qualsiasi erba o pianta officinale, cibo o attività che ci fa sentire energici e migliora: la condizione della pelle, la qualità del sonno, la memoria e la concentrazione, la forza e la capacità degli organi di senso (occhi, naso, lingua, orecchie) degli organi sessuali.
Ci sono diversi tipi di rasayana, alcuni dei quali prevedono la combinazione di diverse pratiche, come ad esempio massaggiare dell’olio caldo sul corpo per eliminare le tossine, assumere gli estratti dalle piante che bilanciano i dosha, e una corretta alimentazione che riduca al minimo le tossine (ama). Mangiare cibi (freschi, naturali, senza conservanti o sostanze nocive) che mantengono forte il fuoco digestivo (agni) previene l’accumulo di tossine, che secondo l’Ayurveda sono la radice di tutte le malattie.
Di seguito ti illustro alcuni rimedi considerati dei rasayana dall’erboristeria ayurvedica, dato che vantano tante proprietà diverse.
Amla: il rasayana che promuove la vista
L’Amalaki o Amla è l’uva spina indiana, ed è uno dei rasayana più  noti,  comunemente usato come rimedio ringiovanente in condizioni di invecchiamento precoce.
L’Amalaki è ricco di vitamina C e bioflavonoidi che esercitano una potente azione antiossidante. Tale proprietà è utile anche per mantenere la salute degli occhi e per migliorare la visione anche quando è ridotta. Viene utilizzata per alleviare l’affaticamento e l’irritazione degli occhi, la visione offuscata, la sensazione di bruciore e diverse altre condizioni oculari in cui Pitta e Kapha dosha sono dominanti. Inoltre, grazie alla presenza di vitamina C, aiuta a mantenere e a formare il collagene che si trova nella cornea degli occhi.
In India gli estratti del frutto, che oltre a contenere vitamina C, contengono anche composti fenolici, tannini, acido fillembelico, fillembelina, rutina, curcuminoidi ed emblicolo sono utilizzati nella medicina tradizionale per il trattamento di diarrea, ittero e infiammazione, nonché per recuperare la vitalità e il vigore.
Nella letteratura ayurvedica l’Amalaki viene ricordata per le sue proprietà gastroprotettive, utili per contrastare le ulcere gastriche, così come immunomodulanti, analgesiche e antipiretiche. Migliora la memoria e, secondo vari studi scientifici, il suo consumo protegge anche i tessuti dai danni da radiazioni.
Un ulteriore studio ha evidenziato che l’assunzione a lungo termine del frutto migliora la funzione cardiaca nei ratti, grazie a un miglioramento funzionale della capacità di contrazione del miocardio, il muscolo del cuore.
Altri studi hanno messo in evidenza che l’assunzione di questo rasayana contribuisce a diminuire i valori del colesterolo totale, di quello cattivo (LDL) e dei trigliceridi. Inoltre, coloro che hanno consumato l’estratto di amla hanno sperimentato una riduzione del 39% dell’indice aterogenico del plasma rispetto a un gruppo di controllo. L’indice aterogenico viene utilizzato per misurare il rischio di un eccesso di accumulo di colesterolo nelle arterie.
Dato che aiuta anche a ridurre i valori della glicemia e della pressione sanguigna, contribuisce a proteggere il cuore da possibili fattori di rischio di malattie cardiache.
Ti suggerisco la polvere di Amla bio di Forlive, che puoi sciogliere in un po’ di acqua, o in un’altra bevanda naturale, o aggiungere a yogurt, porridge (a crudo) o altri piatti.
Brahmi: il rasayana della memoria e dell’intelletto
La Bacopa monnieri, nota anche come brahmi, è una delle erbe ayurvediche più utilizzate per la salute mentale (non a caso le sue foglie hanno una forma simile a quella del cervelletto, la parte del cervello che aiuta a controllare la concentrazione e la memoria). Supporta, infatti, il corretto funzionamento del sistema nervoso, aiuta a ridurre ansia, depressione e stress, migliora la memoria e aumenta persino l’ispirazione.
Sulla memoria agisce migliorando: la memoria a lungo termine, la memoria a breve termine e la capacità di ritenzione mnestica (la capacità di ricordare ciò di cui abbiamo avuto esperienza). Grazie alle sue proprietà rinfrescanti, mantiene la mente calma e libera dall’ansia. È considerata una pianta così potente da essere conosciuta come la “dea della creatività, della saggezza e della conoscenza” e come una “grande medicina”.  
Per la medicina ayurvedica ci sono tre diverse qualità della mente: una è l’inerzia, un’altra è l’agitazione e la terza qualità è l’equilibrio, la chiarezza e la calma. Anticamente si credeva che il brahmi fosse in grado di favorire la terza qualità, aumentando la calma. Uno studio di 12 settimane ha confermato questa sua capacità, mettendo in evidenza che l’assunzione quotidiana di brahmi è riuscita ad abbassare significativamente i livelli di ansia.
Note sono anche le sue funzioni antinfiammatorie, tanto che nell’Ayurveda la Bacopa è usata per alleviare l’artrite. Un recente studio ha messo in evidenza anche che la pianta inibisce il rilascio di citochine infiammatorie dalle cellule della microglia (un tipo di cellule del sistema nervoso) e inibisce gli enzimi associati all’infiammazione nel cervello. Pertanto, la Bacopa può limitare l’infiammazione nel sistema nervoso centrale, rivelandosi un prezioso alleato naturale.
Come adattogeno il brahmi contribuisce a diminuire i livelli dello stress, abbassando i livelli del cortisolo (l’ormone che viene rilasciato in caso di stress e che può contribuire a creare diversi problemi di salute se i suoi livelli all’interno dell’organismo rimangono costantemente alti) e a migliorare l’umore. Di conseguenza, migliora anche il sonno.
In India la Bacopa monnieri è usata anche come rimedio di bellezza, dato che aiuta a ridurre la caduta dei capelli e l’ingrigimento precoce che, secondo l’Ayurveda sono problemi dovuti all’eccesso di calore nel corpo e nella mente.
Per migliorare le tue prestazioni mentali, ti suggerisco Brahmi in polvere di Gusto vivo, che puoi sciogliere in un po’ di acqua. Se il suo sapore dovesse essere amaro, prova a dolcificarlo con del miele o un altro dolcificante naturale.
Ashwagandha: il rasayana che sostiene l’organismo nei casi di stress acuto
Sai che l’Ayurveda può essere fatto risalire al 6000 a.C. e che l’Ashwagandha (Withania somnifera) è stata da sempre usata come rasayana per le sue proprietà toniche, afrodisiache, diuretiche, antielmintiche, astringenti, termogeniche e stimolanti?
Come adattogeno è stata più volte paragonata agli effetti dell’Eleuterococco e del Ginseng, tanto che viene chiamata anche Ginseng indiano. Molti studi hanno dimostrato che è in grado di migliorare la resistenza dell’organismo allo stress, riducendo i livelli di cortisolo. Secondo i ricercatori è talmente potente che la sua assunzione migliora la qualità della vita già dopo poche settimane.
Come conseguenza di una migliore gestione dello stress, la pianta è in grado di aumentare anche le difese dell’organismo, migliorando l’immunità cellulo-mediata. E possiede anche potenti proprietà antiossidanti che aiutano a proteggere le cellule dai danni causati dai radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento precoce e del declino della funzionalità dell’organismo.
Alla Withania viene riconosciuta anche la capacità di migliorare la funzione del sistema riproduttivo favorendo un sano equilibrio sessuale e riproduttivo maschile e femminile. L’estratto ha permesso di ridurre l’infertilità maschile, grazie a un miglioramento della qualità del liquido seminale.
Inoltre, la pianta ha dimostrato di avere un ruolo neuroprotettivo nei confronti di molte malattie neurodegenerative tra cui l’Alzheimer, l’Huntington e il Parkinson. Ciò è dovuto al fatto che la radice ripristina la funzione mitocondriale ed endoteliale e contrasta l’apoptosi (la morte della cellula conseguente a un suo danneggiamento a causa di mancanza di nutrienti, danneggiamento del DNA o esposizione a raggi UV o radiazioni), l’infiammazione e i meccanismi di stress ossidativo.
Per favorire il rilassamento, il benessere di mente e corpo e la sessualità, ti consiglio l’Ashwagandha bio in capsule vegetali di Erbavoglio.<888>

COVID-19 IL RESET

L’unica cosa certa è che il virus originario si trovava dentro un pipistrello. Non esistono prove (ma solo sospetti) che dal pipistrello sia passato all’uomo attraverso una catena animale. Non esistono prove (ma solo sospetti) che il Covid-19 provenga dal laboratorio di massima sicurezza di Wuhan. Non esistono prove (ma solo sospetti) che la Sars-Cov2 non sia altro che un virus chimera, modificato dall’uomo e che sia arrivato tra noi attraverso il laboratorio cinese.Quel che è certo, invece, è che a Wuhan non comandava solamente Pechino ma incredibilmente anche (e soprattutto) gli Stati Uniti. In quel laboratorio erano presenti la CIA e i servizi militari USA, c’erano gli uomini inviati dalla Casa Bianca di Trump, gli scienziati finanziati da Big Pharma e dalla grande Finanza.

È sì, perché a Wuhan da oltre dieci anni andavano avanti esperimenti non etici, pericolosi per l’umanità, vietati in quasi tutto il mondo. Esperimenti non interrotti nemmeno con l’arrivo della pandemia. Tutto ebbe inizio quando nel più segreto e protetto laboratorio militare vicino Washington…

La pandemia di Sars-Cov-2 è stato l’evento più sconvol­gente per l’umanità dalla fine della seconda guerra mon­diale. Tutto questo è accaduto a causa della follia di alcuni scienziati che hanno giocato a fare Dio. È accaduto a causa di politici e governi che pensano più alla dominazione del mondo che al benessere dei suoi cittadini. Il virus ha costretto tutti quanti a modificare le nostre abitudini, il nostro modo di vivere, ha minato alcu­ni pilastri democratici delle nostre società. Ci ha sparati nel futuro, in un futuro digitale, un futuro in cui siamo stati tutti costretti ad an­dare a scuola attraverso un computer, a lavorare attraver­so un computer, a fare acquisti attraverso un computer, a socializzare attraverso un computer. Un’ecatombe del genere si poteva evitare? Sì. Lo ha affer­mato perfino l’Oms, in un documento ufficiale. In tanti, in troppi hanno lanciato moniti di sventura, hanno pregato che la si smettesse con gli esperimenti di guadagni di fun­zione, specialmente su virus particolarmente pericolosi come la Sars. Ma sono state grida inascoltate. La scienza è giusto che non si fermi..La scienza non deve essere mai assoluta, mai superiore all’essere umano. La scienza deve essere sostenibile!

Nulla tornerà come prima. Dimentichiamoci il mondo come lo avevamo conosciuto prima del febbraio 2020. Esagerazione? Catastrofismo? No, l’inizio di una nuova normalità. La crisi che stiamo vivendo sarà catalizzatore di cambiamenti necessari ad accelerare la realizzazione di un disegno già predisposto, smantellando l’attuale sistema socioeconomico. È il Grande Reset, il tema del prossimo Forum di Davos, il congresso annuale dove si riuniscono i grandi della terra per decidere su questioni che riguardano la governance mondiale. Un piano preciso, ufficiale e ben documentato, sul quale istituzioni internazionali, filantropi, organizzazioni non governative e mega-aziende private collaborano apertamente già da tempo. Le nuove abitudini acquisite dalle popolazioni durante la pandemia hanno apportato quell’impulso alla digitalizzazione e all’automazione decisivo per implementare la Quarta Rivoluzione Industriale, che finora stentava a realizzarsi.  È l’inizio di una nuova era.

La Candela Nera

La Candela Nera è sempre stata considerata un colore negativo da chi non comprende la magia che spesso associano alla magia nera, e a sua volta ciò che non si conosce si ha paura. La Candela Nera è sorretta dalle energie di Saturno. Usata durante le fasi di Luna calante, viene impiegata in tutti gli incantesimi atti alla protezione, allontanare i miasmi, assorbire le energie negative. Il nero infatti corrisponde al buio, l’oscurità e all’assenza di luce. La Candela Nera neutralizza e disperde le energie negative.

L’INIZIAZIONE

L'”Iniziazione” è semplicemente la trasmissione da qualcuno a qualcun altro di una serie di istruzioni tali da porre chi le riceve in grado di “iniziare” un certo cammino. Nulla di più, nulla di meno. Si tratta di istruzioni di tipo pratico, operativo, in genere molto semplici: devono servire soltanto a cominciare, poi l’adepto deve andare avanti da solo. La vera sapienza iniziatica non può essere comunicata, altrimenti non sarebbe “sapienza”, bensì semplice conoscenza: la vera sapienza è frutto unicamente di una conquista personale. Conseguentemente, è diversa da persona a persona, mentre le conoscenze sono uguali per tutti, anche se si possono esprimere in modi diversi. Anche il “segreto iniziatico”, in realtà, non esiste. La necessità del segreto nasce esclusivamente dal fatto che chi si applicava a queste dottrine solitamente si riuniva in logge, in organizzazioni private, che a un certo punto decisero di mantenere celati i loro riti e i loro affiliati per non suscitare sospetti nei potenti o nelle autorità ecclesiastiche, specialmente durante il periodo dell’inquisizione. Se certe pratiche erano tenute segrete era per lo stesso motivo per cui le corporazioni artigianali tenevano celate determinare tecniche, che davano loro un vantaggio sui concorrenti. La “sacralità” di determinate nozioni, il divieto di “profanare” certe verità, sono un’invenzione romantica, oppure obblighi legati a manifestazioni di culto. Non c’è bisogno di celare deliberatamente la magia alle persone volgari: tanto, non la capirebbero, e comunque la magia, quella vera, non gli interesserebbe.”

(Sebastiano Fusco, da “Introduzione alle Dottrine Ermetiche” di Franz Bardon)