30 Aprile- Festival di Beltane L’Abbondanza Economica

il materiale del festival di Beltane

Le Azioni del Festival di Beltane

Nel rispetto Tradizione, lo della SCOPO ELETTIVO del Festival è: Propiziare una Fortuna Economica Superiore, una vera Fortuna finanziaria di cui il periodo successivo al Festival è la base e l’inizio

La grande Tradizione di Beltane-Calendimaggio è l’Abbondanza, la Ricchezza, la Fortuna in campo Economico. I modi attraverso cui il potere MOLTIPLICATORE di Beltane propizierà la realizzazione di traguardi e delle aspirazioni, saranno sicuramente diversi da caso a caso, ma la meta, lo scopo, resta identico per tutti: elevare la posizione socio-economica di chi esegue, favorire una solida fortuna finanziaria, aiutare nel conseguimento di una maggiore ricchezza, procurando le premesse necessarie e l’inizio è già nel periodo immediatamente seguite al Festival.

Tutto ciò, per quanto importante, non deve far dimenticare anche l’elevato valore spirituale di Beltane,    mirante come meglio descritto nel resto di questa circolare, all’armonica fusione dei contrari e alla conquista spirituale del potere e della conoscenza del Grande Albero del Giardino dei Filosofi.

L’AZIONE FONDAMENTALE DI BELTANE:

Propiziare una Fortuna Economica Superiore, una vera Fortuna Finanziaria di cui il periodo successivo al Festival è la base e l’inizio.

Questa azione è quella FONDAMENTALE e dovrà essere la prima delle richieste da farsi durante l’esecuzione del Festival, per ogni persona sarà trovata la via migliore per propiziare la realizzazione di questo scopo, inoltre (consigliato ma non necessario) ciascuno potrà segnalare aspetti particolari della propria        situazione, prendendo spunto, senza limitazione di numero, dalle azioni propiziatorie riportate a esempio qui di seguito, oppure usando parole proprie e personalizzando al massimo le richieste.

* Propiziare guadagni e clienti.

* Ridurre gli sprechi.

* Aiuti di persone influenti o importanti.

* Fortuna al gioco, lotto, scommesse, ecc.

* Vittoria su concorrenti e rivali.

* Fama, buon nome e successo personale.

* Fortuna negli investimenti e speculazioni.

* Rinnovamenti, aggiornamenti, nuove idee.

* Cambiare, trovare lavoro.

* Promozioni, premi, gratifiche.

* Crediti e finanziamenti.

* Distrugge tutte le negatività.

* Massima protezione in campo economico.

Il Talismano Supremo di Beltane

UN POTENTE SCUDO PROTETTORE IN RAME PURISSIMO

Nel Festival di Calendimaggio (sia nella versione per tutti che in quella speciale per gli Iniziati e G.S.) è compreso un potente e Prestigioso Talismano in Rame PURISSIMO, inciso singolarmente, a punta di       diamante, secondo le regole dell’Arte. Questo Talismano è innanzi tutto uno Scudo Personale contro ogni negatività voluta o non voluta che interessi in modo particolare il settore economico, la fortuna, il patrimonio e aiuterà a conseguire più rapidamente i traguardi desiderati.

Beltane, Calendimaggio è la grande Festa che segna l’inizio dell’Estate Esoterica, è uno dei Festival più celebrati e conosciuti in ogni tempo e luogo, la sua tradizione non si è mai interrotta, per questo ancora oggi è fra i più generosi, i più ricchi e i più amati. Il suo scopo elettivo è quello di propiziare l’abbondanza e la fortuna economica superiore. La sua natura è duplice: materiale e spirituale; da un lato mira a far crescere una solida posizione finanziaria, dall’altro favorisce il cammino spirituale di chi lo celebra.

Dal lato pratico

Continuando il nostro corso teorico-pratico di esoterismo, vediamo di capire l’azione del Festival di Beltane a livello individuale; andando cioè oltre il simbolismo oscuro del linguaggio ermetico, per far luce su uno dei più importanti Festival di tutto l’Anno Magico. Sarà utile, per questo scopo, richiamare brevemente alla memoria il cammino già fatto nei precedenti quattro Festival. Abbiamo visto come Samhain e Yula avessero soprattutto delle finalità materiali e servissero a soddisfare dei bisogni primaricome il denaro, il lavoro, la sfera della materialità in genere. Dal lato spirituale la loro funzione è stata quella di rendere meno duro ed arroccato l’accesso all’Inconscio lunareonde poterlo, in seguito, purificare: gli ermetisti chiamavano questa azione l’unione dell’acqua con il fuoco, del fisso con il volatile, dell’Aquila con il Serpente. In questi due Festival l’infinito spirituale è stato solo intravisto, intuito potremmo dire, mentre la prima vera opera di purificazione e di elevazione è avvenuta con Imbolc (La Candelora). L’azione di Imbolc è stata infatti quella di rimuovere dall’Inconscio lunare gran parte della componente dolorosa, legata ai ricordi e spesso totalmente inconscia, capace però di scatenare quegli schemi comportamentali di difesa, di chiusura o di aggressione di cui abbiamo già parlato nelle precedenti circolari. Grazie all’azione catartica di Imbolc l’Io ha potuto, guidato da una volontà più forte e liberato dalla schiavitù del dolore, provare nuove esperienze, materiali e spirituali, onde crearsi nuovi schemi di comportamento, e questa è l’azione principe del Festival di Equinox che abbraccia un intero Anno a partire dalla sua esecuzione. All’Equinozio, inoltre, viene posta una particolare attenzione alla realizzazione personale nella sfera affettiva, poiché, come si è detto, la certezza di non essere soli e di essere importanti per almeno un’altra persona è un’altra premessa indispensabile per poter proseguire con serenità il cammino intrapreso.

“Chi vuole entrare nel Roseto dei Filosofi senza una
 chiave è come un uomo che voglia camminare senza piedi”
(Maier, op. cit.)

Dal solve al coagula

Con Equinox termina la cosiddetta fase solve, la quale ha lo scopo di fornire una maggiore “fluidità” al nostro essere e di sciogliere i nodi dolorosi dell’inconscio lunare, in modo da rendere la persona di nuovo disponibile alle nuove esperienze, rinnovando tutte le energie e le potenzialità. A Beltane (Calendimaggio) inizia la seconda parte del cammino, quella che gli antichi chiamavano fase coagula, cioè dopo aver rese fluide, rinnovate, disponibili le nostre potenzialità ed essersi cimentati in nuovi cammini, ora si tratta di consolidare i risultati raggiunti, onde poter ambire a più elevati traguardi sia nell’ambito spirituale che in quello materiale.

Beltane è un secondo inizio, i primi quattro Festival soddisfano i bisogni di base e aprono la via per risultati superiori il cui consolidamento inizia proprio con Beltane. Se osserviamo lo schema delle esaltazioni e dei domicili planetari che cadono sotto il dominio di ciascun Festival, vediamo che da Beltane in poi questi schemi sono l’immagine speculare dei precedenti, ciò che prima era in esaltazione ora è in caduta, ciò che prima era nel suo domicilio ora è in esilio, e viceversa. La trattazione dell’Anno Magico dal punto di vista astrologico necessita di molto spazio, qui possiamo solo accennare al fatto che, ad esempio, nel Festival di Samhain troviamo Mercurio in esaltazione (Segno dello Scorpione), ad indicare quel Mercurio acutizzato o Scintilla divina di cui già si è detto, a cui si accompagna la caduta di Giove; viceversa a Beltane, sotto il Segno dei Toro, si ha l’esaltazione di Giove e la caduta di Mercurio. Siamo ciò nel culmine della fase espansiva, della conquista del territorio, della consolidazione materiale, nel pieno rispetto del simbolismo che la tradizione assegna alla prima Terra dello Zodiaco. Questo ci spiega perché fin dai tempi più antichi Beltane, ovvero Calendimaggio, è la Festa dell’Abbondanza e della Fortuna maggiore (Fortuna major).

Il Bagno dei Filosofi, ovvero la “coniunctio sine coito”. Si noti la X formata dai due ramoscelli e l’Aquila, che deve congiungersi all’Acqua, ovvero la razionalità all’inconscio. I due alberi hanno frutti d’Argento e frutti d’Oro. Notate le due vie o polarità che conducono alla piscina e l’unico rivolo che se ne allontana. (Mylius, Phil. Ref. 1622)

Si diceva che, con Equinox, la persona inizia a sperimentare nuove vie; di queste vie quelle che risultano più valide saranno sviluppate ulteriormente ed inizieranno a dare frutto proprio con il Festival di Beltane. Nel percorrere queste nuove vie, che non sono necessariamente tutte di ordine materiale, il soggetto crea nuovi schemi comportamentali o modifica quelli esistenti. Il dono del Festival di Beltane sarà proprio quello di aprire la via alla conoscenza razionale dei meccanismi che regolano la nostra parte più inconscia ed istintiva. Gli antichi raffiguravano tutto questo in vario modo, in particolare con la coniunctio di Re e Regina (Luna e Sole), oppure con l’Albero, o con la Croce decussata (Croce di Sant’Andrea). Un altro simbolo è il Serpente domato, che non sbarra più il cammino a chi vuol entrare nel Giardino dei Filosofi. Ogni saggio, ogni eroe di ogni mito, prima di giungere alla conoscenza deve vincere il proprio Drago, o Serpente, che gli ostacola il cammino. Ma di questo si è già ampiamente parlato in numerose altre occasioni

Ma quei sassi per voi sono un passaggio E sono il premio di un arduo lavoro Quando, alla fine di un lungo viaggio, Li avrete trasformati in fiori d’oro. (Zoroaster, 1236

L’ingresso della razionalità (solificatio)

Beltane perfeziona ciò che aveva già avuto inizio nel Festival precedente, cioè la veggenza, la capacità di vedere in modo profondo dentro se stessi e gli altri. E mentre fino all’Equinozio questa facoltà era quasi un atto istintivo, qui viene supportata da dalle conoscenze razionali. Ecco l’unione dei contrari, la Via dell’Albero, l’accesso al Giardino sorvegliato! A Calendimaggio maturano le conoscenze del Sé profondo che permettono di classificare i vari tipi di individui, cogliendone già la tipologia da alcuni moti dell’anima e del corpo, i quali arricchiti dalla sensitività che matura verso Marzo, consentiranno una lettura decisamente nitida, specialmente durante le sedute di divinazione (ma non solo). Beltane è, da questo punto di vista, un Festival molto razionale, che arricchisce cioè di conoscenze molto razionali. Queste conoscenze sono in parte infuse direttamente dal Festival e assumono all’inizio la connotazione di intuizioni che vengono via via afferrate in modo più delineato. Inoltre, il Festival, favorisce l’approfondimento delle stesse attraverso lo studio e la ricerca personale. A Beltane inizia la conoscenza dei propri schemi e si hanno le prime avvisaglie di tentativi di crearne razionalmente dei nuovi; contemporaneamente inizia un forte potenziamento della forza di volontà, che è premessa indispensabile per chiunque voglia entrare nel mondo dell’esoterismo. Si è detto che le nuove vie sperimentate a partire dall’Equinozio cominciano già, in parte, a dare frutto a Calendimaggio e proprio per questo, osservandone i risultati e ripercorrendone mentalmente gli schemi che li hanno portati, si vuole costruirne dei nuovi, che saranno identici se il risultato deve essere lo stesso, o variati, se il risultato deve essere diverso. La consapevolezza che le nostre e le altrui azioni e reazioni dipendono in grandissima misura da precisi schemi comportamentali ci spingerà a cercare in noi e negli altri la struttura di questi schemi e ad assumere (o a far assumere) comportamenti tali da modificarli. Senza rimuovere il dolore inconscio, che spesso li scatena, ciò non è impresa facile, ma in questo ci è venuto incontro l’Anno Magico ed ora, lo stesso Anno Magico, ci guiderà verso la loro perfetta comprensione razionale. Detto questo non dimentichiamo comunque che Beltane è soprattutto la Festa dell’Abbondanza, che mira, come suo scopo elettivo, a creare le basi per una condizione socio-economica superiore, perché, come si è già più volte detto, l’arte non trascura né disprezza mai il lato materiale della vita rispetto a quello spirituale, in quanto il primo è premessa indispensabile all’altro, e viceversa.

L’Albero Bodhi, l’albero del “risveglio all’onniscienza”, sotto questo stesso albero Buddha sedeva quando aprì all’umanità la via della liberazione dalla duplice schiavitù. E’ il prototipo dei “Giardini Sorvegliati”, meta finale di ogni percorso iniziatico

Simbolismi esoterici Dopo quanto premesso risulterà sicuramente più agevole la comprensione dei classici simbolismi collegati al Festival di Beltane, e di cui abbiamo abbondantemente già parlato in molte altre sedi. Ad esempio l’Albero che si estende attraverso i tre livelli dell’esistenza, e dal quale dipendono tutte le creature viventi e gli stessi uomini, rappresenta la capacità di conoscere in profondità il proprio sé, si ricordi Yggdrasil e lo scoiattolo che scambia messaggi tra l’Aquila e il Serpente, questa facoltà nell’Albero Cosmico, diventa capacità di leggere nell’inconscio collettivo, ma di questo ne riparleremo. L’Albero personale, che all’equinozio si era rivestito di fiori, ossia delle nuove esperienze, ora comincia a trasformare i fiori in frutti. Ancora più chiaro ci appare il simbolismo legato alla Croce Decussata “X” o Croce di Sant’Andrea, che va intesa come formata da due triangoli, aperti verso il basso e verso l’alto e comunicanti tra di loro per il vertice. Abbiamo cioè l’unione di “ciò che sta in alto” con “ciò che sta in basso”, come recita la Tabula Smaragdina e come ci ricorda il Museum Ermeticum (1678): «Ignis, Aqua et fluitans duo sunt contraria: felix, talia si jungis: sit tibi scire fatis». Questi contrari sono la coscienza e l’inconscio, Fuoco e Acqua, Aquila e Serpente che si ricongiungono nella coincidentia oppositorum, in tal modo la coscienza può conoscere l’inconscio, e non solo il proprio, ma cominciare a intuire l’intero Albero Cosmico, infatti i due triangoli sono aperti verso l’infinito superiore ed inferiore. Allo stesso modo risulterà assai più esplicito tutto il linguaggio ermetico che ci parla di “cittadelle”, di “giardini sorvegliati”, ovvero del “roseto dei filosofi”, al cui centro sorge l’Albero della Vita. L’Inconscio è la cittadella da espugnare, ma per farlo occorre avere la meglio sul Serpente (le “chiavi” di cui parlava Majer, Atalanta fugiens, 1617), ossia bisogna dapprima purificarlo dai contenuti dolorosi (fare bianco nel nero) che ci obbligano a comportamenti sbagliati scatenando schemi comportamentali, i quali «sono impulsi che sorgono dall’inconscio o direttamente dal corpo, col carattere della non libertà e della obbligatorietà» (C. G. Jung, Opere, vol. 8, La dinamica dell’inconscio, 1927). Solo chi è libero dalla schiavitù del Serpente può giungere in quel Giardino in cui sorge l’Albero Bodhi, ovvero l’Albero del risveglio alla onniscienza sotto il quale sedeva il Buddha quando aprì all’umanità la via della liberazione dalla “duplice schiavitù”, e che è sorvegliato da due serpenti-guardiani chiamati “desiderio” e “paura”.